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Cosa faranno Tim e Fibercop dopo le bacchettate dell’Antitrust

L'Antitrust ha accettato gli impegni proposti da Tim e Fibercop a conclusione dell'istruttoria per limitare gli effetti anticoncorrenziali del master service agreement (Msa), l'accordo che disciplina fornitura reciproca di alcuni servizi dopo lo scorporo della rete fissa di Tim avvenuto a luglio 2024

L’Antitrust accetta impegni di Tim e FIbercop – la società nata con lo scorporo della rete fissa dall’ex monopolista telefonico, quando il consorzio guidato da Kkr ha completato un’acquisizione da 18,8 miliardi di euro – per limitare gli effetti anticoncorrenziali del master service agreement, l’accordo che disciplina i servizi che ognuna acquisisce dall’altra.

L’istruttoria avviata il 17 dicembre 2024 dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) si è conclusa con l’accoglimento degli impegni presentati da FiberCop e Telecom Italia S.p.A., ritenuti idonei a superare le criticità concorrenziali emerse in fase di avvio. Lo rende noto oggi un comunicato l’authority guidata da Roberto Rustichelli.

Il procedimento riguardava alcune clausole del Master Service Agreement (MSA), l’accordo sottoscritto dopo lo scorporo della rete fissa di Tim avvenuto a luglio 2024, con particolare riferimento ai vincoli di esclusiva, al sistema di sconti e ai diritti di uso della fibra per la clientela business.

Si chiude così il caso senza accertamenti di violazioni della normativa antitrust né riconoscimenti di responsabilità.

Tutti i dettagli.

L’ISTRUTTORIA AVVIATA DALL’ANTITRUST

In particolare, “Gli impegni sono stati accolti dopo un ampio processo di consultazione che ha coinvolto a più riprese tutti gli stakeholder del settore – anche nell’ambito di un market test – e anche l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AgCom), per individuare la soluzione migliore che garantisse il dispiegarsi della concorrenza nei mercati al dettaglio e all’ingrosso e che al contempo preservasse i necessari incentivi agli investimenti futuri da parte delle imprese presenti nei mercati” indica l’Agcm.

LE POSSIBILI CRITICITÀ

In sede di avvio, l’Autorità ha ritenuto che alcune previsioni dell’MSA sollevassero preoccupazioni di natura concorrenziale circa il vincolo di esclusiva che lega Tim a FiberCop per i servizi di accesso alla rete; il sistema di scontistica sui prezzi di accesso concessi da FiberCop a Tim e poi estesi a tutti gli operatori retail concorrenti di Tim e la concessione a Tim dei cosiddetti indefeasable right of use (IRU) relativi ai rilegamenti in fibra ottica dedicati ai clienti aziendali.

L’ESCLUSIVA DI TIM E GLI SCONTI SOTTO LA LENTE DELL’AGCM

Il procedimento, durato oltre 14 mesi, si è sviluppato anche alla luce delle segnalazioni e dei rilievi formulati da diversi operatori concorrenti. Al centro dell’attenzione vi erano in particolare la durata dell’obbligo per Tim di utilizzare in esclusiva la rete FiberCop, inizialmente prevista per 15 anni rinnovabili per ulteriori 15, e il meccanismo di sconti legato ai volumi di clienti e applicato ai servizi attivi.

GLI IMPEGNI ACCETTATI

Passando ora agli impegni presentati dalle due società, e accettati dall’Antitrust, il primo riguarda il regime di esclusiva previsto nell’Msa ed è volto a modificarne la durata e la portata introducendo una differenziazione geografica delle condizioni di esclusiva attraverso la suddivisione del territorio in tre cluster, ridefiniti rispetto alla versione originaria sia per estensione sia per durata dei vincoli.

Il Cluster 1 è costituito dalle cd. “Aree Sussidiate”, ossia dalle aree nelle quali la rete in fibra è stata costruita usufruendo di contributi pubblici erogati mediante procedure di gara. In questo cluster non sono previste modifiche rispetto alle previsioni dell’Msa.

Nelle aree oggetto di bandi pubblici per lo sviluppo della fibra, comprese le aree bianche e grigie interessate dal piano Italia a 1 Giga, l’esclusiva viene ridotta a 10 anni, con ulteriori 5 anni limitatamente ai civici coperti con investimenti diretti di FiberCop.

Alla luce dei rimedi accettati, nel Cluster 2 – costituito da 175 Comuni, ricadenti nelle cd. Aree Nere, nei quali, ad avviso delle Parti, FiberCop sarebbe soggetta alla pressione concorrenziale di altri operatori – FiberCop dispone di tre anni per completare il rollout della rete in fibra, periodo durante il quale mantiene l’esclusiva anche tramite approvvigionamento da altri operatori wholesale. Al termine di questa fase, è prevista un’esclusiva di 10 anni limitata all’infrastruttura FiberCop, seguita da un ulteriore periodo di 6 anni durante il quale Tim dovrà mantenere un determinato livello medio di linee attive, non inferiore a quello raggiunto al termine del precedente periodo di dodici anni3

RIGUARDO LE AREE GRIGIE

Dopodiché il Cluster 3 corrisponde alle aree che non rientrano nei Cluster nn. 1 e 2, nelle quali la costruzione di una o più reti per l’offerta del servizio FTTH non è stata ancora realizzata, se non in parte residuale. Anche per questo cluster le Parti propongono un meccanismo di esclusiva articolato come nel Cluster 2 che precede, salvo che il periodo iniziale di esclusiva è pari a quattro anni (e non a tre); ciò in quanto, trattandosi di aree in cui non vi è rete per l’offerta del servizio FTTH, se non in misura minima, le Parti sostengono che sia necessario un periodo maggiore per il roll-out della rete, specifica il provvedimento dell’Antitrust.

L’IMPEGNO RIGUARDO LA SCONTISTICA

Il secondo impegno riguarda il sistema di scontistica. Accanto a quanto già previsto nell’Msa, FiberCop si è impegnata ad offrire uno sconto ulteriore che riguarda esclusivamente una componente (attiva) del servizio di accesso alla rete passiva, ossia gli apparati cd. OLT o ONT, mentre il prezzo di accesso della rimanente parte del servizio passivo – che rappresenta oltre l’80% del prezzo finale – è quello definito dall’AGCom e applicato in modo non discriminatorio a tutti gli operatori, si legge nel provvedimento dell’Antitrust.

IL TERZO IMPEGNO SULLA CLIENTELA

Il terzo impegno riguarda gli IRU ed è volto a garantire la piena contendibilità dei clienti finali aziendali, serviti tramite i rilegamenti in fibra ottica oggetto di IRU riservati a Tim. Al riguardo, la società guidata da Pietro Labriola si impegna a rimetterne FiberCop nella piena titolarità e disponibilità se, al venire meno del rapporto contrattuale tra TIM e il relativo cliente business, 1) un operatore terzo richieda a FiberCop in IRU una o più fibre per tale cliente e 2) FiberCop non disponga di altra capacità di rete per soddisfare tale richiesta. In tal caso, FiberCop riconoscerà a Tim un corrispettivo correlato al valore di mercato degli anni di durata residua dell’IRU, autonomamente definito tra le Parti. Nel caso di eventuale riassegnazione a Tim del medesimo IRU, i termini economici della riassegnazione saranno concordati in buona fede tra le parti, conclude il provvedimento.

Alla luce degli impegni assunti e delle modifiche introdotte, l’Autorità ha ritenuto superate le criticità concorrenziali individuate in avvio e ha disposto la chiusura del procedimento relativo al Master Service Agreement tra FiberCop e Tim.

LA SODDISFAZIONE DI FIBERCOP

Infine, FiberCop “ha accolto con soddisfazione” la decisione dell’Agcm che “ha tenuto conto della necessità di procedere con lo sviluppo della rete più avanzata e capillare d’Italia, un asset imprescindibile per la digitalizzazione del Paese”. L’Antitrust – che “ha accettato gli impegni presentati da FiberCop e Tim” e per quanto riguarda le offerte, la società  nata dall’ex rete fissa di Tim guidata da Massimo Sarmi conferma che “quelle rivolte a Tim sono disponibili a tutto il mercato secondo il principio di non-discriminazione e si è impegnata a mettere a disposizione degli operatori un’offerta parallela al Msa, che combina elementi passivi e attivi, ampliando ulteriormente le opportunità di scelta e promuovendo una maggiore apertura competitiva”.

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