Economia

Consob, Mattarella, Minenna, le parole di Salvini e le ire di Di Maio. Fatti, nomi e rumors

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Chi blocca la nomina di Marcello Minenna alla presidenza della Consob?

“Un veto che arriva dall’alto, addirittura dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un veto insistito di cui il Colle ha reso edotti sia il premier Conte che i vice Di Maio e Salvini”. E’ quanto scrive oggi il direttore del giornale on line Affari Italiani, Angelo Maria Perrino, che svela “la rabbia del leader Di Maio che con i suoi collaboratori sarebbe sbottato: ”Minenna ce la deve fare per forza”. Aggiungendo: ”Io non mollo””.

Si rinfocola dunque la polemica sulla presidenza in ballo della Commissione che vigila sulle società e la Borsa dopo le dimissioni (“spintanee”) di Mario Nava, silurato di fatto dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega.

I motivi del veto del Colle? “Poco convincenti, secondo le fonti politiche consultate da Affari Italianiscrive Perrino – Si obietta da parte del Quirinale che Minenna è stato per qualche mese assessore con la Raggi e quindi sarebbe privo della necessaria indipendenza. Oppure si sostiene da parte del Colle che, provenendo dall’interno della stessa Consob, la candidatura non godrebbe dell’unanimità e spaccherebbe la Commissione”.

In verità finanche l’agenzia Ansa ieri sera riportava i rilievi della presidenza della Repubblica sul candidato voluto dai Pentastellati: “Dal Quirinale si conferma che “permangono le riserve a suo tempo espresse su Minenna” e che naturalmente una valutazione del capo dello Stato avverrà quando un nome sarà formalmente ufficializzato al Quirinale”.

Non è l’unica novità. Ieri il leader della Lega, Matteo Salvini, ha sgombrato il campo dalle perplessità leghiste su Minenna: “Spero si decida in fretta, basta che ci sia uno competente – ha detto Salvini – Minenna? Ha un buon curriculum, non c’è nessun problema”.

A surriscaldare gli animi è arrivata un’interrogazione al governo presentata dal senatore M5S, Elio Lannutti, su un potenziale conflitto di interessi di Anna Genovese, commissario Consob e presidente vicario dopo le dimissioni del presidente Mario Nava a metà settembre (qui l’approfondimento di Gianni Dragoni del Sole 24 Ore).

Lannutti vuole sapere “se il governo sia a conoscenza” del fatto che la presidente vicario Genovese “partecipa ad istruttoria e redazione di provvedimenti e procedimenti patrocinati dallo studio Legale Zoppini, e se ciò non configura un intreccio incestuoso – si legge nel testo – nelle controversie affidate allo studio legale, lesive del pubblico interesse”.

E non manca nella vicenda un tocco di gossip. La deputata M5S e presidente della Commissione Finanze della Camera Carla Ruocco ha deciso di querelare la collega del Pd Alessia Morani “che sostiene che io sia fidanzata col Professor Minenna, circostanza non vera”.

Al di là dei sentimenti, restano alcuni nodi come ha scritto il Corriere della Sera: nel Movimento 5 Stelle c’è chi come Stefano Buffagni, sottosegretario agli Affari regionali e antenna lombarda di peso su cose economiche e finanziarie, oltre che sulle nomine pubbliche, apprezza l’economista bocconiano Donato Masciandaro, uno dei massimi esperti in Italia di politica monetaria e di banche centrali; ma su Masciandaro si è abbattuta una critica serrata da parte del leghista Alberto Bagnai (qui l’articolo di approfondimento).

Così come in casa del Carroccio è apprezzata anche la figura di un altro economista della Bocconi, Alberto Dell’Acqua (che sul lavoro della Consob ha le idee chiare, tanto da aver abbozzato già una sorta di programma presidenziale).

In verità ci sarebbe un altro bocconiano in corsa: Carlo Maria Pinardi che per anni ha tenuto una rubrica sul Corriere Economia.

Ma il vero nome gradito alle maggiori istituzioni, come svelato da tempo Start Magazine, è quello di Magda Bianco, economista, ora consigliere alla presidenza della Repubblica con Sergio Mattarella per la politica economica oltre che responsabile del Servizio tutela dei clienti e antiriciclaggio all’interno della Vigilanza di Bankitalia.

Chissà se dopo parole, dichiarazioni e annunci come quelli di questi giorni di Di Maio e Salvini Movimento 5 Stelle e Lega potranno accettare un nome come quello di Bianco.

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