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Meta in Italia zompetta fra authority e politici

Movimenti e peripezie del gruppo Meta in Italia. Fatti e curiosità

Com’è noto, l’Ue ha imposto alle piattaforme social di versare “equi contributi” per i contenuti giornalistici che i proprietari delle Big Tech veicolano in Rete. L’Italia ha recepito le norme comunitarie nel 2021 dando mandato all’AgCom di redigere un regolamento di riferimento per il nostro ordinamento.

LA CONFUSIONE ITALIANA SULLE NORME UE

Fin qui tutto lineare. Ma la giustizia dalle nostre parti sa arabescare anche le semplici rette e il Tar del Lazio nel dicembre 2023 ha sorpreso un po’ tutti con la sentenza numero 18790 che, accogliendo il ricorso di Meta (Facebook e Instagram), ha contestualmente sospeso il regolamento dell’AgCom. L’autorità in tutta risposta ha, prevedibilmente, deciso di ricorrere al Consiglio di Stato. Ma andiamo con ordine.

I giudici del Tar del Lazio sostengono che il regolamento AgCom sia contrario al Trattato dell’Unione Europea e chiamano in causa la Corte di Giustizia dell’Ue per dirimere la questione. Nel dettaglio i magistrati sospettano che la legge italiana abbia assegnato poteri eccessivi all’AgCom che di fatto può fare da mediatore e paciere tra i Big dell’Internet e gli editori nostrani.

TUTTO BLOCCATO?

L’AgCom ha adito – ha rimarcato oggi il quotidiano Repubblica – il secondo e ultimo grado di giustizia amministrativa spiegando che nelle more di una risposta della Corte di Giustizia dell’Ue (una sola per tutti i 27 Paesi dell’Unione: per questo impiega per rispondere, in media, un anno e mezzo) le trattative tra gli editori e i colossi del Web sono congelate perché il regolamento dell’AgCom è stato privato dai suoi effetti da tale ricorso.

TRA I DUE LITIGANTI META GODE

Il ricorso era stato fatto, come già si ricordava, da Meta ma questa sospensione paralizza tutti i negoziati tra gli editori e qualsiasi altra società della Rete. L’AgCom dal canto suo, assistita dall’Avvocatura dello Stato, ricorda ai magistrati del Consiglio di Stato la capitalizzazione di Borsa della società messa in piedi da Mark Zuckerberg: oltre 1.190 miliardi di dollari.

Difficilmente l’equo compenso previsto dal diritto Ue la danneggerebbe in qualche modo. Mentre non si può dire lo stesso degli italici editori che, è noto, non versano sempre in buone condizioni. Sempre l’AgCom sottolinea che il suo regolamento non obbliga certo le società di Internet al versamento dell’equo compenso.

Una querelle tutta italiana che, insomma, fa bene a Meta e al codazzo di altri tenutari delle maggiori piattaforme. I quali, è noto, ottengono le cosiddette reactions (like, condivisioni, commenti) in genere proprio alla circolazione di contenuti giornalistici. Peraltro, recenti cambi di algoritmo di Meta volti a trattenere l’utenza sulle sue pagine stanno penalizzando gli editori.

SI SUSSEGUONO GLI INCONTRI TRA META E I POLITICI

Meta, frattanto, prosegue i suoi incontri coi politici italiani. Dopo  il dibattito sull’AI andato in onda a Largo Chigi, il format di The Watcher Post – la testata di Utopia – che ha riunito attorno allo stesso tavolo Alessandro Giglio Vigna (Lega), presidente della Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera, Antonio Caso, capogruppo M5S in Commissione Cultura della Camera, e Claudia Trivilino, Public Policy Manager Meta (qualora ve lo siate perso, Start ne ha parlato qui), nei giorni scorsi a Roma, al Binario F from Facebook è andata live una conversazione – moderata dalla direttrice di Formiche, Flavia Giacobbe – sull’importanza delle materie scientifiche cui hanno partecipato i deputati di FdI Federico Mollicone, Walter Rizzetto e Marta Schifone, la Coordinatrice comunicazione, rapporti istituzionali e marketing sociale della Fondazione Mondo Digitale Elisa Amorelli, il  coordinatore progetto Repubblica Digitale – Dipartimento per la Trasformazione Digitale Nello Iacono, i content creator Gian Marco D’Eusebi e Amer Nour. Introdotti da Angelo Mazzetti (nella foto), Responsabile Relazioni Istituzionali di Meta in Italia, Grecia, Malta e Cipro, ovvero il padrone di casa.

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