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Come si picchiano in Assicurazioni Generali

Generali

Che cosa sta succedendo in Generali fra Mediobanca e gli anti Mediobanca (Del Vecchio, Caltagirone e Crt). Tutte le ultime tensioni. L’articolo di Emanuela Rossi

 

Non passa settimana senza qualche novità in casa Generali. L’ultima della serie è la richiesta di chiarimenti a Ivass sulle quote acquisite dal patto di consultazione formato da Francesco Gaetano Caltagirone, Leonardo Del Vecchio e Fondazione Crt. Il patto in realtà la scorsa settimana ha dovuto fare i conti con l’uscita dell’imprenditore romano, una mossa che a Trieste evidentemente non hanno preso sul serio. Va ricordato che pochi giorni prima il consiglio d’amministrazione uscente del Leone – appoggiato da Mediobanca (con quota del 12,8% che può arrivare al 17,2% delle azioni con diritto di voto) – aveva ricevuto il via libera della Consob a presentare una propria lista all’assemblea di aprile, chiamata a rinnovare il board. Un mese fa l’Authority guidata da Paolo Savona si era espressa genericamente sulla questione, evidenziando che in Italia ci sono 52 società quotate che – per statuto – prevedono un tale sistema di nomine e 11 che lo mettono in pratica.

Tutto tace, invece, dalle parti del patto di consultazione – che deteneva una quota complessiva del 16,3%, cui magari si sarebbe potuto associare il gruppo Benetton (3,97%), ancora rimasto sotto traccia – che pareva intenzionato a presentare una propria lista così come Assogestioni, l’associazione che riunisce le società di gestione del risparmio. A spezzare – fintamente? – il gruppo ci aveva pensato Caltagirone che – in una lettera inviata alla cassaforte di Del Vecchio, Delfin, e alla Fondazione Crt – aveva comunicato il recesso “unilaterale e immediato” ritenendo “ormai superata la funzione cui il patto era preordinato” ossia “favorire la consultazione delle parti in vista delle determinazioni da assumere in occasione della prossima assemblea di Generali”. Non solo: il gruppo dell’imprenditore romano si diceva disponibile a presentare una sua lista “sebbene non sia stata ancora assunta univoca determinazione circa la promozione di una lista lunga oppure corta”.

LE RICHIESTE A IVASS SULLA PARTECIPAZIONE DEL PATTO

Tornando all’ultima manovra triestina, il board ha dunque chiesto a Ivass – come si legge in una nota – “se la partecipazione complessivamente acquisita dal gruppo Caltagirone, da Fondazione Crt e da Delfin Sarl (pari al 16,309% del capitale sociale dalle ultime comunicazioni ufficiali) sia soggetta ad autorizzazione ai sensi della normativa in tema di assicurazioni in relazione alla acquisizione di concerto di partecipazioni qualificate, comunque superiori al 10%”. Inoltre il cda ha domandato all’Istituto per la Vigilanza sulle assicurazioni se “tale acquisizione sia soggetta agli obblighi di comunicazione in ordine, fra l’altro, ai programmi futuri ai sensi della normativa vigente per coloro che, anche di concerto, superino una percentuale del 10% del capitale sociale e se vi siano state asimmetrie informative rilevanti per il mercato”.

LE MODIFICHE AI COMITATI CONSILIARI DI GENERALI

Il board ha anche approvato la modifica dei comitati consiliari dopo le tre uscite avvenute il mese scorso: dopo quelle di Caltagirone – il 13 gennaio – sono infatti arrivate le dimissioni di Romolo Bardin, il 17 gennaio, per il patron di Essilor-Luxottica, e quelle della professoressa Sabrina Pucci, il 25 gennaio, nel board in rappresentanza della Fondazione Crt. Nella nota diffusa al termine della riunione si spiega che i cambiamenti sono stati decisi “anche a seguito delle dimissioni rassegnate da Paolo Di Benedetto dal Comitato per le Operazioni con Parti Correlate”. Nella prossima riunione del 16 febbraio saranno invece reintegrati i consiglieri dimissionari.

In base alle modifiche ora il Comitato Controllo e Rischi è composto dal presidente Alberta Figari (indipendente) e da Ines Mazzilli (indipendente), Roberto Perotti (indipendente), Clemente Rebecchini; il Comitato per le Nomine e la Remunerazione dal presidente Diva Moriani (indipendente, componente anche per la parte Remunerazione e per Nomine ad hoc), da Alberta Figari (indipendente, componente anche per la parte Remunerazione e per Nomine ad hoc), Ines Mazzilli (indipendente, componente Nomine ad hoc), Lorenzo Pellicioli (componente anche per la parte Remunerazione), Roberto Perotti (indipendente, componente Nomine ad hoc). Nel Comitato per la Corporate Governance e la Sostenibilità Sociale ed Ambientale siedono come presidente Gabriele Galateri di Genola e i componenti Paolo Di Benedetto (indipendente), Antonella Mei-Pochtler (indipendente), Clemente Rebecchini; nel Comitato per gli Investimenti con presidente Philippe Donnet siedono i componenti Paolo Di Benedetto (indipendente), Gabriele Galateri di Genola, Lorenzo Pellicioli, Roberto Perotti (indipendente), Clemente Rebecchini; nel Comitato per le Operazioni con Parti Correlate ci sono Alberta Figari (indipendente), Ines Mazzilli (indipendente), Antonella Mei-Pochtler (indipendente), Diva Moriani (indipendente). Infine, il Comitato per le Operazioni Strategiche è presieduto da Philippe Donnet e comprende i componenti Antonella Mei-Pochtler (indipendente), Diva Moriani (indipendente), Lorenzo Pellicioli, Clemente Rebecchini.

CONTINUA LO SHOPPING ALL’ESTERO

Generali non è comunque presa solo da beghe interne e continua a fare acquisizioni. L’ultima in ordine di tempo è quella di La Médicale, società assicurativa rivolta agli operatori sanitari, a seguito della trattativa esclusiva con Crédit Agricole Assurances comunicata lo scorso novembre. L’operazione – informa il gruppo – ha un costo complessivo di 435 milioni e prevede anche la vendita del portafoglio di contratti di assicurazione caso morte di Predica, distribuito e gestito da La Médicale. L’impatto stimato sul Regulatory Solvency Ratio di Generali è di circa -4,3%. “L’operazione rafforza la nostra presenza in Francia, uno dei nostri mercati principali, ed è pienamente in linea con il piano strategico ‘Lifetime Partner 24: Driving Growth’ lanciato a dicembre” ha commentato Donnet secondo cui “grazie alle competenze e alle professionalità complementari di La Médicale cresceremo nelle linee salute, puro rischio e, complessivamente, nel business Danni, estendendo allo stesso tempo a un importante segmento di clienti la nostra ambizione di essere Partner di Vita”. Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro quest’anno e rimane soggetto all’ottenimento dell’approvazione da parte delle autorità regolatorie e garanti della concorrenza.

Nei giorni scorsi, invece, l’annuncio di essere diventata la prima compagnia estera a detenere il controllo di una joint venture assicurativa in India. Come ricordava Milano Finanza il governo di Nuova Delhi nel 2021 aveva alzato la soglia massima di partecipazione delle compagnie straniere in jv assicurative dal 49% al 74% e Generali “ha stretto la presa sulle due imprese che erano state create insieme al Future group, colosso indiano della distribuzione, già nel 2006, sia nel ramo Danni sia in quello Vita”.

Mosse, quelle delle acquisizioni estere, che sono lette da molti osservatori come una risposta indiretta del gruppo capeggiato da Donnet al forcing mediatico allestito dal Patto che rimprovera i vertici del Leone di essere poco attivo all’estero.

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