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Perché la Cina sbrocca per l’accordo Usa-Ue sull’acciaio

Cina

L’ambasciatore della Cina in Europa, Zhang Ming, pensa che le azioni di Bruxelles danneggeranno le filiere globali e ha criticato l’accordo sull’acciaio con gli Stati Uniti. Tutti i dettagli

 

In un’intervista con il Financial Times, l’ambasciatore cinese in Unione europea, Zhang Ming, ha accusato Bruxelles di danneggiare le catene di approvvigionamento globali attraverso la creazione di ostacoli normativi e commerciali alle aziende straniere.

COSA HA DETTO ZHANG

“Le mosse fatte dall’Unione europea avranno anche delle conseguenze globali, e tali mosse potrebbero creare stress ulteriore alla catena globale della fornitura e dell’industria”, ha detto Zhang, riferendosi al momento di crisi delle filiere e alla carenza di approvvigionamento di tutta una serie di materiali e componenti critici.

L’ATTACCO ALL’ACCORDO UE-USA SULL’ACCIAIO

Zhang ha criticato le politiche commerciali commerciali della Commissione europea, definendole “chiuse su se stesse”, “unilaterali” e volte alla creazione di “nuove barriere commerciali”. E ha attaccato il recente accordo sull’alluminio e l’acciaio tra l’Unione europea e gli Stati Uniti raggiunto lo scorso 31 ottobre: l’accordo non soltanto sospende la guerra dei dazi tra i due blocchi iniziata nel 2018, ma istituisce un coordinamento internazionale per contrastare la produzione “sporca”, cioè inquinante, di acciaio.

Il settore siderurgico consuma moltissima energia ed emette grandi quantità di CO2 nell’atmosfera; la sua decarbonizzazione è peraltro complessa perché – almeno allo stato attuale delle tecnologie – non è possibile alimentare i suoi processi produttivi con l’energia elettrica.

Nel concreto, l’accordo mira a contrastare la Cina, che è nettamente la maggiore produttrice di acciaio al mondo (vale il 56% del totale) e anche il paese responsabile della maggiore quantità di emissioni di gas serra (benché si sia impegnata a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2060). Pechino viene accusata da Washington e Bruxelles di saturare i mercati con quantità eccessive ed economiche di acciaio che danneggiano le aziende siderurgiche europee e statunitensi.

L’ambasciatore Zhang ha detto che l’accordo tra Europa e America andrà ad “aggravare la tensione” nelle forniture industriali e a peggiorare la situazione dell’inflazione.

COSA STA FACENDO L’UNIONE EUROPEA

La Commissione europea è molto attenta non soltanto all’azione climatica e alle sue ripercussioni industriali (nel piano Fit for 55 ha infatti inserito un “dazio sul carbonio“) ma anche al cosiddetto level playing field: ovvero alla parità di condizioni tra le proprie aziende e quelle cinesi – che spesso ricevono aiuti dallo stato – per garantire una concorrenza equa. Bruxelles non sta definendo solamente dei meccanismi anti-sussidi, ma vuole anche prevenire il trasferimento forzato di tecnologie verso la Cina e potenziare il monitoraggio sulle catene di fornitura per garantirsi l’assenza di lavoro forzato e violazioni ambientali.

A settembre l’Unione europea ha inaugurato un nuovo Consiglio per il commercio e la tecnologia volto a rafforzare la collaborazione con gli Stati Uniti in tutta una serie di settori tecnologicamente avanzati, come i semiconduttori (microchip) e le tecnologie per le energie pulite.

IL COMMENTO DI ZHANG

Zhang ha detto che la Cina appoggia la ricerca dell’Unione europea di una maggiore autonomia strategica: un obiettivo “in linea” con lo status internazionale del blocco, sostiene. Ma pensa anche che le politiche commerciali di Bruxelles potrebbero avere degli effetti collaterali dannosi per le filiere e “la ripresa economica mondiale”.

Ha invitato l’Unione europea ad aderire alle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio, sostenendo che le misure unilaterali porteranno a una distorsione degli investimenti e del mercato in Europa, e all’aumento dei prezzi. A questo proposito, Zhang sostiene che “c’è stata una quantità crescente di strumenti su misura rivolti ad altri paesi e alle loro imprese. Questi strumenti sono discriminatori e sono anche una violazione del principio di mercato di equità e giustizia”.

Ha infine invitato l’Unione europea a ratificare l’accordo sugli investimenti (il CAI), congelato lo scorso dicembre dopo che la Cina ha imposto sanzioni verso alcuni membri del Parlamento europeo in risposta alle sanzioni europee verso Pechino per le violazioni dei diritti umani della popolazione uigura nello Xinjiang.

GLI ATTACCHI ALLA NATO E AL PATTO AUKUS

Zhang Ming ha invitato la NATO – l’organizzazione atlantica che sta aumentando il focus sulla Cina, definita una “sfida sistemica” – a concentrarsi sulla propria area geografica di riferimento. E pensa che il patto militare AUKUS tra gli Stati Uniti, l’Australia e il Regno Unito – noto principalmente per i sottomarini a propulsione nucleare – sia dannoso per la pace e la stabilità dell’Asia-Pacifico e abbia “il potenziale per intensificare i rischi di proliferazione nucleare e potrebbe portare a una nuova corsa alle armi”.

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