Economia

Chi e come ha nominato Padoan in Unicredit?

di

Padoan

Che cosa si dice e non si dice sull’arrivo dell’ex ministro Pd dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ai vertici di Unicredit. Fatti, nomi, ricostruzioni e polemiche

Come e perché l’ex ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, è arrivato al vertice di Unicredit?

Unicredit non ha comunicato la composizione della Task Force che ha aiutato il consiglio di amministrazione per la nomina di Padoan a presidente di Unicredit. L’unica informazione disponibile, ovvero che l’unità decisionale è stata composta da quattro consiglieri indipendenti, è emersa da un’intervista del Corriere della Sera all’ex ministro dell’Economia. Padoan rispondendo alle domande di Federico Fubini del Corsera ha precisato inoltre che la propria nomina non è di natura politica, che l’uscita dell’amministratore delegato Jean Pierre Mustier è legata a “diversità di opinioni” tra il Ceo e il Cda essenzialmente sui passi da prendere per la strategia di integrazione fuori dall’Italia.  In questo contesto il Financial Times avanza alcune riflessioni sul progetto di Mustier, poi abbandonato, relativo alla creazione di una subholding da quotare a Francoforte. In sintesi, se l’importanza della nomina di Padoan a presidente di Unicredit non si discute visto l’elevato standing del personaggio, le perplessità sui possibili motivi che si celano dietro alla sua nomina e le modalità con cui è stato assegnato l’incarico non mancano.

Ma ripercorriamo gli atti ufficiali che hanno portato l’ex titolare del Tesoro nel consiglio di amministrazione di Unicredit e che nei prossimi giorni sarà presidente del gruppo bancario al posto di Cesare Bisoni.

IL COMUNICATO SULLA NOMINA DI PADOAN

Unicredit in un comunicato del 13 ottobre 2020 ha riferito che “il Consiglio di Amministrazione, con il supporto di una Task Force composta di amministratori indipendenti guidata dal Vice Presidente Lamberto Andreotti, ha cooptato all’unanimità il Prof. Pier Carlo Padoan quale amministratore non esecutivo, dopo averlo identificato come miglior candidato per la posizione di Presidente di Unicredit per il prossimo mandato (2021-2023). Lo stesso resterà in carica come consigliere fino all’assemblea chiamata ad approvare il bilancio di esercizio 2020 e a rinnovare l’intero Consiglio di Amministrazione”.

LA COMPOSIZIONE DELLA TASK FORCE

Unicredit non ha comunicato la composizione della Task Force. Le uniche informazioni su questo aspetto sono arrivate da un’intervista che l’ex ministro dell’Economia ha rilasciato al Corriere della Sera. “Il processo che ha portato alla mia selezione è stato rigoroso e trasparente, gestito da una task force di quattro consiglieri indipendenti”, ha dichiarato Padoan. Nessuno dubita che il processo di selezione sia avvenuto con correttezza, ma forse, come nota Alessandro Graziani del Sole24Ore, sarebbe opportuno chiarire al mercato e agli azionisti proprietari della banca come e perché agli organi societari ufficiali si è aggiunta un’entità decisionale dalla composizione ignota.

PADOAN PRECISA CHE LA SUA NOMINA NON E’ DI NATURA POLITICA

Padoan ha poi precisato che la sua nomina non è di natura politica. L’ex ministro Pd dell’Economia ha evidenziato che “le interferenze della politica, vere o presunte, possono solo nuocere. Non solo a una banca e alle banche: anche al Paese nel suo complesso, soprattutto in una fase difficile come questa. Ma nelle decisioni prese da Unicredit, le interferenze di natura politica non hanno avuto alcun ruolo. Né per quanto riguarda le nomine delle figure di vertice, né per i dossier portati al vaglio del Consiglio. Per essere chiaro: il fatto che io in passato abbia ricoperto cariche di governo non significa in nessun modo che io sia in Unicredit per rappresentare istanze della politica. Né sulle acquisizioni, né sulle altre scelte strategiche. La mia responsabilità è verso gli azionisti e l’azienda”.

IL DOSSIER MPS

Le precisazioni di Padoan sono da leggere anche alla luce del dossier Monte dei Paschi di Siena. Non è mancato chi ha letto la sua nomina e il successivo addio dell’amministratore delegato, Jean Pierre Mustier, come un aumento delle probabilità per lo scenario di acquisizione di Mps da parte della banca di piazza Gae Aulenti.

L’USCITA DI MUSTIER

Commentando la recente mossa del Ceo, Padoan ha tenuto a precisare che “il Monte dei Paschi non ha avuto alcun ruolo nella decisione di Mustier di uscire da Unicredit al termine del mandato in corso. E peraltro la sua decisione non cambia in alcun modo la posizione della banca rispetto a qualsiasi operazione in merito”. L’ex titolare del dicastero di via Venti Settembre ha parlato di “diversità di opinioni” tra Mustier e il Cda essenzialmente sui passi da prendere per la strategia di integrazione fuori dall’Italia. “Non sono in discussione le strategie, su cui siamo d’accordo. E’ sulle modalità che erano emerse visioni diverse”, ha precisato Padoan.

PROGETTO SUBHOLDING ABBANDONATO PER PRESERVARE ITALIANITA’ UNICREDIT

I rapporti tra Mustier e il Cda si sono iniziati a corrodere dal progetto dell’amministratore delegato di Unicredit relativo alla creazione di una subholding in cui inglobare le attività estere della banca da quotare a Francoforte. Per il Financial Times il progetto avrebbe avuto un vantaggio notevole: ridurre i costi di finanziamento per l’emissione del debito e il capitale regolamentare attraverso un’entità tedesca. Ma il piano non andò in porto in quanto i 14 membri del Cda di Unicredit (tra cui 10 italiani) storsero il naso per una mossa che avrebbe potuto inficiare l’italianità della banca. Così, prosegue il Financial Times, quando Padoan ha dovuto scegliere tra un amministratore delegato apprezzato tra gli azionisti e un Cda di cui Mustier si era lamentato perché debole e troppo focalizzato sull’Italia, ha preferito quest’ultimo. Annullando il piano di subholding tedesca, per quotidiano finanziario Padoan non ha messo al primo posto l’interesse degli azionisti. Per il Financial Times, a suo dire, l’ex ministro dell’Economia desidera rafforzare e internazionalizzare ulteriormente il Cda. Ma mentre i cacciatori di teste cercano il successore di Mustier, una scommessa sembra certa: il nuovo Ceo sarà italiano.

PADOAN ELENCA LE CARATTERISTICHE DEL NUOVO AD

Parlando delle caratteristiche del nuovo Ceo Padoan ha riferito nell’intervista che l’amministratore delegato dovrà avere “un forte standing internazionale, conoscenza consolidata del sistema bancario, leadership inclusiva e visione strategica”.

PADOAN APPREZZATO MA PERPLESSITA’ RESTANO

Alla luce di queste riflessioni si intuisce che se da un lato la figura di Padoan è estremamente apprezzata, dall’altro non mancano le perplessità sui possibili motivi che si celano dietro la sua nomina e sulle modalità di assegnazione dell’incarico. Tra gli innumerevoli commenti giunti in scia alla nomina di Padoan a presidente di Unicredit si ricorda quello di Banca Akros secondo cui  “il profilo internazionale” dell’ex ministro dell’Economia rappresenta “una garanzia” per Unicredit.

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