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Chi e come froda l’Ue. Report Le Monde

Che cosa emerge dagli ultimi dati della Procura europea sulle frodi all'Ue. L'articolo del quotidiano Le Monde

 

Secondo la Procura europea, il loro numero è quasi triplicato tra il 2024 e il 2025, superando i 67 miliardi di euro. Le frodi fiscali sono le più dannose in termini di valore, scrive Le Monde.

MINACCE ALLE FINANZE DELL’UE

Le finanze dell’Unione europea (UE) sono bersaglio di reti criminali organizzate. Questa constatazione non è nuova, ma la natura e la portata di questi reati stanno cambiando. L’ultimo rapporto di attività della Procura europea (EPPO), pubblicato lunedì 2 marzo, fornisce un quadro più preciso e allarmante della minaccia.

DANNI ECONOMICI E STIME

Per tutte le indagini in corso, l’EPPO stima in 67,27 miliardi di euro il danno finanziario totale a spese dell’UE, quasi il triplo rispetto al 2024 (24,8 miliardi di euro). «È una cifra enorme», commenta Laura Codruta Kövesi, che dirige la Procura europea sin dal suo avvio operativo nel 2021. Purtroppo, queste cifre continueranno ad aumentare nei prossimi anni». Si tratta di un dato che supera di gran lunga le prime stime del fenomeno. «Al momento dei lavori preparatori della Procura europea, la stima più azzardata era di 50 miliardi di euro di danni, ricorda Frédéric Baab, oggi procuratore europeo per la Francia. Abbiamo ampiamente superato questo livello.»

TIPI DI FRODI

Se la cifra sopra citata si spiega, in modo meccanico, con il numero di indagini in corso (3.602 al 31 dicembre 2025, con un aumento del 35% rispetto al 2024), essa è anche la conseguenza di una frode crescente e la cui natura è cambiata. Le finanze dell’UE sono sempre state vittime di due tipi di frode. Da un lato, l’appropriazione indebita di fondi europei nell’ambito dei programmi di aiuto; dall’altro, il mancato guadagno legato al mancato pagamento dell’IVA e dei dazi doganali.

Se storicamente le prime sono state le più dannose in termini di valore, ora sono le frodi fiscali a prosciugare maggiormente le casse europee, passando da 13,1 miliardi a 45,01 miliardi di euro di danni nel 2025, pari a due terzi del danno totale riscontrato nelle indagini della Procura europea.

MAFIA ITALIANA E RETI CINESI

Quest’ultimo sostiene che gli autori sono, nella maggior parte dei casi, reti criminali strutturate. Le indagini condotte dall’EPPO dimostrano che «le organizzazioni criminali che operano nel campo delle frodi doganali e IVA realizzano profitti molto elevati correndo rischi relativamente bassi», secondo la procura. Frédéric Baab precisa che «il 15 % delle indagini è collegato alla criminalità organizzata e rappresenta quasi un quarto dell’importo totale del danno agli interessi finanziari dell’UE».

Alla fine del 2024, il caso “Moby Dick” ha permesso di portare alla luce una frode che coinvolgeva la mafia italiana e di sequestrare 520 milioni di euro. Le frodi doganali e IVA sono orchestrate anche da gruppi più lontani, «con una forte influenza delle reti criminali cinesi», spiega la procura, che ha constatato un «livello allarmante di frodi orchestrate da gruppi criminali organizzati su larga scala, legate all’importazione e alla vendita di merci provenienti da paesi terzi».

Nel giugno 2025, un’indagine della Procura europea che ha coinvolto diversi paesi ha portato al sequestro, nel porto greco del Pireo, di circa 2.500 container irregolari provenienti dalla Cina e non conformi alle norme doganali (mancata dichiarazione, sottovalutazione delle merci o false dichiarazioni di origine). […]

“RULLO COMPRESSORE”

La Francia appare inoltre come uno dei principali attori nella lotta contro le frodi europee, classificandosi al terzo posto tra i paesi più attivi all’interno della Procura europea, dietro alla Romania e all’Italia. Al 31 dicembre 2025, i magistrati francesi della Procura europea stavano lavorando su 121 indagini attive, che coinvolgevano sia la Francia che altri paesi dell’UE, per un danno stimato di quasi 6 miliardi di euro, gran parte dei quali legati a frodi IVA.

Attualmente, 24 paesi del Vecchio Continente partecipano alla procura europea, che è diventata una «macchina da guerra» contro le organizzazioni criminali alla ricerca di opportunità da cogliere, secondo le parole di Frédéric Baab, il quale sottolinea che, «senza [l’EPPO] e la sua forza d’urto, alcune indagini importanti non sarebbero mai state possibili». […]

Per la procura rimangono molte sfide da affrontare, sia per quanto riguarda l’ambito delle sue competenze, che un giorno potrebbe coprire le violazioni delle sanzioni europee e la criminalità ambientale, sia per quanto riguarda i suoi metodi di lavoro. «Considerando il volume di dati che trattiamo, dobbiamo sviluppare l’uso dell’intelligenza artificiale in collaborazione con [l’agenzia di cooperazione di polizia] Europol», conclude Baab.

(Estratto dalla rassegna stampa estera a cura di eprcomunicazione)

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