Economia

Che cosa ci sarà nel decretino Rilancio

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Covid 19

Misure, dubbi e critiche sulla bozza di decreto Rilancio allo studio del governo. Il commento di Daniele Capezzone (pubblicato sul quotidiano La Verità)

(Breve estratto di un articolo pubblicato sul quotidiano La Verità)

L’”anagrafe” di Palazzo Chigi ha cambiato il nome al decreto: chiamarlo “aprile”, essendo oggi 9 maggio, sarebbe stato francamente troppo. Dunque, lo chiameranno “decreto rilancio”: nome sufficientemente vago, e soprattutto buono per maggio e (non si sa mai) anche per giugno.

Cosa c’è per il momento? Una mega bozza di 766 pagine, un mattone che supera le 650 pagine di Delitto e castigo di Fedor Dostoevskij.

Balzano agli occhi le prime due considerazioni.

Primo: un disegno generale non si vede. Manca un’idea di fondo: in qualche misura, quella che doveva essere una specie di seconda Finanziaria sembra piuttosto una sorta di Milleproroghe, un patchwork di interventi non sempre coerenti, e senza una direttrice ben distinguibile.

Secondo: manca ancora la parte fiscale, sia nel senso di quali e quante scadenze saranno rinviate (tema decisivo per evitare il default di famiglie imprese giù a giugno) sia nel senso di interventi strategici per un abbassamento intelligente delle tasse, al fine di attrarre risorse e investimenti, dare respiro alle imprese, aiutare un vero rilancio.

E allora ecco la pioggerellina di microinterventi: bonus vacanze (non più di 500 euro, ma sotto forma di tax credit) per famiglie con Isee fino a 35 mila euro; potenziamento di centri estivi per bimbi, bonus babysitter, e smartworking per i genitori; rimborso per l’abbonamento per i mezzi pubblici; un fondo per lo sport; un fondo di emergenza per spettacolo, cinema e audiovisivo; trasformazione del fondo per il Sud, teoricamente destinato a sviluppo e coesione, in strumento per fronteggiare la crisi post Coronavirus; risorse per Comuni e enti locali (3,5 miliardi); risorse per la scuola (il ministero chiede circa 370 milioni per preparare la riapertura); 600 milioni per ridurre il peso delle bollette; e infine 1 miliardo per le cosiddette filiere in crisi, dai 200 milioni per il settore aereo a risorse inferiori per i settori florovivaistico, lattiero-caseario, vinicolo, zootecnico, più pesca e acquacoltura. Come detto, si tratterà poi di vedere come si concluderà la scrematura, anche in considerazione dei pareri spesso contrari (segnalati nella bozza) della Ragioneria.

In un documento a parte, trova posto la detrazione al 110% per ecobonus e sismabonus, incentivando la messa in sicurezza antisismica degli edifici e la loro riqualificazione energetica. Si tratterebbe di un credito d’imposta del 110% per le imprese che faranno i lavori, che andranno svolti tra luglio 2020 e dicembre 2021.

Dall’esame del testo, viene fuori la reale natura del provvedimento. Non si vede affatto la “potenza di fuoco”, né una consistente manovra di assegnazione di risorse a fondo perduto. Sembra prevalere la logica più sparagnina dell’incentivo: spendi tu, caro cittadino, cara impresa, e poi lo stato incoraggerà in qualche modo. E questo approccio pare confermato anche nella sezione politiche europee, quella in cui il documento si aggancia alle previsioni Ue: anche qui le agevolazioni fiscali, le garanzie, gli anticipi rimborsabili, i tassi agevolati sembrano largamente prevalenti rispetto alle sovvenzioni dirette.

Altre tre osservazioni. Primo: si chiedono risorse (circa 1,2 miliardi) per prorogare la cassa integrazione per altre 12 settimane (nei giorni scorsi si era invece detto per altre 18), e si inseriscono norme per semplificarne le procedure. Chiara ammissione del fatto che la strada scelta finora dal governo non ha funzionato. Secondo: si istituisce il famigerato reddito di emergenza (da 400 a 800 euro), anche a eventuale integrazione del reddito di cittadinanza. Nella bozza si stabilisce che potrà essere erogato per tre mensilità. Terzo: si abbozza l’atteso intervento per fornire una garanzia penale in materia di misure di sostegno alla liquidità, e quindi far sì che anche i soggetti privati siano tutelati da eventuali raggiri e condotte truffaldine altrui.

(Breve estratto di un articolo pubblicato sul quotidiano La Verità sulla bozza del decreto Rilancio)

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