Economia

Cdp, ecco come la Cassa di Palermo e Tononi svolta (forse) su innovazione, export e grandi opere

di

Cassa depositi e prestiti

Rafforzamento della Sace (assicurazione per l’export delle aziende italiane). Sgr ad hoc sul venture capital. Fondi per favorire gli incubatori e gli acceleratori. Spinta su infrastrutture e territorio. Pochi riferimenti alle delicate partecipazioni strategiche. Ecco novità e sorprese salienti del nuovo nuovo piano industriale 2019-2021 della Cassa depositi e prestiti che ha incassato il plauso di Luigi Di Maio e il monito di Giuseppe Guzzetti (in rappresentanza delle fondazioni azioniste di minoranza della Cdp). 

Il gruppo Cdp vara il nuovo piano industriale 2019-2021 mettendo in campo “200 miliardi in tre anni a supporto di imprese, infrastrutture e territorio”. Mobiliterà, spiega il gruppo ora guidato dall’ad, Fabrizio Palermo, nominato dal governo Conte, “oltre 110 miliardi di risorse proprie per la crescita economica e lo sviluppo sostenibile del Paese, attivando oltre 90 miliardi di risorse aggiuntive da investitori privati e altre istituzioni territoriali, nazionali e sovranazionali”.

Sono “quattro le principali linee di intervento del gruppo”, spiega Cdp, dopo la riunione del consiglio di amministrazione che ha approvato oggi il nuovo piano industriale.

GLI OBIETTIVI DEL PIANO

L’obiettivo “è di attivare complessivamente 203 miliardi” nei tre anni: “+32%” rispetto al triennio precedente.

IL CAPITOLO IMPRESE

Sul fronte delle imprese: “83 miliardi di euro per sostenere le imprese con un’offerta integrata, vicina alle loro esigenze e focalizzata su innovazione, crescita ed export; anche attraverso un canale fisico rafforzato ed un canale digitale”.

GLI STRUMENTI DI CDP

Cdp punta ad ampliare la platea di aziende sostenute “con un target di 60mila imprese nell’arco di piano”. Il gruppo controllato dal ministero dell’Economia metterà infatti a disposizione delle imprese strumenti dedicati puntati sull’innovazione, con l’ampliamento delle attività di finanziamento a medio-lungo termine (in complementarietà con il sistema bancario) – anche con risorse, agevolazioni e garanzie italiane ed europee – “e interventi più incisivi nel venture capital anche mediante una SGR dedicata e fondi per incubatori/acceleratori”. Il governo è già in azione su questo: con un emendamento al dl Semplificazioni, l’esecutivo punta a limare l’attività di Invitalia (società al 100% del Meg guidata dall’ad, Domenico Arcuri, su cui parlamentari M5S hanno depositato una pepata interrogazione parlamentare) a favore proprio di Cdp (qui l’articolo di Start Magazine).

IL RAFFORZAMENTO DELLA SACE

Si indica anche “l’ampliamento di finanziamenti e garanzie dirette per investimenti” e il “rafforzamento dell’operatività del Gruppo SACE” (controllato dalla Cassa) “a supporto delle esportazioni italiane (con la revisione della riassicurazione e l’introduzione di nuovi prodotti digitali e iniziative di “educazione all’export”)”.

IL RIASSETTO SULL’EQUITY

Si prevede un “riassetto degli strumenti di equity e lancio di fondi di filiera in settori quali meccanica, agroalimentare, white economy” e la “facilitazione dell’accesso delle PMI al credito diretto, anche tramite il coinvolgimento di altri investitori con strumenti quali basket bond regionali e indiretto, in collaborazione con il sistema bancario e attraverso garanzie o fondi nazionali ed europei”.

DOSSIER INFRASTRUTTURE

Poi, le infrastrutture: “25 miliardi di euro con un ruolo proattivo nella promozione, realizzazione e finanziamento delle infrastrutture; rilanciando una nuova partnership con la Pubblica Amministrazione sul territorio”.

FOCUS SU CITTA’ E TERRITORI

Cdp “affiancherà al tradizionale ruolo di finanziatore anche quello di promotore di nuove opere strategiche”, e attenzione al territorio anche “con l’avvio di piani città per la riqualificazione di aree urbane” e “iniziative a supporto del turismo”.

CAPITOLO COOPERAZIONE

Come terzo punto, la cooperazione: “3 miliardi di euro per diventare co-finanziatore nei Paesi in via di sviluppo”. (ulteriori dettagli nel comunicato stampa)

LE PARTECIPAZIONI STRATEGICHE

Nel piano si prevede la riorganizzazione del portafoglio di gruppo “sulla base di una logica industriale e per settore di attività, per sostenerne i percorsi di sviluppo in una prospettiva di lungo termine”. Qui si intravvede l’idea di mettere mano al profluvio di partecipazioni, non solo di minoranza, in aziende in cui la Cassa negli ultimi anni è entrata, senza un vero piano preordinato. Oltretutto con operazioni piuttosto controverse, come nel caso Saipem dagli esiti ancora incerti, che hanno prodotto anche perdite di valore (come nel caso anche della quota di circa il 5% in Tim pari al momento a oltre 200 milioni di euro). “Non è allo studio un aumento della quota in Tim”, ha detto il presidente di Cdp, Massimo Tononi, nel corso della conferenza stampa.

IL COMMENTO DI TONONI

Cdp punta su “obiettivi di crescita ambiziosi” che, sottolinea, verranno perseguiti mantenendo sempre il presidio sull’equilibrio economico-finanziario e patrimoniale: “Questo piano industriale – ha commentato il presidente Massimo Tononi – rappresenta un passaggio molto innovativo e allinea le strategie di Cassa depositi e prestiti con i grandi trend globali e gli obiettivi di sviluppo sostenibile definiti dall’Agenda 2030 dell’Onu. Al tempo stesso conferma il profondo legame di Cassa depositi e prestiti con i suoi valori storici: il sostegno all’economia del Paese e al suo sviluppo, da un lato, e dall’altro la gestione e la tutela del risparmio che ci è stato affidato da milioni di italiani”.

LE PAROLE DI PALERMO

Per l’amministratore delegato, Fabrizio Palermo, è un piano che “sancisce l’avvio di una nuova fase di Cassa depositi e prestiti che, con un impegno senza precedenti, assumerà nel prossimo triennio un ruolo di crescente proattività nel sostenere la crescita economica e lo sviluppo sostenibile. Stiamo introducendo – dice – un nuovo modello operativo che punta all’ulteriore rafforzamento delle competenze di gruppo, alla semplificazione organizzativa e operativa. Una trasformazione di grande respiro, che ci consentirà di attivare ingenti risorse in favore di imprese e territori, aumentando il numero e l’efficacia dei nostri interventi per favorire la crescita del Paese”.

L’AUSPICIO DI GUZZETTI

Il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, ha espresso “il convinto supporto al piano industriale di Cassa depositi e prestiti”, ma ricorda che la sua azione “deve avere una bussola molto chiara: il controllo dell’equilibrio economico finanziario degli investimenti”. La Cassa, dice il rappresentante delle fondazioni bancarie, azioniste di Cdp, alla presentazione del piano industriale, “non deve compiere il compito che spetta allo Stato” ma “ha l’imperativo categorico di mantenere l’equilibrio del risparmio postale”. Un monito ad esempio a tentativi della maggioranza di governo di far intervenire la Cdp in aziende in perdite, come ad esempio Alitalia. “Investimento non ipotizzabile”, ha precisato poi Tononi.

L’ENFASI DI DI MAIO

Le parole di Guzzetti da molti osservatori sono state lette come una risposta indiretta all’enfasi con cui il vicepremier Luigi Di Maio ha salutato il nuovo piano di Cdp: “Reggetevi forte: si parte! Iniziano gli investimenti su futuro dell’Italia, a partire dalle imprese. Da oggi mettiamo a disposizione 200 miliardi in tre anni di investimenti pubblici per imprese, infrastrutture, territori e sviluppo”. E’ quello che ha scritto il capo del Movimento 5 Stelle su Instagram, commentando appunto il nuovo piano industriale di Cdp per il triennio 2019-2021. “In particolare per l’innovazione e la crescita delle imprese con un piano straordinario per le esportazioni. Diamo alle piccole e medie imprese un’attenzione che prima non avevano mai ricevuto: finalmente ci sono le risorse per il loro sviluppo. Da oggi iniziamo seriamente ad investire sul futuro del nostro Paese – prosegue Di Maio -. L’11 dicembre all’apertura del tavolo permanente con le Pmi parleremo anche di questo. Lo avevamo promesso, lo stiamo facendo”. Numeri ed enfasi bacchettati da Business Insider Italia, che con Carlotta Scozzari sottolinea la confusione di miliardi made in Di Maio.

ECCO ALCUNE DELLE SLIDE DEL PIANO INDUSTRIALE PRESENTATO:

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