Economia

Cattolica Assicurazioni, tutti gli scazzi fra Bedoni e Minali

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Il board (spaccato) di Cattolica Assicurazioni silura l’amministratore delegato Minali. Prevalere la linea del presidente Bedoni. Le ragioni dello scontro. E i riflessi negativi in Borsa. Fatti, numeri e indiscrezioni

Sotto pressione Cattolica Assicurazioni in Borsa venerdì 1 novembre dopo il ribaltone al vertice con il consiglio di amministrazione della società assicurativa che ha revocato le deleghe all’amministratore delegato Alberto Minali passandole al direttore generale Carlo Ferraresi. Esito dello scontro in particolare tra il presidente Paolo Bedoni e Minali su alcune rilevanti questioni societarie. Il titolo della Cattolica Assicurazioni alle ore lasciava sul terreno oltre il 5%.

CHE COSA E’ SUCCESSO IN CATTOLICA ASSICURAZIONI

Il consiglio di amministrazione straordinario di Cattolica Assicurazioni del 31 ottobre ha revocato le deleghe all’amministratore delegato Alberto Minali, al vertice del gruppo Cattolica Assicurazioni dal 1 giugno 2017. Il cda ha assegnato le deleghe al direttore generale Carlo Ferraresi. Alla base della decisione del board ci sarebbero – secondo indiscrezioni finanziarie – divergenze fra Bedoni e Minali sulla visione strategica e sull’organizzazione societaria, mentre ci sarebbe soddisfazione sui risultati finanziari raggiunti dal manager.

CHI NON HA VOTATO CONTRO MINALI NEL CDA

La sensazione è che Minali, molto apprezzato dal mercato e dagli analisti, “abbia spinto troppo forte l’acceleratore sul cambiamento in una compagnia che resta molto radicata sul territorio: 14 consiglieri su 16 votanti sono stati favorevoli alla revoca (tranne Rosella Giacometti e Cesare Brena)”, ha scritto Mf.

DOSSIER GOVERNANCE

In particolare da ambienti vicini ai soci si rileva come Cattolica abbia realizzato negli ultimi anni importanti progressi nell’organizzazione societaria, adottando peraltro la governance monistica e accogliendo tra i soci Warren Buffett, ma resti pur sempre una cooperativa con le proprie caratteristiche specifiche. Mentre Minali spingeva per una trasformazione in società per azioni.

LA NOTA DI CATTOLICA ASSICURAZIONI

A dirlo di fatto – seppure tra le righe – è la stessa compagnia assicurativa, che in una nota diffusa al mercati chiusi ieri sera ha fatto sapere di aver «constatato e preso atto che si è progressivamente verificata una divergenza di visione» con l’amministratore delegato Minali per quanto riguarda «l’organizzazione societaria, gli scenari strategici e i rapporti con i soci e col mercato, con la conseguenza di una non fluida, distesa e positiva posizione dell’amministratore delegato verso il cda e una non sufficiente sintonia e organicità nelle rispettive competenze».

FATTI E RETROSCENA

Ha scritto il Sole 24 Ore: “Nessuna contestazione rispetto ai risultati finanziari raggiunti da Minali. Negli ultimi anni, peraltro, la Compagnia ha raggiunto progressi nell’organizzazione societaria, adottando la governance monistica e accogliendo tra i soci Warren Buffett, entrato con oltre il 9% del capitale nell’ottobre 2017 rilevando la quota residua della Banca Popolare di Vicenza in liquidazione. Fonti vicine alla Fondazione CariVerona, che aveva rafforzato la propria partecipazione nella compagnia acquistando parte della partecipazione in mano alla Popolare di Vicenza e che oggi ha in mano un 3,4% del capitale, definiscono «inaspettata» la decision edel board di Cattolica di ritirare le deleghe all’amministratore delegato Alberto Minali, come raccolto ieri da Radiocor. L’ente scaligero «attende di conoscere tutti gli elementi e le motivazioni alla base della decisione»”.

CHE COSA DICE MINALI

“Con questa comunicazione vi informo che il consiglio di amministrazione ha deciso di revocarmi le deleghe di amministratore delegato. Non serbo rancore nei confronti di coloro che mi hanno tolto la fiducia professionale, convinto che si tratti di una decisione profondamente sbagliata”. Comincia così la lettera inviata dall’ormai ex capo azienda della Cattolica, Minali, ai dipendenti della compagnia svelata da Radiocor. “Ho appreso questa notizia nella stessa sessione consigliare, non senza sorpresa e con quel senso di amarezza che si sperimenta quando si sa, in coscienza, di aver compiuto il proprio dovere professionale”, prosegue Minali, che rivendica: “Nel breve volgere di poco più di due anni di intensa attività, posso dirvi con orgoglio che il nostro Piano Strategico ha avviato un importante processo di trasformazione del nostro modello di business e siamo diventati di nuovo una azienda profittevole nel settore assicurativo, capace di crescere in un contesto difficile, aperta alle sfide, radicata sul territorio di riferimento’. ‘In questi mesi – scrive ancora Minali – ho potuto contare sulla vostra dedizione, sul vostro impegno e sulla vostra voglia di contribuire alla crescita sostenibile della nostra società. Vi chiedo, anche oggi, seppure in questo frangente non felice, di continuare a dedicare le vostre energie a Cattolica, consapevoli come noi tutti siamo che si deve mettere l’interesse aziendale ante omnia. Vi ringrazio per la vostra vicinanza e per l’affetto che sempre mi avete dimostrato – conclude Minali – che ho cercato di contraccambiare, nel mio piccolo, dando un esempio di integrità, coraggio e dedizione”.

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