Economia

Carige, ecco numeri e timori dell’impero Malacalza (sculacciato dalla Bce)

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La scure della Bce non ha colpito solo Carige ma anche e soprattutto la famiglia Malacalza, in particolare il capostipite Vittorio, ossia colui che dopo l’incasso miliardario (1,1 miliardi) del 2008 relativo alla cessione di Trametal e dopo l’avventura non positiva in Pirelli, dal 2013 ha preso, di fatto, possesso della banca ligure.

I CONTI DI MALACALZA IN CARIGE

Ma la decisione presa dalla istituzione europea di commissariare l’istituto, dopo l’ultima assemblea che ha fatto saltare, con l’astensione del primo azionista (27,55%) Malacalza Investimenti l’operazione di rafforzamento patrimoniale dai 400 milioni, ha un impatto diretto anche su chi nel corso di poco più di cinque anni ha investito 423 milioni per ritrovarsi ora con un titolo sospeso dalle contrattazioni di borsa – le azioni sono state congelate da Consob alla soglia degli 0,0015 euro – e una minusvalenza latente del 90%.

CHE COSA DICE IL BILANCIO DELLA HOLDING DELLA FAMIGLIA MALACALZA

D’altronde, come emerge dal bilancio 2017 della holding della famiglia piacentina (e genovese d’adozione), la partecipazione, prima degli ultimi acquisti avvenuti lo scorso anno, era in carico a valore medio di 0,0331 euro.

LE TRIBOLAZIONI DI MALACALZA IN CARIGE ORA COMMISSARIATA

Insomma, un flop se non intervengono fattori esogeni, aggregazione o vendita, che però lo stesso Vittorio Malacalza ha sempre voluto scongiurare per non perdere la presa sulla banca guidata oggi dal quarto tandem (Modiano-Innocenzi) avvicendatosi alla guida dell’istituto proprio negli ultimi cinque anni.

I NUMERI DELLA CASSAFORTE

La cassaforte Hofima può contare pur sempre su un patrimonio di 600 milioni (a fronte di zero debiti col sistema bancario) e che continua a finanziare le attività industriali e finanziarie: 83 milioni solo nel 2017. A ciò si aggiunge il fatto che la famiglia, con Hofima Real Estate e Stuarta Immobiliare, ha proprietà (terreni ed edifici) per almeno 80 milioni.

LUCI E OMBRE

Ma se la solidità è indiscutibile, a livello operativo le cose non vanno poi così bene. Dopo l’ottenimento del concordato preventivo per la Omba Impianti, per un buco stimato di 30 milioni per commesse non pagate, a fine novembre è stata messa in liquidazione anche Sima&Tectubi (11 milioni di perdite cumulate del 2012).

IL GIOIELLINO

E anche per il gioiellino tecnologico Asg Superconductors, che ha appena consegnato il magnete più potente al mondo per lo studio del cervello, e che ha chiuso il 2017 con un fatturato consolidato di 49,67 milioni e un utile di 782 mila euro, il futuro non è così chiaro.

LE PROSPETTIVE

«Le società del gruppo, a seguito della crescente competitività del mercato e delle rilevanti criticità che hanno caratterizzato gli ultimi anni, hanno avviato una severa e accurata attività di controllo», si legge nel bilancio della holding Hofima, «al fine di ristabilire in tempi ravvicinati l’equilibrio economico-patrimoniale delle stesse e quello finanziario consolidato».

(estratto di un articolo di Mf/Milano Finanza; qui l’articolo integrale)

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