Economia

Tutte le rassicurazioni dei commissari sul futuro di Carige

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Che cosa ha detto l’ex ad di Banca Carige e ora commissario straordinario, Fabio Innocenzi

 

Con il commissariamento di Banca Carige deciso ieri mattina dalla Banca centrale europea, in seguito alla mancata approvazione in assemblea dell’aumento di capitale da 400 milioni di euro a causa dell’astensione del principale azionista, il gruppo Malacalza, “c’è un impatto immediato che consiste nel fatto che la banca, con i tre commissari, ha una governance più snella e più veloce, poiché non abbiamo tutti gli organi collegiali previsti nelle attività ordinarie”. E’ quanto ha spiegato l’ex ad di Banca Carige e ora commissario straordinario, Fabio Innocenzi, nel corso di un’intervista concessa a Class Cnbc.

COSA FARANNO I COMMISSARI DI CARIGE

I commissari stanno già lavorando al nuovo piano strategico che si focalizzerà sui punti di forza della banca sia nell’ottica dell’attività ordinaria sia di possibili alleanze o partnership con altri istituti. “La fotografia patrimoniale è nota”, ha proseguito il banchiere. “Abbiamo avuto un importante prestito subordinato, sottoscritto dallo Schema volontario, che ci ha portato in linea con quelli che sono i requisiti, gli obblighi patrimoniali della banca. Da questo punto di vista, quindi, Banca Carige è a posto”.

PERCHE’ L’AUMENTO DI CAPITALE E’ NECESSARIO

L’aumento di capitale era necessario per assorbire il prestito subordinato sottoscritto per 320 milioni dallo Schema volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei depositi che ha consentito alla banca di ristabilire subito i requisiti patrimoniali complessivi, in termini di Total Capital Ratio richiesti dalla Vigilanza. Tra le opzioni che verranno discusse, secondo una fonte vicina alla vicenda, la possibilità di utilizzare il bond per rafforzare il capitale primario.

I PROSSIMI PASSI DI CARIGE

Naturalmente Innocenzi non può anticipare i risultati della discussione che verrà intavolata nelle prossime settimane con lo Schema volontario, “ma posso dire che sarà una riflessione finalizzata a capire come meglio usare questo strumento nel nuovo scenario” che si è venuto a creare con il commissariamento dell’istituto ligure da parte della Bce, ha precisato il commissario straordinario.

IL DOSSIER SCHEMA VOLONTARIO

“Sono numerosi i temi che dovremo trattare con lo Schema volontario”, ha aggiunto. “Avevamo fatto l’operazione insieme a loro a novembre, nell’ipotesi che un aumento di capitale da effettuare in primavera portasse di fatto all’esaurimento di quest’obbligazione subordinata che sarebbe stata o convertita o assorbita da chi prendeva le azioni, quindi sostituita. Oggi, tuttavia, c’è uno scenario nuovo”. In quest’ottica, ha detto ancora, “ci siederemo con loro a lavorare, ovviamente partendo dagli interessi di tutti: quelli delle banche associate allo Schema volontario, quelli di Banca Carige e dei suoi azionisti e dei suoi depositanti”. E’ di questa mattina l’indiscrezione di una fonte del Fondo interbancario di tutela dei depositi all’agenzia Reuters secondo cui, in caso di liquidazione coatta, la protezione dei depositi costerebbe a Fitd 9,2 miliardi di euro.

IL POTENZIALE PARTNER

Uno scenario nuovo di fronte al quale si procede con cautela anche in merito alla ricerca di un possibile partner con cui studiare una fusione, partita per la quale la banca ha affidato a Ubs la fase di scouting. “Siamo ancora in una fase esplorativa”, ha chiarito in merito Innocenzi, spiegando che i motivi per cui ci possono essere partnership interessanti sono diversi “sia di tipo finanziario sia industriale”. Su quest’ultimo fronte, ha citato “la complementarietà dei territori sui quali si è più radicati perché Carige ha una vocazione fortissima in Liguria, Toscana e in alcune altre zone del Nord Italia”.

LE PRIORITA’

Tra le priorità c’è soprattutto quella di “abbattere i crediti dubbi” poiché “una banca sana deve avere crediti dubbi sotto il 10%-5% del totale”. Già nelle scorse settimane Carige ha provveduto a “fare accantonamenti importanti, sulla base dei dati trimestrali di settembre. Abbiamo fatto anche una serie di operazioni come la cartolarizzazione di circa un miliardo di sofferenze, la cessione delle relative tranche junior e mezzanine, la cessione di un importante portafoglio da circa 360 milioni di altri crediti dubbi”, ha ricordato. “Andremo avanti in questa direzione”.

NIENTE RISCHIO BAIL-IN

Infine, il banchiere ha assicurato che non esiste alcun rischio di bail-in o di default dell’istituto. “Non esiste assolutamente un rischio di questo tipo”, ha garantito, osservando che “l’istituto è ben patrimonializzato e ha una governance chiara. I nostri clienti possono contare sulla loro Carige ” e non hanno pertanto nulla da temere per i loro depositi.

GLI OBIETTIVI

Così come deve essere altrettanto chiaro che nella partita per il rilancio di Carige “il nostro obiettivo è non avere un conto da pagare, non quello di trovare chi dovrà accollarselo”. Questo è il vero obiettivo per Innocenzi e gli altri due commissari, Pietro Modiano e Raffaele Lener. “Lavoreremo nei prossimi mesi perché Carige è una banca che ha la forza e i requisiti numerici e patrimoniali per fare in modo che non ci sia per nessuno un conto da pagare”.

(estratto di un articolo pubblicato sul sito di Milano Finanza; qui l’articolo integrale)

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