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Come va il rinnovo del contratto nelle Bcc

Contratto Nazionale Bcc

Tutte le ultime novità sul rinnovo del contratto nelle Banche di credito cooperativo (Bcc). L’articolo di Emanuela Rossi

Prosegue a rilento il confronto tra Federcasse e sindacati di categoria per il rinnovo del contratto di lavoro delle Banche di Credito Cooperativo.

Intanto nel mondo delle Bcc non è un mistero che si parli di un futuro insieme per le due capogruppo, Iccrea e Ccb (Cassa Centrale Banca), nate dopo la riforma del credito cooperativo voluta nel 2016 dall’allora presidente del Consiglio, Matteo Renzi. L’ultimo a parlarne è stato, lo scorso 13 febbraio, Giuseppe Maino, presidente di Iccrea. Interpellato dall’Ansa a margine del Forex di Parma, Maino ha detto che Iccrea è disponibile a una aggregazione con l’altro gruppo bancario cooperativo per tornare a un gruppo unico del settore ma che al momento non c’è ancora nulla sul tavolo.

QUALCHE NUMERO

Il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per i quadri direttivi e per il personale delle aree professionali delle Banche di Credito Cooperativo.

riguarda oltre 34mila persone che lavorano in oltre il 18% degli sportelli bancari nazionali. La vera e propria trattativa è iniziata il 13 ottobre scorso con la presentazione della piattaforma sindacale per il rinnovo del ccnl. Si è proseguito poi con l’incontro del 4 novembre, che ha dato avvio al confronto per il rinnovo, mentre incontri interlocutori si sono tenuti il 22 e il 30 novembre. Il 20 dicembre le parti hanno sottoscritto l’accordo per la definizione del Premio di risultato relativo all’esercizio 2021.

Va ricordato che, secondo un’analisi del sindacato First Cisl, tra il 2015 e il 2021 i Comuni con almeno una filiale sono scesi da 5.727 a 4.903 con una performance in controtendenza delle Bcc dove il dato invece sale da 578 a 705.

LE ULTIME NOVITÀ

Nei giorni scorsi si è svolto un altro incontro, stavolta in presenza, tra Federcasse e le organizzazioni Fabi, First, Fisac, Uilca e Ugl Credito. Sul tavolo, in particolare la questione del lavoro agile, anche in vista della scadenza dello stato d’emergenza, il prossimo 31 marzo. I sindacati fanno notare che però le posizioni rimangono distanti, nonostante i cinque incontri dedicati al tema, e ribadiscono la volontà di raggiungere un accordo politico a livello nazionale – da tempo mancante – e che possa dare regole omogenee per tutto il settore del Credito Cooperativo. Presentata da Federcasse la bozza di testo relativa alla nuova definizione del premio di risultato che dovrà regolare la redistribuzione della produttività nelle BCC-CRA e Casse Raiffeisen dopo la riforma del settore con la costituzione dei Gruppi cooperativi.

Luca Bertinotti, segretario nazionale Fabi, ha evidenziato che “il confronto proseguirà con ulteriori date in agenda che dovranno necessariamente condurre a positive sintesi entro la fine del mese di marzo, pena la credibilità e la capacità politica di Federcasse di rappresentare al tavolo nazionale una organizzazione datoriale in grado di decidere e definire il ciclo di rinnovo dei patti di lavoro che non possono più essere appesi a tatticismi e rinvii per carenza di leadership”.

L’ACCORDO DI INTEGRAZIONE DEL PROTOCOLLO COVID

Rimanendo in tema di pandemia, occorre ricordare che il 28 gennaio scorso Fabi, First, Fisac, Uilca e Ugl Credito hanno sottoscritto con Federcasse l’accordo di integrazione del “Protocollo condiviso del Credito Cooperativo in tema di misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19” – siglato il 7 maggio 2020 – con valenza dal 1° febbraio al 31 marzo 2022.

Nell’accordo si fa particolare riferimento al mantenimento del distanziamento interpersonale, all’adeguata pulizia e sanificazione dei locali, all’uso del gel igienizzante e delle mascherine, con utilizzo del tipo FFP2 fornite dalle aziende, alle modalità di verifica del Green Pass per l’accesso del pubblico in filiale, alla gestione delle assenze per “quarantena precauzionale e per “autosorveglianza”. Si ribadisce inoltre che il ricorso al lavoro agile costituisce strumento di prevenzione del contagio nei luoghi di lavoro e anche di tutela per i soggetti “fragili”.

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