Economia

Banca Popolare di Bari, che cosa si bisbiglia fra Tesoro, Bankitalia, Mcc e Fitd

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popolare di bari

Fatti, nomi, numeri e indiscrezioni sul caso della Banca Popolare di Bari

 

L’operazione sistemica pubblico-privata di salvataggio della Banca Popolare di Bari è solcata in queste ore da miasmi che arrivano da ogni parte. Ecco lo stato dell’arte.

LA NOTA DELLA POPOLARE DI BARI

La Banca Popolare di Bari “conferma che il programma di incontri e contatti con investitori istituzionali” che mira “al rafforzamento patrimoniale” dell’istituto pugliese “prosegue intensamente”, ha messo per iscritto venerdì scorso l’istituto di credito pugliese in profondo rosso. “L’obiettivo – si legge in una nota – è di pervenire entro le prossime due settimane all’approvazione di un piano industriale e patrimoniale concordato tra le parti”. Serve, in sostanza, un miliardo di euro circa per evitare il baratro. All’opera sono il Tesoro, la Banca d’Italia, Mediocredito centrale (controllato dalla holding statale Invitalia) e il Fondo interbancario di tutela dei depositi.

DOSSIER DTA

“Tale percorso potrà sostanziarsi ulteriormente con la definizione operativa del provvedimento sulle Dta (attività fiscali differite, ndr) contenuto nel decreto crescita approvato dal parlamento” e che la Banca Popolare di Bari “auspica possa avvenire a breve, nel rispetto delle normative comunitarie”, è scritto nel comunicato della banca.

CHE COSA DICE LA RELAZIONE

La trasformazione delle attività fiscali differite (Dta) in crediti d’imposta, consentita in presenza di aggregazioni aziendali dal Dl crescita, avrebbe un effetto positivo di “oltre 300 milioni” sulla situazione patrimoniale della Banca Popolare di Bari. “Tali operazioni di aggregazione aziendale consentirebbero, di fatto, di computare nei Fondi Propri le DRA in parola con un effetto evidentemente positivo, di pari ammontare, sui coefficienti di solidità patrimoniale del gruppo. Al riguardo, si stima per la capogruppo che le Dta trasformabili ai sensi del Decreto ammontino ad oltre 300 milioni di euro”, si legge nella relazione semestrale dell’istituto pugliese.

LE PAROLE DI UN BANCHIERE A START

Ma la possibilità di accedere agli incentivi del Dl crescita è incerta: la Ue potrebbe infatti considerare la misura un aiuto di Stato. Qual è il nodo vero? Dice a Start un banchiere al corrente del dossier: “Le Dta erano previste nel decreto crescita ma sono in clausola di stand still, ossia devono essere da approvati da DG Comp della Commissione europea per scongiurare l’ipotesi di aiuto di Stato. Andava dunque notificato l’uso di quello strumento per avere parere scritto di Bruxelles e in caso di parere contrario (nel caso fosse considerato appunto aiuto di Stato) si doveva modificare la norma del decreto crescita. Ma al Tesoro chi doveva fare non ha fatto né l’uno né l’altro”.

COSA FA BANKITALIA?

In verità tra gli addetti ai lavori non mancano i rilievi anche sull’operato della Banca d’Italia, che prima ha richiamato di fatto in servizio l’ex direttore generale Vincenzo De Bustis, nominato amministratore delegato, e ora che il lavoro di De Bustis possa essere esaurito, anche se di fatto nessuno degli annunci fatti nei mesi scorsi dai vertici della banca si sono realizzati. Gli umori dell’Istituto di via Nazionale sono rintracciabili, secondo molti osservatori, nelle parole dell’ex Bankitalia Angelo De Mattia. “Bankitalia ha fatto trascorrere troppo tempo invece di evitare la situazione si deteriorasse”, sibila un addetto ai lavori che preferisce l’anonimato.

I SUBBUGLI GIUDIZIARI

A surriscaldare il clima ci sono anche alcune vicende giudiziarie. Ha scritto Repubblica: “Mentre il nuovo management fa filtrare la possibilità di avviare un’azione di responsabilità contro i vecchi amministratori, e in particolare contro la famiglia Jacobini, una nuova ombra giudiziaria si allunga sulla banca. L’amministratore delegato Vincenzo De Bustis è indagato dalla procura di Bari nell’indagine sulla passata gestione della banca, di cui De Bustis ha fatto parte in due momenti diversi. La Procura, su segnalazione di Bankitalia, ha però acceso anche un nuovo faro su una recente operazione di De Bustis dai contorni poco chiari”.

IL CASO HI-MTF

Infine la scorsa settimana il mercato Hi-Mtf ha sospeso la negoziazione di azioni e obbligazioni della Popolare Bari “in relazione alle recenti notizie di stampa e in attesa di nuovi sviluppi”, ha comunicato lo stesso istituto di credito. In pratica azionisti e obbligazioni non posso vendere i titoli.

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