Economia

Bagnai, Borghi e il ballo scomposto di mister Spread

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Il commento giornaliero ai mercati finanziari di Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners, con un focus sullo spread

L’apertura europea ha dovuto fare i conti con l’impatto sul settore auto del profit warning di Daimler, legato alla possibile applicazione da parte della Cina di dazi sui suv che la casa tedesca costruisce in Usa. Tra l’altro, le contromisure Ue contro i dazi su alluminio e acciaio entreranno in vigore oggi e c’è da scommettere che Trump reagirà in qualche moto (dazi su auto Ue?).

LA NOMINA DI BORGHI E BAGNAI

Ma la scusa per iniziare a vendere con decisione l’ha fornita il circolare sui media finanziari della notizia delle nomine del senatore Alberto Bagnai e del deputato Claudio Borghi, entrambi considerati esponenti della corrente più euroscettica dell’esecutivo, rispettivamente a capo della Commissione Finanza al Senato e di quella Bilancio alla Camera.

L’IMPATTO SUI MERCATI

L’impatto si è notato bene su Btp (dove eventualmente è stato esaltato dai flussi di hedging dell’asta spagnola) e sull’euro, che ha segnato nuovi minimi in mattinata. L’azionario ha reagito inizialmente con maggior pigrizia, anche se il FTSE Mib ha accumulato in mattinata perdite superiori al punto percentuale.

GLI ECCESSI SULLA NOTIZIA

La notizia delle nomine è un catalyst perfetto, ma difficilmente, da sola, può essere considerata motivo di un movimento significativo sullo spread. Bagnai e Borghi sono comunque esponenti di punta della Lega, ed era prevedibile che gli venisse assegnata una qualche carica.

LA POSIZIONE DI TRIA

La loro posizione di Capi Commissione gli attribuisce funzioni di coordinamento per la proposta di leggi, che devono comunque superare il vaglio della Ragioneria dello Stato, e del Quirinale. Come esponenti della corrente euroscettica della coalizione erano alquanto vocali anche prima. In altre parole, non vedo questo grosso cambiamento del quadro per l’esecutivo. Ad abbundantiam, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha ribadito un’altra volta che l’Euro non è in dubbio.

GLI ALTRI CATALYST

A metà giornata, altro catalyst: dalla riunione Bank of England è emerso che adesso sono 3 i membri a favore di un rialzo dei tassi. Haldane infatti è passato con Mc Cafferty e Saunders. Sulla notizia, la sterlina è balzata contro $, offrendo un traino all’€.

LE ALTRE SORPRESE IN BORSA

Alle 14.30, altra sorpresa: prima, dopo una lunga serie di sorprese positive, la survey Philly Fed di giugno ha deluso (19.9 da 34.4 e vs attese per 29), calando oltre le stime. Tra i sottoindici spicca il calo dei new orders (17.9 da 40.6). In realtà il resto dei sottoindici conferma la robustezza del manifatturiero USA (in particolare il Capex, a 36.5 da 21.6 di maggio). Ma oramai il mercato si era assuefatto a continue sorprese positive e cosi il dato ha fornito il catalyst per una bella correzione del dollaro, che scambiava ai massimi da quasi un anno.

CHE COSA E’ SUCCESSO ALL’AZIONARIO EUROPEO

La cosa non è ovviamente piaciuta all’azionario europeo, che ha accentuato le perdite, favorito in questo da una Wall Street a sua volta innervosita dall’abbondanza di turbative (spread, Daimler, borse europee, volatilità su cambi, possibilità di una fine delle free tax zones per i internet retailers Usa).

LA CHIUSURA DELLE BORSE EUROPEE

La chiusura europea vede perdite significative per i principali indici, con il FTSE Mib a guidare il movimento. Brusco allargamento dello spread BTP (+22 bp il 10 anni, + 30 il 2 anni) contro una curva tedesca che ha visto i rendimenti contrarsi significativamente. Continuo a pensare che, con il quadro economico e politico attualmente presente in Italia, lo 0.8% offerto dal 2 anni BTP, con lo spread vs il free risk a 140 basis points, sia attraente. Vedrei un calo anche dello spread sul 10 anni, ma li il richiamo del carry e del rolldown è meno forte.

 

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