Economia

Auspici e critiche di Cardani su Tim, rete, 5G e fondi Agcom

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Che cosa ha detto oggi in Parlamento nel corso di un’audizione il presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Angelo Cardani

La separazione societaria della rete Tim. I progetti e le ipotesi della rete unica con Open Fiber. Le frequenze 5G. E le risorse per l’authority.

Sono i principali temi toccati dal presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Angelo Cardani, in un’audizione alla commissione Trasporti della Camera.

LA SEPARAZIONE DELLA RETE SECONDO TIM

Al momento la separazione della rete prospettata da Tim è “del tutto volontaria” e “non ci sono a mio parere i presupposti per una separazione obbligatoria che Agcom avrebbe il potere di imporre”, ha affermato il presidente Cardani.

IL GIUDIZIO DI CARDANI

Quella messa in atto da Tim guidata dall’ad, Amos Genish, è una separazione sostanzialmente societaria, ha aggiunto Cardani. Una separazione societaria che non porta a una separazione completa della rete, che “sarebbe invece il presupposto per una società nazionale della rete”, secondo il presidente dell’Agcom.

TIM-OPEN FIBER?

Sulla possibilità dell’acquisizione di Open Fiber, il presidente dell’autorità ha osserva di aver “detto che è un progetto serio e ragionevole e chiesto di andare nel dettaglio”. “Tim sta preparando il progetto del dettaglio – ha aggiunto Cardani – che valuteremo insieme all’analisi del mercato”.

RETE UNICA?

Il modello di rete fissa di telecomunicazioni unica, ha affermato Cardani, è “molto complesso, influenzato pesantemente dall’ideologia ma anche da una teoria economica alquanto vecchiotta, ma tutt’ora in piedi, che sostiene che ciò che fa da servizio generale può benissimo avere un unico proprietario purché i servizi che si svolgono siano competitivi”.

DOSSIER 5G

Cardani anche toccato un aspetto legato alla gara per le frequenze 5G oggetto anche di una segnalazione Agcom al ministero dello Sviluppo economico retto da Luigi Di Maio. L’Authority, infatti, ha sottolineato nei giorni scorsi al ministero “limiti ed alcune incertezze applicative” sull’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze per lo sviluppo del 5G “potenzialmente in grado di compromettere il raggiungimento degli obiettivi generali e l’utilizzo pienamente efficiente dello spettro”.

I RILIEVI DELL’AGCOM

Al centro della questione sollevata dall’Agcom è “un punto tecnicamente complesso”, ovvero “il compito di restringere la quantità di spettro a disposizione dell’audiovisivo passandolo ad altri usi” assegnato dalla legge di bilancio all’Agcom. Viene chiesto all’autorità di convertire i diritti d’uso delle frequenze degli operatori di rete nazionali in diritti d’uso di capacità trasmissiva, ma “da nessuna parte viene definito questo paramento”, ha criticato Cardani convinto che “qualsiasi dato stabilito dall’autorità dia spazio a cause legali”. “Andare avanti nella conversione di una misura nota in una ignota con una misura spannometrica – per il presidente Agcom – significa cercare guai per questo chiediamo al Mise di fissare questo criterio”.

IL NODO RISORSE

Cardani ha anche battuto a cassa in Parlamento. Il presidente dell’Agcom si è infatti appellato ai deputati della commissione Trasporti di salvaguardare e rafforzare “l’indipendenza delle Autorità nazionali di regolamentazione, la garanzia delle loro competenze e la certezza delle risorse a loro disposizione”, nell’ambito del nuovo quadro comunitario di regole in materia di comunicazioni elettroniche. Cardani ha sottolineato, in particolare sul tema delle risorse, che “molte delle previsioni legislative che hanno attribuito nuove competenze all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, non contemplano formule di finanziamento dei relativi costi”. “Tali previsioni – secondo il presidente dell’authority – oltre a minare la certezza delle risorse a disposizione dell’Autorità, rischiano di generare nuovi contenziosi volti ad ostacolare strumentalmente l’esercizio delle nuove competenze”.

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