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Tim: Vivendi delude Merlyn e Bluebell, Labriola gongola

Fatti, nomi, numeri, indiscrezioni e approfondimenti sull'assemblea dei soci di Tim che ha decretato la vittoria della lista Labriola.

 

Pronostici confermati: il gruppo francese Vivendi, primo azionista di Tim con il 23,75%, si è astenuto nel corso dell’assemblea dei soci che aveva all’ordine del giorno l’elezione del nuovo consiglio di amministrazione di Tim. Così facendo Vivendi ha spianato la strada alla vittoria della lista presentata dal precedente cda che puntava alla riconferma di Pietro Labriola come amministratore delegato con l’appoggio dell’azionista Cassa depositi e prestiti (Cdp) che ha il 9,81% di Tim. Delusione da parte dei fondi Merlyn e Bluebell che avevano cerca di avere l’appoggio di Vivendi.

Ecco fatti, numeri, nomi, indiscrezioni e approfondimenti.

COME E’ FINITA L’ASSEMBLEA DI TIM

Nell’assemblea dei soci di Telecom Italia, il 24% ha votato per la lista presentata dal cda uscente che vede Pietro Labriola riconfermato come ceo e Alberta Figari come presidente. La lista di Merlyn, sempre stando a quanto si apprende, ha avuto il 2,3% mentre Bluebell l’1,1 per cento. Vivendi, primo socio, ha annunciato ieri l’astensione dal voto sulle liste per il rinnovo del cda e su tutti gli altri punti, tranne che sulla lista per il collegio sindacale che la stessa media company ha presentato.

IL NUOVO CDA

Per la nomina del CdA la lista di maggioranza, con circa il 48,97% dei voti, è risultata quella presentata dal cda uscente, da cui sono stati tratti i seguenti sei amministratori: Alberta Figari (indicata come Presidente), Pietro Labriola (indicato come Amministratore Delegato), Giovanni Gorno Tempini, Paola Camagni, Federico Ferro Luzzi, Domitilla Benigni.

Dalla lista depositata da Merlyn Partners, che ha ottenuto il 2,38% dei voti, sono stati tratti i seguenti amministratori: Umberto Paolucci e Stefano Siragusa. Dalla lista depositata da Bluebell Capital Partners, che ha ottenuto l’1,01% dei voti, è stata tratta Paola Giannotti De Ponti

LA SPIEGAZIONE DI VIVENDI

La media company che fa capo alla famiglia Bollorè, azionista dal 2015, ha ricordato che dal 2018, subita l’offensiva attivista del fondo Elliott, ha «perso influenza» su Tim e che, con l’uscita di due consiglieri di diretta espressione, a partire dal 31 dicembre 2022 «ha cessato di contabilizzare la partecipazione secondo il metodo del patrimonio netto», la partecipazione cioè è ora classificata come “disponibile per la vendita” e allineata ai valori di Borsa (29,42 centesimi per azione nel bilancio 2023 rispetto al valore storico d’acquisto di 1,07 euro per azione).

COME SI CONSIDERA VIVENDI IN TIM

Il primo socio si considera perciò un semplice «investitore finanziario» e come tale «si preoccupa che il consiglio e il management di Tim garantiscano una crescita duratura del corso delle azioni attraverso decisioni gestionali nell’interesse della società, rispettose delle prerogative degli azionisti e dei principi di buona governance».

Di conseguenza, Vivendi «non sostiene la lista presentata dal consiglio di amministrazione uscente, data la continuità con un consiglio durante il cui mandato il titolo ha perso metà del suo valore e che è responsabile di aver approvato la vendita della rete fissa di Tim nel novembre 2023 a un prezzo che, a giudizio Vivendi, non riflette il pieno valore dell’asset, senza coinvolgere l’assemblea degli azionisti e il comitato parti correlate e senza fornire, a oggi, informazioni complete e affidabili al mercato sull’operazione e sui suoi effetti sulla sostenibilità di Tim». «Spetta al management in carica e ai suoi sostenitori risolvere la delicata situazione in cui si trova Tim», sottolinea Vivendi, che si è astenuta, si legge nella nota, «nonostante il lodevole impegno dei proponenti di liste alternative di maggioranza».

LA VISIONE DEL SOLE 24 ORE

Di deporre le armi però non se ne parla e da Parigi – rimarca oggi il Sole 24 ore – si ribadisce che «Vivendi porterà avanti con decisione il ricorso contro la delibera del consiglio di amministrazione del novembre 2023 (quello che ha deliberato la cessione della rete a Kkr, ndr) presso il Tribunale di Milano e ogni altro strumento giuridico a sua disposizione per tutelare i propri diritti». La prima udienza è fissata per il 21 maggio.

MOSSE E UMORI FRANCESI

Delusione dunque per i fondi Merlyn e Bluebell: le rispettive liste presentate per il rinnovo del board di Tim puntavano ad avere l’appoggio del socio francese. Merlyn di fatto criticando la vendita della rete a Kkr (posizione poi smussata nel corso del tempo), Bluebell candidando come amministratore delegato una top manager francese. Ma perché Vivendi ha snobbato le due liste favorendo di fatto la vittoria di Labriola, l’amministratore delegato criticato da Vivendi anche per l’operazione rete con Kkr e Mef? Secondo la ricostruzione di Start Magazine, i francesi non sono stati convinti dalle liste dei fondi composte da persone da loro non conosciute, mentre hanno verificato il peso della lista del cda. Inoltre, secondo il ragionamento dei francesi, l’astensione statutariamente dà la possibilità  di chiamare una nuova assemblea quando si vuole. Una sorta di arma di trattativa anche con l’esecutivo, nel caso pure su altri dossier, è la sensazione che si ha in ambienti dell’esecutivo.

L’ESITO DELL’ASSEMBLEA DI TIM

Ma vediamo in dettagli l’esito dell’assise. L’assemblea ordinaria degli Azionisti di TIM, che si è svolta con la partecipazione di circa il 50,77% del capitale ordinario, ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2023, che si è chiuso con una perdita netta pari a 995 milioni di euro, coperta mediante integrale utilizzo della Riserva da sovrapprezzo azioni e prelievo dalla Riserva legale.

I soci non hanno approvato la relazione sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti, per entrambe le sezioni (punto 2.1 dell’Ordine del Giorno con il 41,98% dei voti favorevoli, contrario il 7,84%, astenuti 50,08%; punto 2.2 dell’Ordine del Giorno con il 42,35% dei voti favorevoli, contrari 7,45% e astenuti 50,09%) e non ha approvato le modifiche al Piano di Stock Options 2022-2024 proposte dal CdA uscente (con il 45,97% dei voti favorevoli, il 3,72% di voti contrari e il 50,21% di astenuti).

L’assemblea ha nominato un Consiglio di Amministrazione di 9 componenti per il triennio 2024-2026, determinando in 1.300.000 euro annui lordi il compenso complessivo massimo dell’intero organo.

Per la nomina del CdA la lista di maggioranza, con circa il 48,97% dei voti, è risultata quella presentata dal CdA uscente, da cui sono stati tratti i seguenti sei Amministratori: Alberta Figari (indicata come Presidente), Pietro Labriola (indicato come Amministratore Delegato), Giovanni Gorno Tempini, Paola Camagni, Federico Ferro Luzzi, Domitilla Benigni.

Dalla lista depositata da Merlyn Partners, che ha ottenuto il 2,38% dei voti, sono stati tratti i seguenti amministratori: Umberto Paolucci e Stefano Siragusa. Dalla lista depositata da Bluebell Capital Partners, che ha ottenuto l’1,01% dei voti, è stata tratta Paola Giannotti De Ponti.

Infine, è stato nominato il nuovo Collegio Sindacale per il triennio 2024-2026.

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