Economia

Autostrade, ecco perché Atlantia barcolla in Borsa

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Concessione in bilico, rating in forse, dossier bond, prospettive aziendali incerte anche su Abertis. Sono le principali preoccupazioni che attanagliano operatori, analisti e investitori sul futuro della società Autostrade per l’Italia e sul titolo Atlantia, la holding del gruppo Benetton quotata in Borsa.

Ecco numeri, dettagli, commenti, analisi e scenari.

LE PAROLE DI CASTELLUCCI, LE CAUSE DEL CROLLO E I RIFLESSI A PIAZZA AFFARI

Avvio di giornata pesante per Atlantia, alla prima sessione dopo i funerali di Stato delle vittime del crollo del Ponte Morandi e dopo la conferenza stampa dell’amministratore delegato della società e di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, che ha annunciato stanziamenti per mezzo miliardo di euro a favore degli interventi per la città senza sbilanciarsi sui rapporti con il governo e sulle cause del disastro (anche se ha sottolineato i fattori pioggia e vento).

CHE COSA E’ SUCCESSO AD ATLANTIA IN BORSA

Dopo la prima ora di scambi a Piazza Affari, il titolo ha ceduto l’8,30% a 17,74 euro. Più di quanto recuperato lo scorso venerdì, quando il rimbalzo si era fermato al 5,68%, nonché la peggior performance dell’intero Ftse Mib. E alle ore 15 il titolo perdeva circa il 9%.

CHE COSA DICONO LE AGENZIE DI RATING

Ma a preoccupare gli operatori sono i giudizi delle agenzie di valutazione. Standard & Poor’s è pronta a tagliare il rating su Atlantia. Venerdì scorso a mercato chiuso l’agenzia americana ha messo il rating di Atlantia e delle sue controllate (Autostrade per l’Italia e Aeroporti di Roma) in “watch negative” dopo il crollo a Genova del Viadotto Polcevera sulla A10, di cui Autostrade per l’Italia (Aspi), controllata da Atlantia, è il concessionario.

IL REPORT DI S&P’S

Secondo S&P il crollo del ponte Morandi di Genova potrebbe avere un impatto negativo sull’affidabilità creditizia della holding del gruppo Benetton. Per questo l’agenzia di rating ha messo il rating BBB+ di Atlantia, la capogruppo del gestore autostradale Autostrade per l’Italia, nella lista di controllo con implicazioni negative.

L’agenzia di rating ritiene che le conseguenze per Atlantia sono difficili da valutare, ma sanzioni o addirittura la revoca/decadenza della concessione sono possibili se l’operatore ha violato i suoi obblighi. (qui l’approfondimento di Start Magazine sulla questione revoca/decadenza). Resta comunque la possibilità di un indennizzo dello Stato per la concessionaria che viene stimato in oltre 20 miliardi di euro. Ma il governo sarebbe al lavoro per evitare questa ipotesi.

IL FATTORE COSTO E REVOCA/DECADENZA

Anche i costi aggiuntivi attraverso i controlli di sicurezza potrebbero essere un onere. Atlantia, società chiave della galassia della famiglia Benetton, possiede l’88% delle azioni di Autostrade. La società gestisce quasi la metà della rete autostradale italiana. La maggior parte delle sue licenze è valida per altri 20 anni.

Per l’agenzia Fitch è ancora prematuro valutare gli effetti sul merito di credito di Atlantia (BBB+/RWN) e della controllata Autostrade per l’Italia (A-/RWN) del crollo del ponte Morandi. Fitch continuerà a monitorare da vicino la situazione per valutare gli effetti, ha scritto Mf/Milano Finanza.

IL REPORT DI BANCA IMI

Anche Banca Imi ha messo in revisione il suo credit view neutral su Atlantia e Autostrade per l’Italia: “Riteniamo che sia troppo presto per valutare il potenziale impatto finanziario su Atlantia e Aspi dal momento che molte questioni devono ancora essere risolte. Pertanto, prendiamo una posizione attendista e manteniamo la nostra raccomandazione hold sui bond di Atlantia  e Aspi, riconoscendo l’aumento degli spread denaro-lettera delle obbligazioni a seguito delle ultime notizie”, hanno scritto gli analisti di Banca Imi.

IL COMMENTO DELL’ANALISTA

“La revoca della principale concessione (‘single concession contract’) mette quindi a rischio la continuità aziendale di Autostrade”, ha twittato l’analista Fabio Bolognini dopo aver letto i prospetti dei bond delle società.

C’è poi il capitolo bond, in effetti. Gli addetti ai lavori ricordano che, in base a quanto previsto dal prospetto dell’ultimo programma Emtn di Aspi, gli obbligazionisti hanno la facoltà di richiedere il rimborso anticipato dei bond in caso di revoca della concessione autostradale alla società.

L’ARTICOLO DI BUSINESS INSIDER ITALIA

La giornalista di economia e finanza di Business Insider Italia, Carlotta Scozzari, dopo aver scritto un articolo sul tema, ha postato su Facebook: “Con lo stop alla concessione possono scattare delle clausole di rimborso anticipato su alcune obbligazioni di Autostrade per l’Italia, collocate presso investitori istituzionali, che secondo Standard & Poor’s dovrebbero valere intorno a 8,5 miliardi di euro. In altri termini, il gruppo Atlantia rischia di dovere “ricomprare” queste obbligazioni in anticipo rispetto alla loro scadenza. Non ho trovato invece traccia di una simile clausola nelle obbligazioni collocate nel 2015 presso piccoli investitori (retail). Resta ovviamente la possibilità che i piccoli investitori abbiano comprato successivamente rispetto al collocamento, sul mercato secondario, le obbligazioni “con il paracadute” della clausola”.

(articolo aggiornato alle ore 12)

(TUTTE LE STORTURE DELLE CONCESSIONI AUTOSTRADALI. L’ARTICOLO DI MICHELE ARNESE)

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