Economia

Assicurazioni Generali, ecco perché Caltagirone e Del Vecchio borbottano (su Germania e piano industriale)

di

Unicredit Banca Generali

Caltagirone e Del Vecchio incalzano i vertici di Assicurazioni Generali su redditività, perimetro del gruppo e patrimonio. Spingendosi anche a consigliare un aumento di capitale per rafforzare il gruppo assicurativo forse per sventare incursioni straniere.

Le indiscrezioni e gli scenari si evincono da un articolo notizioso pubblicato oggi dal quotidiano Mf/Milano Finanza e scritto da Giuseppe Stadio Caputo (pseudonimo del direttore Edoardo De Biasi?).

CHE COSA SI SONO DETTI I SOCI DI ASSICURAZIONI GENERALI A MILANO

Il ricorso eventuale a un aumento di capitale “per presidiare meglio i mercati europei e rafforzare la quota di mercato” sarebbe evocato dai due azionisti privati nel corso del vertice svoltosi a Milano nella sede di Mediobanca, mercoledì 12.

IL FORCING DI CALTAGIRONE E DEL VECCHIO SU DONNET

Auspici, timori e consigli sul piano industriale di Assicurazioni Generali che l’amministratore delegato Philippe Donnet presenterà il 21 novembre, quelli che sarebbero stati pronunciati secondo Mf dal costruttore Francesco Gaetano Caltagirone e dall’imprenditore Leonardo Del Vecchio che veleggiano il primo sul 5% del Leone e il secondo sul 4%.

LE DIVERGENZE CON GLI ALTRI AZIONISTI

Le indicazioni di Caltagirone e Del Vecchio non sarebbero state condivise dagli altri azionisti, in primis Mediobanca (che detiene il 13,2% di Generali) e Dea Capital (in discesa da tempo nel capitale, ora all’1,5%).

UNO DEI MOTIVI DEI BORBOTTII DI CALTAGIRONE E DEL VECCHIO

Fra i punti dolenti che sarebbero stati sottolineati da Caltagirone e Del Vecchio ci sarebbe la Germania, “dove i soci italiani spingono per nuove acquisizioni”. In Italia non se ne è parlato molto, ma in Germania la stampa e gli addetti ai lavori hanno da tempo sotto osservazione le mosse di Assicurazioni Generali.

CHE COSA SI DICE IN GERMANIA DI ASSICURAZIONI GENERALI

Nei mesi scorsi, come scritto da Start Magazine, il primo gruppo assicurativo italiano, con oltre 70.000 dipendenti e 55.000 milioni di clienti in tutto il mondo, ha annunciato di voler rivedere la sua strategia in Germania, o meglio di allentare fortemente la sua presenza nel business Vita tradizionale di quel Paese.

(CHE COSA CHIEDONO LE COMPAGNIE ASSICURATIVE COME SCUDO ANTI SPREAD)

LE PAROLE DEL MANAGER DEL LEONE

Entro l’estate, come ha annunciato il ceo di Generali Deutschland e country manager per la Germania, Giovanni Liverani, all’Handelsblatt, la compagnia dovrebbe cedere il business vita tradizionale tedesco dopo aver ricevuto due offerte vincolanti per rilevare il portafoglio vita tedesco in capo alla controllata Generali Leben. Secondo le ultime indiscrezioni, le proposte sono arrivate da Athene Holding (controllata dal fondo Apollo Global Management) e da Viridium (gruppo assicurativo tedesco posseduto dal fondo Cinven). “Potremmo decidere di cedere la maggioranza mantenendo però una piccola quota a garanzia della gestione dei contratti per i clienti e per le reti di vendita”, ha poi aggiunto Liverani.

LE RASSICURAZIONI DI GENERALI

Parole e dichiarazioni lette con allarme in Germania. Eppure secondo Generali, nel maggio del 2015 il Leone, con la nomina di Giovanni Liverani quale Ceo di Generali Deutschland, la nuova strategia del gruppo ha visto un forte riposizionamento sul mercato tedesco che con circa 16 miliardi di premi è il primo mercato estero di Generali e che vede il gruppo triestino come secondo player più grande nel Paese dopo Allianz.

LA STRATEGIA IN GERMANIA

La prima fase della strategia ha visto una forte riorganizzazione della governance: con la fusione di quella che era la Holding (Generali Deutschland Holding, fino al 2014 quotata a Francoforte) con la società operativa Generali Versicherungen; un streamlining della governance e una maggiore integrazione delle altre società del Gruppo quali Aachenmuenchener (leader di mercato nelle Unit Linked), Cosmosdirekt (leader nel canale diretto), Central (malattia) e Dialog (brokers).

(CHE COSA CHIEDONO LE COMPAGNIE ASSICURATIVE COME SCUDO ANTI SPREAD)

COSA SUCCEDE A BERLINO E DINTORNI PER IL LEONE

Nel corso degli ultimi tre anni c’è stato anche un focus sull’innovazione che ha visto Generali lanciare da battistrada molti prodotti “smart insurance” sul mercato tedesco quali Generali Vitality, la telematica con la controllata MyDrive, la domotica con Nest (società di Google) e nuovi prodotti di tutela legale legati al cyber crime che stanno riscuotendo gran successo. I risultati dei primi anni di turnaround sono già visibili, secondo il gruppo di Trieste: operating result in forte crescita, aumento del dividendo alla Capogruppo, redditività danni in crescita e costi ricorrenti in calo di oltre 120 milioni.

FOCUS SUI RAMI

Quanto alle linee di business, nel Danni Generali Deutschland ha ulteriormente migliorato la redditività (Combined Ratio) che è una delle migliori del mercato. Nel Vita invece il gruppo è presente sul mercato tedesco con quattro diverse compagnie di assicurazione sulla vita, tre delle quali hanno una posizione di leadership nel mercato, in particolare nei segmenti di prodotti senza o con basse garanzie. Si tratta di Aachenmuenchener (Unit Linked e Riester); Cosmos (protection); Dialog (rischi biometrici).

LA QUARTA COMPAGNIA

La quarta compagnia è Generali Leben che ha un portafoglio che è in linea con l’offerta vita più tradizionale tedesca (polizze con garanzie elevate) e pesa circa per solo circa il 30% di tutto il business vita del gruppo in Germania. Dato il contesto dei bassi tassi di interesse nel mercato, questo non è più sostenibile a lungo termine per i player del mercato, indipendentemente dalle sue dimensioni, secondo il Leone. Già nel 2015, il colosso assicurativo ha focalizzato Generali Leben nella produzione di nuovi business, dai prodotti con garanzie tradizionali ai prodotti ibridi.

Ora il Leone avrebbe diverse opzioni da valutare: gestirlo internamente o esternamente, collaborando anche con una società specializzata esterna.

TENSIONI SU DONNET?

Dunque una lettura, quella del gruppo, non troppo allineata con i desiderata di Caltagirone e Del Vecchio.

(CHE COSA CHIEDONO LE COMPAGNIE ASSICURATIVE COME SCUDO ANTI SPREAD)

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