Skip to content

Aggiungi Startmag.it

alle tue fonti preferite su Google

Assicurazioni, cosa cambia con il nuovo contratto

Assicurazioni: firmata l’ipotesi di accordo tra Ania e sindacati, previsti aumenti salariali dell’11,5% in tre tranche, una tantum da mille euro e nuove tutele su intelligenza artificiale e welfare. Fatti, numeri e commenti

Più salario, nuove tutele su intelligenza artificiale, welfare rafforzato e un tentativo respinto di modificare l’impianto degli inquadramenti e delle classi di anzianità. Dopo una lunga trattativa, nella notte tra il 12 e il 13 maggio sindacati e Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) hanno firmato l’ipotesi di rinnovo del contratto collettivo nazionale del settore assicurativo, un comparto che negli ultimi anni ha continuato a crescere sia sul fronte della raccolta premi sia sul piano occupazionale. L’intesa riguarda circa 50mila dipendenti del settore e prevede un aumento retributivo di 280 euro medi mensili per il quarto livello, settima classe (il profilo medio di riferimento del contratto), pari a un incremento dell’11,5%, oltre a una tantum da mille euro, di cui 550 euro cash e 450 euro in welfare.

Il nuovo contratto avrà validità fino al 31 maggio 2028. Gli aumenti scatteranno in tre tranche: 100 euro dal 1° gennaio 2026, altri 100 euro dal 1° gennaio 2027 e 80 euro dal 1° gennaio 2028. La prima tranche sarà erogata con gli arretrati nel luglio 2026.

L’ACCORDO TRA AUMENTI E NUOVE TUTELE

L’intesa arriva al termine di una trattativa definita “serrata” dalle organizzazioni sindacali e caratterizzata, soprattutto nella prima fase, da forti distanze tra le richieste delle parti. Alla fine, però, sia i sindacati sia l’associazione delle imprese assicurative hanno rivendicato il risultato.

Per Giovanni Liverani (nella foto), presidente dell’Ania, il nuovo contratto rappresenta “un grande risultato di collaborazione del settore con le parti sociali”, ottenuto “in un contesto macroeconomico complesso e di grande incertezza”. Liverani ha parlato di un accordo che garantisce “un significativo miglioramento nella parte economica e normativa” e che fornisce “certezza di pianificazione alle imprese dell’intero settore”. Secondo il presidente dell’Ania, il comparto assicurativo “si conferma strumento potentissimo di protezione e previdenza per le famiglie e le imprese italiane e vede nei suoi collaboratori uno dei principali punti di forza”.

Anche i sindacati hanno espresso soddisfazione, pur con accenti differenti. Antonio Zanelli, segretario nazionale di First Cisl, ha sottolineato che “con l’incremento economico della retribuzione siamo andati ben oltre l’obiettivo prioritario della tutela del potere d’acquisto”, rivendicando inoltre il fatto di aver respinto “le richieste datoriali peggiorative su istituti come classi di anzianità e gli inquadramenti”.

Per la Fisac Cgil, invece, il punto centrale dell’intesa è stato quello di evitare una “destrutturazione” del contratto nazionale. Il segretario nazionale Giacomo Sturniolo ha spiegato che il rinnovo ha consentito di “difendere il salario delle lavoratrici e dei lavoratori ma soprattutto il contratto nazionale contro i tentativi della controparte di scaricare sui giovani condizioni peggiorative”.

La Uilca, dal canto suo, ha definito il nuovo contratto “un risultato di grande valore, politico e sindacale, capace di coniugare innovazione, diritti e crescita salariale”. Secondo il segretario nazionale Emanuele Bartolucci, l’intesa rappresenta “un segnale di stabilità, responsabilità e visione per il futuro”.

IL NODO DEI GIOVANI E DELLE CLASSI DI ANZIANITÀ

Uno dei punti più delicati della trattativa ha riguardato le classi di anzianità e il trattamento dei neoassunti. Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, Ania aveva proposto una nuova tabella con sole otto classi di anzianità per i nuovi ingressi e un passaggio più lento tra le classi.

Una modifica che, secondo i sindacati, avrebbe penalizzato soprattutto le giovani generazioni e creato un doppio binario all’interno del comparto. Alla fine quella proposta è stata ritirata.

La Fisac Cgil ha parlato esplicitamente di difesa dell’“equità intergenerazionale”, mentre First Cisl ha rivendicato di aver respinto “con successo” le richieste considerate peggiorative.

Più limitato, invece, l’intervento sugli inquadramenti professionali. L’unica modifica riguarda una maggiore flessibilità temporanea tra quarto e quinto livello. Le ulteriori richieste avanzate dalle imprese sono state respinte.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE, WELFARE E DIRITTO ALLA DISCONNESSIONE

Tra gli elementi più innovativi del nuovo contratto c’è il protocollo sull’intelligenza artificiale. Le parti hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta che stabilisce come l’utilizzo dell’IA debba avvenire esclusivamente “a supporto” del lavoro umano.

Il contratto introduce inoltre comitati paritetici aziendali dedicati proprio alla gestione dei processi di trasformazione tecnologica.

Per Zanelli di First Cisl, la dichiarazione condivisa “chiarisce che l’intelligenza artificiale deve essere esclusivamente a supporto delle lavoratrici e dei lavoratori”. Anche la Uilca ha posto l’accento sui temi della trasparenza, della formazione e della tutela occupazionale nei processi di digitalizzazione.

Il rinnovo rafforza poi una serie di tutele normative. Sono previsti interventi su salute, fragilità, inclusione, pari opportunità, conciliazione vita-lavoro e diritto alla disconnessione. Sul fronte della genitorialità arrivano permessi aggiuntivi per i padri, mentre viene ampliata la tutela sulle disabilità e sul comporto di malattia.

In materia di orario di lavoro, il contratto riconosce ulteriori sei ore di permesso rispetto alle otto già esistenti.

Particolare attenzione è stata dedicata anche all’organizzazione produttiva, ai contact center e ai produttori assicurativi. Per questi ultimi è previsto un incremento economico aggiuntivo del 7% sul primo livello e del 3% sul secondo, oltre a misure dedicate alle situazioni di fragilità.

Nel testo compare anche un impegno sul fronte degli appalti assicurativi, con l’obiettivo dichiarato di contrastare fenomeni di dumping contrattuale.

IL PESO DI UN SETTORE CHE CONTINUA A CRESCERE

Il rinnovo del contratto arriva in una fase positiva per il settore assicurativo italiano. Secondo i dati Ania, nel 2025 la raccolta premi complessiva ha raggiunto quota 181,9 miliardi di euro, in crescita del 7,8% rispetto all’anno precedente.

Il ramo Vita è salito dell’8,3%, arrivando a 130,8 miliardi, mentre il comparto Danni è cresciuto del 6,5% a quota 51 miliardi. L’incidenza complessiva dei premi sul Pil è salita al 7,2%.

A trainare il mercato sono stati soprattutto i prodotti legati alla protezione e alla previdenza integrativa. Le polizze Unit Linked sono cresciute del 19%, mentre i fondi pensione hanno registrato un balzo del 48,1%. In forte aumento anche il comparto salute (+11,6%) e le coperture legate ai rischi catastrofali.

Secondo Liverani, la crescita della raccolta premi riflette “un livello sempre maggiore di protezione delle famiglie e delle imprese italiane verso i rischi di varia natura”. Il presidente dell’Ania ha ricordato che nel solo comparto Danni le compagnie hanno pagato quasi 40 miliardi di euro di risarcimenti, gestendo oltre 18 milioni di casi.

Il settore mostra anche solidità patrimoniale. L’indice medio di solvibilità si colloca intorno al 259%, oltre il doppio dei requisiti minimi richiesti.

Anche l’occupazione è tornata a crescere. Nel 2024 i dipendenti del settore assicurativo hanno raggiunto quota 46.918, in aumento dello 0,5% rispetto all’anno precedente e sui livelli più alti dell’ultimo decennio.

Le donne rappresentano ormai oltre il 48,5% della forza lavoro complessiva, mentre più della metà degli occupati possiede una laurea o un dottorato.

LA PARTITA DELLA TRASFORMAZIONE TECNOLOGICA

Dietro il rinnovo del contratto si intravede anche la trasformazione profonda che sta attraversando il comparto assicurativo.

Crescono le coperture cyber, aumentano le polizze sanitarie integrative e si rafforza il business legato ai rischi climatici e catastrofali.

La stessa Ania sottolinea come l’Italia resti ancora sottoassicurata rispetto alle principali economie europee, soprattutto sul fronte delle calamità naturali e della protezione cyber.

Ora l’ipotesi di accordo dovrà passare al vaglio delle assemblee dei lavoratori previste nelle prossime settimane.

Torna su