Economia

Alitalia, Ilva, Gorno Tempini e Bassanini. Tutte le novità nella Cdp di Palermo

di

Cdp Ilva

Che cosa succede e che cosa non succede nella Cassa depositi e prestiti (Cdp) fra arrivi, uscite e dossier come Ilva e Alitalia. Fatti, nomi e indiscrezioni

 

Novità in vista per Cassa depositi e prestiti, controllata dal Tesoro e partecipata dalle fondazioni bancarie.

Dopo l’uscita del presidente Massimo Tononi e l’arrivo di Giovanni Gorno Tempini, già amministratore della Cassa dal 2010 al 2015, si profila un altro innesto di peso nel board di Cdp.

Venerdì prossimo, nel corso dell’assemblea degli azionisti, sarà con tutta probabilità cooptato come consigliere di amministrazione (al posto del membro che fu indicato dalla Lega, Valentino Grant, poi eletto al Parlamento europeo), Franco Bassanini, già presidente della Cassa quando capo del gruppo era Gorno Tempini.

Innesti, quelli di Gorno Tempini (su indicazione delle fondazioni) e Bassanini (indicato dal Tesoro) – è la speranza degli osservatori e non solo della maggioranza di governo – che appianeranno le tensioni al vertice che si sono state tra Tononi e l’attuale numero uno di Cdp, Fabrizio Palermo.

Da un lato tra i due c’era una scarsa sintonia, dall’altro Tononi era poco propenso a curare i rapporti politici e istituzionali.

Le prime mosse del nuovo presidente Gorno Tempini, ex banchiere di Jp Morgan e Intesa Sanpaolo, sono state emblematiche. Ha subito lodato Palermo e il piano della Cassa (“Ho trovato la Cdp in grande forma, con un piano industriale ben fatto che il capo azienda sta portando avanti con determinazione; sono convinto che si proseguirà con coesione e armonia”) e poi con l’amministratore delegato è andato dal presidente della Camera, Roberto Fico (M5s).

Con Gorno Tempini, nell’esecutivo e nella maggioranza di governo si pensa che si potranno sbloccare presto le nomine da tempo congelate in alcune controllate del gruppo Cdp grazie a un rapporto più disteso con il ministero dell’Economia.

Tononi, ad esempio, era fermo (a differenza di Palermo) sulla conferma di Alessandro Decio come numero uno di Sace.

A trovare la quadra sui diversi dossier contribuirà anche l’esperienza di Bassanini, già ministro ed ex presidente di Cdp, che sarà consigliere di amministrazione della Cassa al posto di Grant (espressione della Lega).

Ad esempio sul dossier rete fra Tim, Flash Fiber (di Tim e Fastweb) e Open Fiber Bassanini dirà la sua vista, visto anche che è presidente di Open Fiber (la società che fu costituita da Cdp ed Enel per la realizzazione della fibra ottica quando Tim nicchiava sulla banda ultra larga)

In questi mesi Bassanini ha comunque osservato l’azione della Cassa, dialogando via social anche con alcuni esponenti della Cdp (qui le diversità di opinioni sul dossier Alitalia rispetto alle “aperture” del vicepresidente di Cdp, Luigi Paganetto, vicino all’ex ministro Tria, che tanto fecero discutere).

Tra l’altro anche in questi giorni ritornano nelle cronache giornalistiche le ipotesi di interventi di Cdp su Alitalia e su Ilva.

Su Alitalia – nonostante spinte anche di advisor delle Ferrovie per un coinvolgimento diretto o indiretto (tramite il fondo QuattroR) della Cassa – Palermo non ha mosso un dito rispettando lo statuto della Cassa che vieta alla società di intervenire nel capitale di società in disequilibrio economico.

Così come su Ilva non c’è alcun interessamento – al momento – di Cdp (che partecipò alla gara nella cordata Acciaitalia con Jindal poi sconfitta da Arcelor Mittal).

D’altronde c’è stata una gara, ha vinto Mittal che ha preso impegni. Troppo comodo sfilarsi o rinviare a un ipotetico ingresso di Cdp, si bisbiglia in ambienti della maggioranza giallo-rossa.

Eppure, secondo Palermo, “l’acciaio è strategico per un Paese manufatturiero come l’Italia”.

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