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Alibaba punta tutto sull’IA anche a scapito (per ora) degli utili

Nonostante il crollo degli utili e la prima perdita operativa dal 2021, Alibaba balza in Borsa grazie all’ottimismo sugli investimenti nell’IA, su cui continuerà a investire anche più del previsto. Tuttavia, il colosso continua a sottoperformare rispetto ai competitor Zhipu e MiniMax, concentrati solo sull'IA. Fatti, numeri e commenti

 

Alibaba accelera sull’intelligenza artificiale e prepara un nuovo ciclo di investimenti miliardari mentre gli utili si riducono drasticamente sotto il peso della competizione nell’e-commerce e della corsa globale alla capacità di calcolo. Il gruppo cinese guidato da Eddie Wu punta a trasformare cloud, modelli linguistici e servizi di intelligenza artificiale nel principale motore di crescita dei prossimi anni, in una fase in cui gli investitori premiano soprattutto le società specializzate nell’IA pura e guardano con crescente attenzione alla sostenibilità dei margini del colosso di Hangzhou.

UTILI IN FORTE CALO E PRIMA PERDITA OPERATIVA DAL 2021

Nel quarto trimestre fiscale concluso a marzo, Alibaba ha registrato un utile netto rettificato di 86 milioni di yuan, pari a circa 12 milioni di dollari, contro i 29,85 miliardi di yuan dello stesso periodo dell’anno precedente. L’Ebita rettificato è sceso dell’84% a 5,1 miliardi di yuan, mentre il gruppo – osserva Quartz – ha riportato la prima perdita operativa dal 2021, con un risultato negativo di 848 milioni di yuan, pari a circa 123 milioni di dollari.

I ricavi complessivi, precisa Reuters, sono aumentati del 3% a 243,38 miliardi di yuan, ma sono rimasti inferiori alle attese del mercato, che prevedeva 247,22 miliardi. Escludendo le attività cedute Sun Art e Intime, la crescita dei ricavi è stata dell’11%.

Secondo i principi contabili statunitensi, l’utile netto è invece raddoppiato a 25,48 miliardi di yuan grazie ai guadagni di valutazione sugli investimenti azionari e al confronto favorevole con il periodo precedente, caratterizzato dalle perdite legate alla cessione di Sun Art e Intime.

Anche il free cash flow ha evidenziato la pressione degli investimenti, con il gruppo che è passato da un afflusso di 3,74 miliardi di yuan a un deflusso di 17,3 miliardi.

LA REAZIONE DELLA BORSA

Dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali, le azioni Alibaba hanno inizialmente perso fino al 4% nel premercato statunitense, per poi invertire la rotta e chiudere la seduta con un rialzo del 7,5% a Wall Street e di circa l’8% a Hong Kong, sostenute dall’ottimismo del management sugli investimenti nell’intelligenza artificiale.

LA SCOMMESSA SULL’IA

Alibaba, come riporta Bloomberg, ha annunciato che supererà il piano di investimenti da 380 miliardi di yuan, circa 56 miliardi di dollari, previsto su tre anni per intelligenza artificiale e cloud computing. Wu ha infatti spiegato che la domanda di IA richiederà nei prossimi cinque anni investimenti “molto, molto” superiori agli obiettivi precedenti.

Il Ceo ha anche precisato che Alibaba continuerà a privilegiare la crescita rispetto ai margini: “Puntiamo a mantenere una crescita superiore alla media del mercato per conquistare una quota maggiore e consolidare la nostra posizione di leadership assoluta. Questi sono gli obiettivi principali, mentre i margini restano secondari”.

La società prevede che i ricavi ricorrenti annualizzati derivanti dai modelli IA e dai servizi applicativi supereranno i 10 miliardi di yuan nel trimestre di giugno e raggiungeranno i 30 miliardi entro la fine dell’anno. Wu ha inoltre ribadito l’obiettivo di portare i ricavi combinati di cloud e IA a 100 miliardi di dollari annui entro cinque anni.

IL CLOUD DIVENTA IL PRINCIPALE MOTORE DI CRESCITA

La divisione Cloud Intelligence Group si è confermata il comparto più dinamico del gruppo. I ricavi del segmento, scrive Cnbc, sono aumentati del 38% a 41,63 miliardi di yuan, accelerando rispetto al trimestre precedente, mentre l’Ebita rettificato è salito del 57%.

I prodotti legati all’intelligenza artificiale hanno generato 8,97 miliardi di yuan di ricavi e rappresentano ora il 30% dei ricavi esterni della divisione cloud. Alibaba, come dichiarato dal direttore finanziario Toby Xu, ha registrato una crescita a tre cifre dei ricavi AI per l’undicesimo trimestre consecutivo.

Inoltre, ricorda Bloomberg, il colosso cinese ha collegato l’applicazione IA Qwen ai marketplace Taobao e Tmall, consentendo agli utenti di effettuare acquisti dialogando direttamente con un agente virtuale, ha lanciato strumenti agentici per le imprese, tra cui WuKong, e aumentato i prezzi di alcuni servizi cloud e prodotti IA fino al 34%.

Wu ha poi sostenuto che Alibaba dispone di un vantaggio competitivo grazie allo sviluppo interno di chip per l’IA: “Essendo l’unico provider cloud IA in Cina capace di offrire su larga scala chip IA sviluppati internamente, abbiamo ottenuto autonomia nella catena di approvvigionamento della capacità di calcolo”.

Il gruppo starebbe inoltre valutando la quotazione della divisione semiconduttori T-Head per sfruttare l’interesse degli investitori verso le alternative cinesi a Nvidia, dopo aver acquisito China Unicom come cliente esterno.

COSA PENSANO GLI INVESTITORI

Nonostante il rialzo del titolo dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali, Alibaba continua a sottoperformare rispetto alle società cinesi maggiormente esposte all’intelligenza artificiale. Dall’inizio dell’anno, scrive il Financial Times, le azioni del gruppo hanno perso il 6,7%, mentre Tencent ha ceduto il 23,7%. Nello stesso periodo l’indice cinese dedicato all’intelligenza artificiale è salito di oltre il 28%, mentre l’indice Hang Seng Tech ha perso più dell’8%.

Gli investitori stanno privilegiando società focalizzate esclusivamente sull’IA come Zhipu e MiniMax, le cui azioni sono aumentate rispettivamente del 622% e del 318% dopo le quotazioni di inizio anno: “Il mercato sta facendo una netta distinzione tra il Big Tech cinese e le aziende dei chip e dei modelli IA”, ha osservato Wee Khoon Chong, strategist di BNY.

Secondo Joanna Yang, portfolio manager di Ninety One, il mercato teme che i modelli linguistici sviluppati da Alibaba e Tencent abbiano perso terreno rispetto ai concorrenti più piccoli: “Gli investitori vedono Tencent come un ritardatario nello sviluppo dell’intelligenza artificiale”.

Infine, Alibaba e Tencent devono inoltre affrontare la crescente concorrenza di operatori come Moonshot e MiniMax, mentre gli Stati Uniti continuano a limitare l’accesso delle aziende cinesi alle tecnologie strategiche e hanno inserito diverse società del settore, tra cui SMIC, nelle blacklist statunitensi.

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