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Microtecnica

Microtecnica, Safran e Collins Aerospace fra Stato, mercato e supercazzole

Fini, effetti e scenari sulla vicenda dell'italiana Microtecnica controllata dall'americana Collins Aerospace che è stata difesa dal governo Meloni dall'acquisizione da parte della francese Safran. Considerazioni a margine. La lettera di Francis Walsingham

Caro direttore,

devo farti i miei complimenti, una volta tanto, ma devo anche farti delle scuse.

I complimenti, innanzitutto: Startmag è stato uno dei pochi giornali italiani a prestare attenzione – sia con la cronaca, sia con l’approfondimento da finesettimana: mi riferisco alla bella intervista all’avvocato Luca Picotti – alla vicenda Microtecnica-Safran. Bravo.

Devo invece porti le mie scuse, e spero saprai perdonarmi, perché nella mia ultima lettera avevo ripreso un articolo di Formiche che mi sono accorto non essere più online: se clicco sul link, adesso mi ritrovo davanti alla scritta Oops! That page can’t be found. Il pezzo non si trova più, è stato rimosso. Peccato, perché conteneva una riflessione interessante: è strano e “raro”, scriveva Formiche, che il governo italiano intervenga per bloccare un’operazione di acquisizione che coinvolge tutti paesi alleati e membri della Nato. L’ex-Microtecnica ha infatti sede in Italia, ma è controllata da un gruppo statunitense (Collins Aerospace) che voleva cederla a una società francese (Safran).

La riflessione di Formiche era interessante perché fondata su un ragionamento corretto (la Francia non è mica la Cina, eppure siamo andati lo stesso di golden power). Ma era interessante anche perché proveniva da una rivista fondata ed edita da Paolo Messa, responsabile delle relazioni geo-strategiche con gli Stati Uniti di Leonardo; una rivista giustamente considerata vicina agli Stati Uniti d’America e alla Nato.

Mi scuso, allora: nella mia lettera ho fatto citazioni e commentato passi di un articolo che non c’è più, e che né tu (o sei riuscito a leggerlo con qualche manovra tecnologica?) né i lettori potrete recuperare. Peccato.

Comunque, andiamo avanti.

Caro direttore, quando prima ho scritto che Startmag è stato uno dei pochi giornali a dare spazio al caso Microtecnica-Safran, ho incluso nella lista dei virtuosi anche AirPress, la rivista specializzata in aerospazio e difesa legata a Formiche di Paolo Messa. Di recente ho ricevuto l’ultimo numero di AirPress, quello di novembre, che si apre con un ottimo editoriale di Flavia Giacobbe, direttrice responsabile anche della rivista Formiche.

Nell’ottimo editoriale si fa riferimento alle pressioni tedesche sull’Italia contro l’operazione Microtecnica-Safran e si scrive a questo proposito che “Roma e Berlino si rafforzano in parte riducendo le ambizioni francesi”. Ma “al di là del merito della vicenda”, prosegue AirPress, elevando giustamente il ragionamento dal vile particolare al ben più nobile generale, “non vi è dubbio che si tratta di una discussione che vale più di mille convegni o proclami sulla difesa europea”. Giusto, benissimo: contano le azioni, non le parole.

Mi fa molto piacere che una rivista prestigiosa come AirPress, che finisce sui tavoli delle istituzioni italiane e in particolare su quelli del ministero della Difesa, difenda a priori – “al di là del merito” – la bontà di una scelta che avvicina l’industria italiana della difesa a quella tedesca. Ottimo, benissimo.

Però, devo confessarti, che in chiusura dell’editoriale un po’ mi sono perso: sarò davvero diventato vecchio, caro direttore? Perché AirPress scrive, sempre riferendosi all’intervento governativo su Microtecnica, che “per la prima volta vediamo determinarsi scelte di mercato ‘vere’. E corrispondono, senza tanti infingimenti, a scelte politiche. Comunque vada e la si giudichi, è una novità positiva”.

“Scelte di mercato ‘vere'”: e che significa? E poi, in che modo delle “scelte di mercato ‘vere'” possono corrispondere a “scelte politiche”? Forse la memoria mi sta abbandonando, ma dai miei studi di filosofia politica e geopolitica economica proprio non ricordo concetti e teorie che possano aiutarmi a comprendere questi collegamenti.

Ma forse non devo preoccuparmi, caro direttore, perché anche l’editoriale taglia corto: “comunque vada” la vicenda Microtecnica-Safran e comunque la si giudichi, “è una novità positiva”. Non vorrei ripetermi, ma: che significa? Significa che è positivo bloccare con il golden power un’operazione tra soggetti alleati? Eppure Formiche diceva che era una scelta strana e rara…

Oppure significa che è positivo che l’Italia metta un muro con la Francia per privilegiare la cooperazione militare-industriale con la Germania?

Mi sto scervellando troppo, e forse inutilmente, caro direttore. L’editoriale di AirPress è stato chiarissimo: la notizia di Microtecnica e Safran, al di là del merito e al di là dei giudizi, è una scelta di mercato vera che corrisponde a una scelta politica ed è per questo una novità positiva.

Chiaro, no?

Cordiali saluti,

Francis Walsingham

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