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telemarketing selvaggio

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Sì, lo scudo anti telemarketing selvaggio è stato già infranto

La protezione dell'Agcom contro il telemarketing selvaggio pare bucata: nell'ultimo periodo gli smartphone hanno ripreso a squillare a tutte le ore a causa di chiamate dall'Est e dal Nord Europa. Messi spalle al muro dagli accorgimenti che bloccano i numeri italiani fasulli i gestori dei call center esteri utilizzano ora direttamente quelli reali, che paradossalmente non vengono fermati. E così si viene nuovamente disturbati

Nell’ultimo periodo molti tra voi avranno avuto modo di notare che sono riprese le telefonate moleste, quel telemarketing selvaggio e sregolato che, pescando da database di dubbia provenienza nei quali presto o tardi tutte le nostre utenze (compresi i numeri che non diamo mai a nessuno) sembrano destinate a finire, rincorre gli utenti con offerte ancora più dubbie che in alcuni casi si sono rivelate vere e proprie truffe telefoniche.

E LE CONTROMOSSE DELL’AGCOM?

Per un breve periodo, invece, i nostri telefoni erano rimasti in silenzio. Per capire cosa sia successo, bisogna però riavvolgere il nastro.

Lo scorso 19 novembre erano entrati in vigore gli ultimi accorgimenti tecnici messi in campo dall’Agcom, l’Autorità a garanzia delle comunicazioni, contro il telemarketing selvaggio. L’authority si era mossa in particolare contro quel fenomeno noto come spoofing per il quale le chiamate provenienti dall’estero utilizzano una fittizia numerazione mobile italiana.

Queste chiamate, subendo una verifica tecnica immediata per capire se quel numero esista veramente, a chi sia assegnato e dove sia geograficamente collocato nel giro di pochi secondi vengono bloccate mentre provano a mettersi in contatto con le (vere) utenze italiane. “In totale, i quattro principali gestori hanno bloccato, nel periodo 19-21 novembre, una media orientativamente di 7,46 mln di chiamate al giorno”, esultavano dall’Agcom a stretto giro. Forse con troppo ottimismo e con eccessiva fretta di dare per vinta la partita.

IL SISTEMA FUNZIONA, MA…

Non è però tardata la contromossa di chi ha imbastito all’estero legioni di call center col solo scopo di perseguitare l’utenza italiana: usare – e arriviamo all’oggi – direttamente i numeri esteri, che non essendo schermati con numeri italiani passano le maglie dei controlli. Le associazioni dei consumatori avevano messo in guardia l’Agcom che ciò sarebbe accaduto. Il fenomeno del resto produce sia un immenso guadagno sia – sul fronte opposto – un enorme danno economico: accanto al settore “in luce”, ovvero legale, che genera un giro d’affari da 3 miliardi di euro annui in Italia, con 2.035 call center attivi e quasi 80.000 addetti, esiste un sottobosco particolarmente intricato che è arrivato a costituire la maggior parte delle chiamate ricevute quotidianamente o settimanalmente dall’utenza. E che ovviamente getta discredito soprattutto su chi opera seguendo le regole.

Anche perché come si anticipava chi opera fuori dalle regole molto spesso propone all’utenza offerte inesistenti. Solo nel settore “luce e gas” le associazioni a tutela del contribuente stimano che le telefonate commerciali truffaldine e i contratti piazzati agli utenti attraverso pratiche aggressive portino le vittime a spendere mediamente tra il +10% e il +20% sulle bollette rispetto alle normali tariffe di mercato, con un danno complessivo stimato in circa 2 miliardi di euro annui.

IL PARADOSSO ATTUALE

Spalle al muro, chi gestisce i call center fuori dai confini nazionali nell’ultimo periodo ha insomma deciso di gettare la maschera: niente più spoofing che mascherava il numero straniero dandogli parvenza di uno italiano (nel dubbio, si sa, si risponde, perché potrebbe essere una chiamata di lavoro o il corriere che ci cerca non avendo trovato nessuno cui recapitare il nostro pacco) e uso diretto di quello reale, che viene perciò riconosciuto dai nostri smartphone che ci inoltrano chiamate avvertendo che si tratta di numeri dell’Est o del Nord Europa. Magari non si risponde, ma intanto si viene disturbati.

Il danno alla nostra quiete insomma è tornato proprio perché mentre le chiamate moleste estere camuffate da italiane vengono bloccate, quelle sempre moleste ma che autodenunciano la propria provenienza invece sono lasciate libere di oltrepassare tutte le misure di sicurezza faticosamente approntate fin qui e sono lasciate libere di imperversare, facendoci nuovamente squillare i telefoni a ogni ora del giorno e della notte.

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