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Ecco il vero fallimento di Ftx spiegato dal nuovo Ceo

Mercati

John Ray, specialista di bancarotte e nuovo amministratore di Ftx, ha descritto la situazione “senza precedenti” della piattaforma di criptovalute: dirigenti inesperti, scarsa supervisione, case comprate con i fondi aziendali. Tutti i dettagli

“Nella mia carriera non ho mai visto un così totale fallimento dei controlli aziendali e una così totale assenza di informazioni finanziarie attendibili come in questo caso”. Sono parole di John Ray, nominato amministratore delegato di FTX dopo che, una settimana fa, la grande piattaforma di scambio criptovalute ha dichiarato bancarotta.

“SITUAZIONE SENZA PRECEDENTI”, DICE UN ESPERTO DI BANCAROTTE

Ray è uno specialista di bancarotte, avendo dedicato quarant’anni di carriera proprio alla loro gestione: è noto nel settore soprattutto per aver gestito il fallimento della grossa società energetica statunitense Enron, nel 2001. Eppure dice di non aver mai visto una situazione grave come quella di FTX.

In un documento del tribunale di Delaware, dove si sta svolgendo la causa sulla bancarotta, Ray parla di una “situazione senza precedenti”. Le cose che non andavano in FTX erano tante, a suo dire: “dalla compromissione dell’integrità dei sistemi e dalla difettosa supervisione normativa all’estero, alla concentrazione del controllo nelle mani di un gruppo molto ristretto di individui inesperti, ingenui e potenzialmente compromessi”.

L’IMPATTO DEL FALLIMENTO DI FTX

Il fallimento di FTX – molto popolare negli Stati Uniti (conta qui circa un milione di utenti) e promossa da celebrità come l’attore Larry David e l’ex-cestista Shaquille O’Neal – ha stravolto il mercato delle criptovalute. Binance, piattaforma rivale di FTX e sua ex-investitrice, ha anticipato il lancio di un piano di aiuti per il settore.

Si stima che FTX abbia oltre un milione di creditori. Secondo Ray, una “parte sostanziale” dei suoi asset potrebbe essere “scomparsa o rubata”.

VERSIONI CONTRASTANTI

Il fondatore di FTX, dimessosi dalla carica di amministratore dopo il fallimento, Sam Bankman-Fried, sostiene invece che la società sia ancora solvibile, cioè in grado di restituire i debiti. Bankman-Fried si trova alle Bahamas, dove FTX ha sede, e le autorità americane ne stanno valutando l’estradizione negli Stati Uniti.

Ray, al contrario, ha detto di avere “preoccupazioni notevoli” sulle condizioni finanziarie di FTX. Ha spiegato che i pagamenti della società erano autorizzati “attraverso una piattaforma di ‘chat’ online in cui un gruppo eterogeneo di supervisori approvava gli esborsi rispondendo con emoji personalizzate”.

CASE ACQUISTATE CON FONDI AZIENDALI

“Alle Bahamas”, ha aggiunto, “mi risulta che i fondi aziendali del gruppo FTX siano stati utilizzati per acquistare case e altri beni personali per dipendenti e consulenti. Mi risulta che per alcune di queste transazioni non sembra esistere una documentazione”.

I DOCUMENTI DEL FINANCIAL TIMES

Stando ad alcuni documenti ottenuti dal Financial Times, il giorno prima del collasso FTX possedeva asset liquidi (cioè facilmente vendibili) per 1 miliardo di dollari e passività per 9 miliardi. La squadra di Ray ha rinvenuto all’incirca 740 milioni di dollari in criptovalute detenute da FTX e da altre società affiliate.

COS’È SUCCESSO A FTX, IN BREVE

Il collasso di FTX è avvenuto dopo che Bankman-Fried ha utilizzato 10 miliardi di dollari provenienti dai fondi dei clienti delle piattaforma per sostenere il suo fondo Alameda Research, che aveva subito perdite per via del del calo di valore delle criptovalute.

FTX, di conseguenza, è rimasta senza risorse sufficienti a coprire l’ondata di prelievi innescata dal ribasso degli FTT, la criptovaluta della piattaforma.

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