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Mario Draghi darà lo sprint anche al turismo?

Il blog “Economia del gusto” di Gianandrea Abbascià

 

Ieri sera il Presidente del Consiglio incaricato ha sciolto la riserva e ha formato la squadra di Governo, il nuovo Esecutivo che guiderà il nostro Paese.

In questi ultimi giorni si è letto molto circa le ipotesi di programma che il nuovo Esecutivo dovrebbe/potrebbe adottare.

Sembrerebbe, e se confermato sarebbe la vera svolta, che nel programma/agenda del Governo Draghi ci sarebbe, tra le diverse voci e punti di attenzione, proprio quella del turismo, con investimenti volti sia di riattivare i cantieri, sia di innescare una serie di opere destinate soprattutto al turismo, che da molto tempo chiede infrastrutture necessarie per le loro attività.

Spesso, per tramite di questo spazio, con questa rubrica, ormai sin dall’estate del 2018, ho provato a riflettere su ciò che il turismo realmente rappresenta, andando oltre lo stretto concetto di svago e vacanza. Cosa ruota intorno al turismo? E non solo: quali sono gli ingranaggi che compongono il turismo e che consentono quindi di far sì che funzioni e che produca effetti positivi? Ne fanno parte certamente asset tangibili, grandi opere e infrastrutture, che si traducono in posti di lavoro, indi produzione di reddito.

Predisporre un piano di sviluppo che sia virtuoso ma al contempo sostenibile, che inneschi un produttivo processo a catena strutturato e strutturale; questo è quello che serve in questo momento e ciò che farà la differenza saranno i progetti finanziati e attivati con il Recovery Fund e non solo.

La vera differenza la faranno quei progetti che renderanno produttivi i finanziamenti utilizzati e che sapranno generano ricchezza e ritorno di investimento, utili non solo a poter crescere ulteriormente ma anche a far fronte al progressivo rientro del debito assunto.

Ma non solo. Dicevamo quindi che gli ingranaggi sono quindi certamente tangibili, e per citarne alcuni altri troviamo, ad esempio, la produzione agro-alimentare; ma in realtà troviamo un ingranaggio tanto intangibile quanto infinitamente sentito (e invidiato), il made in Italy. Nel turismo si innestano quindi una molteplicità di ingranaggi decisamente complessi, e che di fatto rendono unico il nostro Paese.

Provate a pensare cosa non è interessato dal settore, sostanzialmente niente. Il turismo è un asset strategico, è indubbio, e rappresenta davvero una “GigantoEconomia” per il nostro Paese.

In questa fase così critica, ma al contempo così ricca di opportunità di rilancio, credo che il Turismo debba trovare una strategica collocazione-allocazione; un ministero a sé stante sarebbe la vera e decisiva svolta o, probabilmente, l’apertura un “cantiere progettuale” con autonomia operativa a diretto riporto del Mise e/o Mef, un possibile spin off, magari proprio un Agent, che attivi un meccanismo proattivo per imbastire, strutturare e attivare mirati progetti che consentano non solo di avviare i motori ma di portarli al massimo dei giri.

Tutti i differenti attori del comparto fanno nobilmente il loro lavoro; associazioni di categoria, Enit, etc., ma credo che, in questo momento, consentire una concentrazione delle forze messe in campo, evitando che si possano disperdere energie, è ciò che serve!

Auguri di Buon lavoro nuovo prossimo Esecutivo, Buon weekend a Tutte e Tutti Voi e come sempre Viva l’Italia!

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