Mobilità

Mobilità asse per lo Sviluppo

di

treno idrogeno

Il blog “Economia del gusto” questa settimana parla di mobilità

Si apprende dalla stampa che, alcune settimane fa, è stata soppressa la fermata “Taranto”, per la tratta Milano-Taranto e viceversa, del Frecciarossa.

Non entro nel merito delle motivazioni, che certamente saranno, immagino, legittime; mi soffermo invece a ragionare più su ciò che questa decisione potrà avere in termini Economico-Turistici.

Il Sud ha una infinità di potenziali risorse, che di certo possono generare plus economico; il problema è che se non si lavora per “sfruttarle”, potenziali sono e potenziali rimarranno. Si evidenzia allora un crescente divario tra una parte del Paese e la restante parte, il sud per essere espliciti. Finanche la relazione annuale della Banca d’Italia, datata 31/05/2019, sottolinea questo divario.

Raggiungendo agevolmente Taranto, per rimanere in tema, e percorrendo la Puglia lungo la costa ionica verso sud, troviamo città di elevata caratura internazionale come Manduria (meta nota per il suo vino) Porto Cesareo, Gallipoli, Santa Maria di Leuca (per citare alcuni esempi), note lo splendido mare, per le loro straordinarie tradizioni, ottime produzioni agroalimentari, ma non solo.

Investire in infrastrutture, che possano agevolare trasporto e mobilità, è certamente un modo per poter creare presupposti di investimento. Disporre di una costa con paesaggi meravigliosi su cui poter costruire un villaggio turistico, strutture ricettive, ad esempio, e non poter disporre poi di infrastrutture che ne consentano agevolmente il raggiungimento, crea un serio corto circuito.

Ho citato Taranto per la vicenda del Frecciarossa, ma, ahimè situazione analoga la ritroviamo in molte altre aree della Calabria, della Sicilia.

L’investitore non si avvicina se non intravede un potenziale ritorno economico e un correlato percorso di investimento strutturale-infrastrutturale; di pari, chi dovrebbe provvedere all’investimento in infrastrutture, il decisore pubblico, probabilmente non ne intravede una reale necessità per la non presenza di investitori.

Ecco, forse le parti interessate, gli stakeholder, dovrebbero provare a sedersi attorno ad un tavolo e confrontarsi per andare nella stessa direzione. È sempre utile ricordare che gli investimenti in infrastrutture sono l’asse portante dello sviluppo.

Un differente ragionamento, ma che di fatto può generare lo stesso problema, è l’assenza o la scarsa manutenzione, specie quella straordinaria, delle infrastrutture, sempre nell’ambito dei trasporti e della mobilità; ma di questo avremo modo di parlarne in altra occasione.

Con questi spunti di riflessione vi saluto e vi attendo sabato prossimo!

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