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Petrolio e gas in Algeria, colonne del sistema economico

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petrolio e gas in Algeria

Storicamente gli idrocarburi rappresentano il punto di forza dell’economia algerina. D’altronde, non poteva che essere così per un Paese che è il più grande fornitore di gas verso l’Europa, dopo la Russia, il primo produttore di gas dell’Africa e uno dei primi tre produttori di petrolio del Continente africano. Questi numeri fanno sì che l’economia del Paese dipenda in gran parte dal petrolio e dal gas, vale a dire il 30% dell’intero prodotto interno lordo.

Meno investimenti esteri, ma la sorpresa è il gas di scisto

Nonostante questo grande punto di forza, negli ultimi anni si è verificata, a causa di ragioni diverse, una diminuzione degli investimenti esteri relativamente alle attività di esplorazione e produzione di idrocarburi. Allo stesso tempo, la scoperta di ingenti riserve di gas di scisto proiettano il paese verso un futuro diverso. La stima che fa l’Energy Information Administration (Eia) sulle riserve di gas non convenzionale in Algeria la colloca al terzo posto nel mondo.

L’Algeria fa parte dell’Opec sin dal 1969 ed ha iniziato la produzione di petrolio nel 1958; oggi il 95% delle esportazioni totali di questo Paese sono relative al settore oil&gas. L’80% della produzione di idrocarburi è in mano alla compagnia petrolifera nazionale Sonatrach, un colosso di livello mondiale; il restante 20%, invece, è diviso tra diverse compagnie petrolifere estere come British Petroleum, Eni, Total, Repsol, Cepsa, Statoil, Anadarko.

L’elettricità che si produce in Algeria è legata per il 98% al gas naturale, e gli algerini che hanno accesso all’elettricità sono circa il 90% della popolazione.

Algeria

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Petrolio e gas, ancora potenzialità inespresse
12,2 miliardi di barili di riserve certe di petrolio greggio: a tanto ammonta la stima che l’Eni World Oil and Gas Review 2014 fa delle riserve certe di petrolio in Algeria. Hassi Messaoud è il più grande e antico giacimento petrolifero del Paese, situato verso il confine con la Libia. A seguire troviamo i campi petroliferi di El Merk e Edjeleh che si trovano in direzione dell’oleodotto che porta a El Skhirra, in Tunisia. Per Sonatrach due terzi del Paese restano inesplorati, e anche buona parte dei giacimenti offshore. La produzione di greggio nel 2013 si è attestata su circa 1,2 milioni di barili di petrolio al giorno, 500 mila dei quali provengono dal campo di Hassi Messaoud.

Relativamente al gas naturale, invece, sempre secondo il World Oil and Gas Review 2014 l’Algeria è il decimo Paese con le più grandi risorse di gas ed il secondo in Africa, dopo la Nigeria. Hassi R’Mel, al centro del Paese, è il giacimento di gas naturale più grande, attivo dal 1956. Hassi R’Mel detiene oltre la metà delle riserve certe di gas naturale del Paese nord africano. Il resto delle riserve di gas naturale si trova a Sud e Sud-Est.
Gas di scisto e Gnl, tra conferme e nuove prospettive
Il gas di scisto, presente in quantità ingenti secondo alcuni recenti studi (si parla di 707 tcf), si troverebbe nel bacino di Ghadames, città libica che confina con l’Algeria, a ridosso anche del confine con la Tunisia. Il governo algerino ha dato il suo nulla osta allo sviluppo di petrolio e shale gas.

E’ bene ricordare che l’Algeria è stata storicamente il primo Paese produttore di Gnl e nel 2013 è risultata al quinto posto nella classifica mondiale in questo settore. Le unità di liquefazione del gas sono situate ad Arzew e Skikda, e hanno una piena capacità di produzione di 3,2 miliardi di piedi cubi al giorno di gas naturale.

Eni, in Algeria dagli Anni ’50
Eni è presente in Algeria sin dagli Anni ’50, non solo per l’acquisizione di permessi di ricerca e di sviluppo di giacimenti petroliferi e di gas naturale, ma anche per la realizzazione del gasdotto Trasmed (conosciuto anche con il nome di “gasdotto Enrico Mattei‘) che parte dal deserto algerino, attraversa la Tunisia e il Mar Mediterraneo, per arrivare nella Val Padana, nei pressi di Bologna. Trasmed è lungo oltre 2000 kilometri, nel 1991 questo gasdotto ha aumentato le sue forniture annue sino a 19,5 miliardi di metri cubi/anno.

Nel 1981, Eni acquisì, tramite Agip, una concessione nel Blocco 403, nell’area di Bir-Rebaa, nel deserto sahariano sud orientale. Mentre recentemente, nel 2014, Sonatrach ha assegnato ad Eni tre autorizzazioni di prospezione nei bacini di Timimoun e di Oued Mya. Le autorizzazioni sono relative all’attività di studio e di perforazione di pozzi di prospezione per analizzare le potenzialità di queste aree, che si estendono su oltre 46 mila kilometri quadrati.

 

Articolo pubblicato in Oil Book di www.abo.net

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