Nonostante il conflitto in Iran, il contesto macroeconomico globale resta solido e potrebbe migliorare nella seconda metà del 2026 se le tensioni geopolitiche rimarranno contenute. I mercati emergenti continuano a mostrare una buona resilienza, mentre l’Area Euro, pur restando l’anello debole del ciclo globale, beneficia del sostegno della domanda interna, di un mercato del lavoro solido, dell’elevato risparmio delle famiglie e delle misure di supporto fiscale, fattori che dovrebbero favorire una graduale ripresa economica.
La crescita degli utili continua a sostenere i mercati azionari, soprattutto negli Stati Uniti, dove le trimestrali hanno confermato risultati solidi e favorito revisioni al rialzo delle stime. La ripresa degli utili si sta inoltre estendendo a un numero crescente di società e settori, oltre i grandi titoli tecnologici.
Anche in Europa il quadro sta migliorando, con una crescita degli EPS più diffusa tra industriali, materiali e banche. Nel complesso, le prospettive sugli utili restano favorevoli sia negli USA sia nell’Area Euro, pur a fronte di aspettative di mercato già elevate.
I fondamentali societari restano solidi, soprattutto negli Stati Uniti, grazie a bilanci robusti, buona generazione di flussi di cassa e un contesto favorevole per buyback e attività di M&A. Anche Europa e Giappone offrono interessanti opportunità di diversificazione grazie alla limitata pressione da nuove emissioni azionarie.
La redditività aziendale continua a beneficiare di maggiore pricing power, miglioramenti della produttività, investimenti tecnologici e politiche fiscali espansive.
Un importante supporto alla crescita proviene dal super-ciclo degli investimenti in intelligenza artificiale, data center, semiconduttori ed elettrificazione, con gli Stati Uniti in posizione di leadership. Tuttavia, i benefici dell’AI rimangono concentrati soprattutto nei segmenti hardware e infrastrutturali, mentre persistono incertezze sulla capacità di software, servizi IT e grandi hyperscaler di generare ritorni adeguati dai massicci investimenti effettuati.
A ciò si aggiunga la crescente concorrenza dei modelli AI cinesi a basso costo, che potrebbe aumentare la pressione competitiva e rendere più selettiva l’identificazione dei futuri vincitori del settore.
Le valutazioni azionarie statunitensi restano elevate rispetto alle medie storiche, mentre Europa e soprattutto mercati emergenti appaiono più interessanti sotto il profilo delle valutazioni. Nel breve termine, tuttavia, il mercato continua a essere sostenuto dalla forte crescita degli utili, dalle revisioni positive degli EPS e da margini ancora elevati.
I mercati emergenti offrono il miglior rapporto tra valutazioni e prospettive di crescita, mentre l’Europa beneficia di multipli più contenuti. Gli Stati Uniti continuano invece a distinguersi per la maggiore dinamica degli utili.
Le previsioni indicano un rendimento totale a 12 mesi di circa +5,5% per l’S&P 500 e +6% per l’Area Euro, con ulteriore potenziale rialzo qualora le stime sugli utili venissero confermate.
Nel lungo periodo, tuttavia, è opportuno mantenere un approccio prudente: le azioni statunitensi presentano valutazioni elevate e l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale potrebbe aver già incorporato parte della crescita futura, suggerendo rendimenti attesi inferiori alle medie storiche.




