La Polonia aderisce a Iris2, la rete satellitare dell’Ue, dorsale di comunicazioni satellitari criptate a governi e agenzie pubbliche europee, considerata una rivale di Starlink.
Ieri a Varsavia, il Ministro degli Interni polacco Marcin Kierwiński e il Commissario europeo per la Difesa e lo Spazio Andrius Kubilius hanno firmato l’accordo con cui il paese si impegna a investire 656 milioni di euro delle risorse residue del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) in Iris2.
“Si tratterà di un sistema completamente indipendente che ci garantirà sicurezza e piena autonomia”, ha dichiarato Kierwiński. Ha aggiunto che la Polonia sarà “uno dei sei attori principali” nella costruzione della costellazione Iris2 in Europa e “uno dei pilastri” della rete di comunicazioni sicura per l’intero continente. Il contributo della Polonia rappresenterà circa il 10% del valore della costellazione.
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VARSAVIA PARTECIPERÀ A IRIS2
Dunque con questa intesa la Polonia parteciperà a Iris, il progetto dell’Unione europea del valore di 10,6 miliardi di euro, che prevede il dispiegamento di 290 satelliti entro il 2029 per creare un sistema di comunicazione spaziale unificato. Con questo progetto l’Ue mira a posizionarsi nella gestione dei sistemi satellitari in cui attualmente spadroneggia Starlink, il servizio di Internet satellitare di SpaceX di Elon Musk.
Il 16 dicembre 2024 la Commissione europea ha siglato il contratto di concessione per Iris2, con il consorzio SpaceRise (composto da Ses, Eutelsat e Hispasat) che coinvolge anche Thales Alenia Space, Airbus Defence and Space, Ohb, Telespazio, Deutsche Telekom e Orange, che svilupperà, dispiegherà e gestirà il nuovo sistema dell’Unione europea. Al momento non è in orbita nessun satellite Iris2, al contrario degli oltre 10mila satelliti Starlink.
A inizio anno il commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, ha indicato il 2029 come possibile data per l’avvio dei servizi iniziali, sottolineando la necessità di accelerare lo sviluppo del programma. “Ho chiesto a tutti i partner di intensificare e accelerare i lavori su IRIS2. Sono fiducioso che potremo già implementare i servizi iniziali entro il 2029”, aveva dichiarato Kubilius in un discorso a Bruxelles. Analisti del settore osservano che il calendario resta ambizioso, considerando che la piena operatività del sistema è attesa nei primi anni del prossimo decennio.
UNA COSTELLAZIONE POLACCA NELL’AMBITO DI IRIS2
Ieri, nella capitale polacca, il commissario Kubilius ha definito l’accordo una giornata importante per la Polonia, per il fianco orientale della Nato e per l’Unione Europea nel suo complesso. “Investendo nello spazio, la Polonia investe nella sua sicurezza, nella sua economia e nel suo futuro”, ha affermato, aggiungendo che l’accordo renderà il Paese “una forza trainante” sul fianco orientale.
“E oltre a investire, la Polonia sta anche aprendo la strada a un approccio europeo veramente nuovo: l’aggiunta di un modulo polacco a una costellazione satellitare europea” ha spiegato Kubilius insistendo che “In questo modo la Polonia avrà maggiori capacità, e con essa tutta l’Europa”.
A questo proposito il commissario europeo ha ricordato che “Lo scorso anno la Commissione ha annunciato che i fondi rimanenti del Fondo per la ripresa e la resilienza potevano essere impiegati anche per la sicurezza, la difesa e lo spazio. Per quanto riguarda lo spazio, questi fondi potevano essere integrati nel programma Iris2”. Il governo polacco ha deciso di aderire a questo schema, costruendo una costellazione polacca nell’ambito di Iris2.
Dunque “Integrando il sistema polacco con Iris2, la Polonia sceglie di aderire all’Unione europea anziché procedere da sola, apportando un valore aggiunto europeo” ha sottolineato Kubilius.
STOCCATA DEL COMMISSARIO KUBILIUS A CHI SI MUOVE IN AUTONOMIA?
Quest’ultima osservazione suona come una sottile stilettata a chi nel vecchio continente sta progettando di muoversi in autonomia nel settore delle comunicazioni satellitari sicure.
La Germania sta lavorando infatti alla creazione di una rete di comunicazioni satellitari sicura e di livello militare in orbita terrestre bassa (LEO) per la Bundeswehr, le forze armate tedesche. Secondo quanto rivelato a inizio anno da media tedeschi, Airbus Defence & Space e il duo formato da Rheinmetall e Ohb starebbero valutando la presentazione di un’unica offerta per la gara tedesca per il sistema di comunicazione militare della Bundeswehr da 10 miliardi di euro.
Il progetto si affianca dunque al programma Iris2 dell’Unione europea. Secondo quanto riferito da parlamentari europei a Reuters, questa iniziativa nazionale arriva in un momento in cui l’Ue sta cercando di rafforzare la propria autonomia strategica, anche alla luce del ridimensionamento del supporto statunitense sotto la presidenza di Donald Trump. “Se la Germania ora costruisce un’architettura puramente nazionale non integrata in Iris2, si rischia di indebolire le strutture europee”, aveva affermato a fine marzo Marie-Agnes Strack-Zimmermann, presidente della commissione per la sicurezza e la difesa del Parlamento europeo.
Nel frattempo, anche altri Paesi si muovono in questa direzione: l’Italia sta valutando una propria rete satellitare in orbita terrestre bassa per usi civili e militari, sebbene il progetto sia ancora in fase preliminare.



