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Perché Boeing trumpeggia sul maxi prestito concesso dalla Bei ad Airbus

Boeing ha chiesto al governo degli Stati Uniti di sollecitare maggiore trasparenza all'Unione europea sul prestito da 3,42 miliardi di euro accordato ad Airbus dalla Banca europea per gli investimenti (Bei). Tutti i dettagli

Nuova battaglia nei cieli tra l’americana Boeing e l’europea Airbus.

Il colosso aerospaziale americano ha chiesto al governo statunitense di sollecitare trasparenza dall’Ue in merito al prestito di 3,42 miliardi di euro concesso ad Airbus, secondo quanto riportato da Reuters.

In una lettera indirizzata al rappresentante per il commercio degli Stati Uniti (Ustr), Jamieson Greer, visionata dall’agenzia stampa internazionale, Boeing si è detta sorpresa dall’annuncio del prestito del 29 giugno da parte della Banca europea per gli investimenti (Bei), che rappresenta il più grande prestito aziendale mai concesso al produttore di aerei con sede a Tolosa.

Pertanto Boeing ha chiesto all’Ustr di richiedere a Bruxelles un “resoconto completo dei termini di questo prestito” e di spiegare perché esso sia compatibile con l’accordo di tregua del 2021 tra Boeing e Airbus in merito alle reciproche rivendicazioni sui sussidi all’aviazione. La richiesta arriva infatti dopo la proroga a tempo indeterminato della tregua commerciale tra le due aziende sui sussidi all’industria aeronautica e mentre Airbus prepara lo sviluppo di un nuovo velivolo previsto per il 2030.

Tutti i dettagli.

LA LETTERA DI BOEING AL GOVERNO AMERICANO

In base a quanto rivelato da Reuters, nella missiva indirizzata all’Ustr Boeing chiede all’Ufficio del rappresentante commerciale statunitense di ottenere dall’Unione europea un “resoconto completo dei termini di questo prestito” e di chiarire perché esso sia compatibile con l’accordo di tregua del 2021 sulle reciproche contestazioni in materia di sussidi aeronautici, che prevedeva un “processo aperto e trasparente”.

Il produttore americano sottolinea inoltre che l’annuncio del prestito, comprensivo di una prima tranche da un miliardo di euro, è stato reso pubblico appena quattro giorni dopo la decisione dell’Unione europea di prorogare l’accordo di sospensione. “Quantomeno, la tempistica di questo prestito è sorprendente”, ha osservato Boeing nella sua lettera.

IL PRESTITO DELLA BEI AD AIRBUS

Come già detto, lo scorso 29 giugno la Bei ha annunciato la fornitura di 3 miliardi di euro di finanziamenti al costruttore aeronautico europeo. Si tratta della somma più ingente mai concessa dalla Bei a un’azienda europea. Nello specifico, quel giorno l’istituto finanziario ha sottoscritto una prima tranche di tali aiuti ovvero un prestito da 1 miliardo di euro ad Airbus. L’accordo si inserisce nella missione della Bei di finanziare, all’interno dell’Unione europea, progetti a sostegno della transizione ecologica, delle capacità di difesa dell’Europa, dell’innovazione e del rafforzamento della base industriale europea, indica la nota della banca dell’Ue.

LA STRATEGIA DELLA BANCA UE

“Questo nuovo finanziamento – senza precedenti nella storia della Bei – mira a offrire ad Airbus non solo la capacità, ma anche la flessibilità necessarie per investire a lungo termine in ricerca, sviluppo e innovazione, spaziando dall’aviazione commerciale ai settori della sicurezza e della difesa”, ha dichiarato all’Afp Ambroise Fayolle, vicepresidente della Bei responsabile per le operazioni in Francia. I fondi sosterranno inoltre le attività di ricerca e sviluppo di Airbus volte a ridurre le emissioni di CO2 dei suoi aeromobili. “Sostenendo Airbus, supportiamo anche l’intera filiera europea dell’aeronautica e dell’aerospazio, contribuendo a garantire la sostenibilità a lungo termine delle nostre industrie, il loro radicamento sul territorio, l’occupazione qualificata e la forza tecnologica dell’Europa”, ha aggiunto Fayolle.

IL COLLEGAMENTO CON IL FUTURO SUCCESSORE DELL’A320NEO

Eppure, nella lettera rivolta all’Ustr, Boeing collega il finanziamento europeo ai piani industriali annunciati da Airbus. Il gruppo europeo ha infatti indicato il 2030 come possibile data di avvio dello sviluppo del successore dell’A320neo.

Prima del Farnborough International Airshow, il numero uno di Airbus, Guillaume Faury, aveva dichiarato ad Aviation Week che il nuovo programma, identificato internamente con il nome in codice “eAction”, potrebbe prendere forma proprio all’inizio del prossimo decennio.

Secondo il produttore di aerei americano, “La tempistica di questo importante prestito coincide anche con le dichiarazioni pubbliche dei vertici di Airbus, che si impegnano a una data di lancio per un nuovo aereo, il che solleva ulteriori interrogativi sia sull’entità che sull’intento di questo storico pacchetto di aiuti economici”.

LE REPLICHE

“Si tratta di un normale prestito, con interessi, che rientra nell’attività di finanziamento complessiva della Bei”, ha affermato un portavoce, ripreso da Reuters. Il direttore finanziario di Airbus, Thomas Toepfer, ha dichiarato ai giornalisti a Londra che i prestiti sono stati stipulati “completamente a condizioni di mercato”.

LA TREGUA SUI SUSSIDI TRA BOEING E AIRBUS

La richiesta di Boeing arriva sullo sfondo della lunga disputa tra Stati Uniti e Unione europea sui sussidi pubblici all’industria aeronautica.

La disputa sugli aiuti all’aviazione che ha caratterizzato quasi un ventennio di relazioni tra gli Stati Uniti e l’Unione europea ha portato all’introduzione di dazi reciproci da parte delle due superpotenze commerciali. Nel maggio 2018, l’organo di appello del Wto ha stabilito che l’Ue e i suoi Stati membri non si erano pienamente conformati alle precedenti decisioni del Wto in merito agli aiuti ricevuti da Airbus. Di conseguenza, l’Organizzazione mondiale del commercio ha consentito a Washington di adottare contromisure contro le esportazioni europee per un valore fino a 7,5 miliardi di dollari. Gli Stati Uniti hanno imposto le misure nell’ottobre 2019.

Nel marzo 2019, l’organo di appello del Wto ha confermato che anche gli Stati Uniti hanno continuato a sostenere illegalmente il suo produttore di aeromobili, Boeing, a scapito di Airbus. Incassata l’autorizzazione del Wto, l’Ue ha quindi imposto (nel novembre 2020) dazi per 4 miliardi di dollari sulle esportazioni statunitensi verso l’Ue.

Le contromisure statunitensi nel caso Airbus hanno interessato 19 diverse categorie di prodotti, tra cui aerei, vini e liquori, prodotti lattiero-caseari, formaggi e macchinari, per un valore di 7,5 miliardi di dollari.

Le contromisure Ue nel caso Boeing hanno invece interessato 130 diverse categorie di prodotti, tra cui aerei, noci, tabacco, alcolici, borsette e trattori, per un valore di 4 miliardi di dollari.

Il riavvicinamento è iniziato nel luglio 2020, quando Airbus e gli Stati coinvolti hanno annunciato passi decisivi per garantire il pieno rispetto degli obblighi internazionali derivanti dalla sentenza del Wto. Nel 2021 Washington e Bruxelles avevano raggiunto una tregua quinquennale, sospendendo le misure tariffarie legate alla controversia.

I POSSIBILI RIFLESSI NEI COLLOQUI COMMERCIALI

Come ricorda Reuters, lo scorso anno l’amministrazione Trump ha acconsentito all’esenzione di aerei e componenti dai dazi doganali, dopo aver imposto brevemente tariffe sul settore aeronautico.

Washington non ha ancora ufficialmente annunciato l’estensione della tregua sui dazi doganali legata alla controversia Airbus-Boeing, ma quattro persone a conoscenza dei fatti hanno affermato che entrambe le parti hanno di fatto accantonato, almeno per il momento, la lunga disputa in seno alla Wto. Nel frattempo, Donald Trump ha avviato nuovi colloqui con i partner commerciali degli Stati Uniti per affrontare il tema delle importazioni di aeromobili.

Stando a un funzionario americano interpellato da Reuters, le preoccupazioni di Boeing per il prestito concesso dalla Bei ad Airbus potrebbero finire sul tavolo dei negoziati.

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