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L’Ue vuole ingabbiare le stablecoin americane con la revisione del Mica

La Commissione europea sta preparando la revisione del Mica, il regolamento sulle cripto-attività, per includere gli emittenti che hanno sede fuori dall'Ue e per adattare le regole alla crescita delle stablecoin, spinte dall'amministrazione Trump.

Secondo Euronews, la Commissione europea modificherà il regolamento comunitario sulle cripto-attività (il Mica, da Markets in Crypto-Assets) per aggiornarlo, estenderne la portata e farvi rientrare anche gli emittenti di criptovalute che hanno sede fuori dall’Unione.

LA RIAPERTURA DEL DOSSIER MICA “SEMBRA INEVITABILE”

Bruxelles ha avviato una consultazione pubblica per valutare se riaprire o meno il dossier legislativo, che si concluderà il 30 settembre prossimo: secondo diversi diplomatici europei sentiti da Euronews, però, la revisione è pressoché certa. “La riapertura sembra inevitabile, non solo alla luce della posizione espressa da diverse istituzioni europee” – ha dichiarato uno di questi, rimasto anonimo -, “ma anche per tenere conto dei più recenti sviluppi normativi e tecnologici a livello mondiale”.

TRUMP E LE STABLECOIN

Il riferimento è agli Stati Uniti, dove il presidente Donald Trump sta sostenendo lo sviluppo delle stablecoin, monete digitali che si differenziano dalle criptovalute “tradizionali” perché hanno un valore fisso, che di solito è agganciato a quello del dollaro con un rapporto 1:1.

Per Washington, le stablecoin sono uno strumento utile a rafforzare il ruolo del dollaro e ad accrescerne l’uso sui mercati internazionali; la Banca centrale europea, però, le considera una possibile minaccia all’euro e alla sovranità stessa dell’Unione.

IL PROBLEMA EUROPEO CON LE STABLECOIN

Il Mica, nella sua versione attuale, non regolamenta gli emittenti di stablecoin extraeuropei che operano sul mercato comunitario. Le stablecoin – quelle basate sul dollaro sono la stragrande maggioranza, il 95 per cento – non sono nemmeno soggette alle norme bancarie perché operano fuori dal sistema bancario tradizionale. Inoltre, ad aggiungere complessità, una singola stablecoin può venire emessa da più soggetti diversi.

– Per approfondire: Stablecoin, cosa c’è nel pianto anti-americano di Italia e Germania

L’importanza delle stablecoin, peraltro, è cresciuta rapidamente nel giro di poco tempo. Secondo Artemis Analytics, nel 2025 il volume delle transazioni con queste monete è aumentato del 72 per cento, raggiungendo un valore di 33.000 miliardi di dollari.

COSA FARÀ LA COMMISSIONE EUROPEA CON LA TOKENIZZAZIONE

L’aggiornamento del Mica non riguarderà solo le stablecoin, comunque, perché Bruxelles sta pensando di estendere il campo di applicazione del regolamento anche ai nuovi strumenti di pagamento tokenizzati, che promettono transazioni più rapide e sicure.

Anche la Banca centrale europea si sta muovendo in questa direzione. A fine marzo, infatti, ha presentato una nuova strategia per i pagamenti che prevede la creazione di due infrastrutture – Pontes e Appia – che serviranno ad adeguare il sistema europeo alla tokenizzazione e alla tecnologia dei registri distribuiti, o Dlt.

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