Dopo l‘annus horribilis 2025 durante il quale sono stati superati i numeri già parecc tragici del 2024, nei primi 6 mesi del 2026 sembra che si torni a intravedere forse non una luce ma almeno un barlume in fondo al tunnel, dato da un +13,7% nella produzione italiana di Stellantis certificato da Fim-Cisl. Nel dettaglio, nel 1° semestre il Gruppo guidato da Antonio Filosa ha prodotto 252.223 unità tra autovetture e veicoli commerciali, rispetto alle 221.885 unità dello stesso periodo del 2025.
Guardando alle prime, l’incremento è persino superiore alla media totale, pari al 27,7% e si sfiorano le 160 mila auto (per la precisione 158.193) di contro soffrono i veicoli commerciali alle prese con una leggera flessione del -4% e volumi ben al di sotto della soglia psicologica delle 100mila unità (94.030 furgoni, numero comunque incoraggiante).
CASSINO RESTA IL GRANDE AMMALATO D’ITALIA
Senza troppe sorprese, mentre tutti gli stabilimenti evidenziano miglioramenti più o meno contenuti sul 2025, continua a fare storia a sé l’impianto di Cassino, contando da gennaio a giugno più giorni di stop che di attività. “La situazione nel sito laziale si sta sempre più aggravando”, spiegano da Fim-Cisl. E in effetti i numeri raccolti fotografano un’ulteriore perdita del 36,2%. Se la produzione era già bassissima nel 2025, insomma, ora rallenta di un ulteriore terzo.
NUMERI INCORAGGIANTI MA LONTANI DAL 2024 (ANNO NERO)
Anche mettendo nel calderone i dati positivi che arrivano dagli altri impianti, c’è comunque ancora ben poco per cui brindare perché sebbene le nuove produzioni di Jeep Compass a Melfi (dove il balzo è dell’88,4 per cento) e della 500 ibrida a Mirafiori (con una crescita di oltre 135 punti percentuali) abbiano determinato questo piccolo sprint semestrale che permette di mordere le perdite registrate nel 2025 Stellantis in Italia risulta ancora parecchio lontana dai volumi del 2024, anno in cui si registrava già una forte flessione. Anche perché dopo la corsetta di inizio anno, su Mirafiori nell’ultimo periodo sembrano essersi riaddensati nuvoloni nerissimi: cosa porteranno, però, lo potremo sapere solo attendendo i dati trimestrali e del secondo semestre.
LA PRODUZIONE TORNA SULLE 500MILA VETTURE?
“Siamo lontani dall’obiettivo dichiarato nei tavoli ministeriali di raggiungere un milione di veicoli”, viene poi ricordato da Fim-Cisl. Tuttavia quest’anno si potrebbe tornare a superare almeno la metà di quel target: “È prevedibile che il livello produttivo del 2026 sarà superiore a quello del 2025, attestandosi intorno ai 500 mila veicoli complessivi con le auto sopra le 300 mila”, si azzardano a vaticinare da Fim-Cisl. Se così fosse sarebbe la prima timida inversione di tendenza dal 2023.
Si tratta, è bene ricordarlo, di un risultato che non può spingere il Gruppo e nemmeno i rappresentanti dei lavoratori a dormire sugli allori. Per avere un secondo termine di paragone, nel 2025 i tre impianti Stellantis in Spagna hanno assemblato 950 mila veicoli e quelli in Francia 661 mila (in Italia ci si fermava sui 300 mila).
QUALCHE NUMERO ANCHE SULLA CIG
A ogni modo, lo sprint semestrale ha ridotto di circa il 30 per cento il ricorso agli ammortizzatori sociali non solo per effetto dei nuovi lanci di produzione ma anche per una flessione dell’occupazione. “Sul piano occupazionale per il 2026, a esclusione dello stabilimento di Cassino e Pomigliano, si prevede un calo dell’uso degli ammortizzatori sociali e in determinati contesti, anche qualche incremento dell’occupazione attraverso nuove assunzioni”, concludono da Fim-Cisl.






