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Piano difesa del Regno Unito, ecco quanto Londra investirà nel Gcap

Il governo britannico ha presentato il tanto atteso Defence Investment Plan (Dip), con cui si è impegnato a stanziare 15 miliardi di sterline aggiuntive per modernizzare le forze armate britanniche. Tra gli interventi principali figura lo stanziamento di 8,6 miliardi di sterline nei prossimi quattro anni per il Gcap, il programma congiunto con Italia e Giappone per lo sviluppo del caccia di sesta generazione.

Con il piano per la difesa Londra accelera sul Gcap, ma solleva anche tanti dubbi.

Ieri, in extremis – dopo mesi di rinvii e polemiche – il governo dell’ormai dimissionario Keir Starmer ha presentato il nuovo piano miliardario d’investimenti extra per la difesa e il riarmo (Dip). Downing Street ha così confermato un investimento di 8,6 miliardi di sterline nei prossimi quattro anni per il Global Combat Air Programme (Gcap), il programma congiunto con Italia e Giappone per lo sviluppo del caccia di sesta generazione destinato a entrare in servizio dal 2035.

Il finanziamento consentirà ai tre partner di siglare un contratto pluriennale con l’industria che coprirebbe la progettazione e lo sviluppo, dopo mesi di ritardi e pressioni diplomatiche da parte di Tokyo. Di recente il Financial Times aveva rivelato lo scorso marzo che le autorità giapponesi stanno nutrendo sempre più dubbi sull’impegno di Londra nei confronti del progetto.

Il nuovo Defence Investment Plan (Dip) prevede anche l’acquisto di 12 caccia F-35A e un rafforzamento degli investimenti destinati al deterrente nucleare, ai programmi terrestri e alle capacità senza pilota.

Un documento tanto atteso, ma che ha già suscitato commenti negativi nel paese: iniziativa giudicata non solo inferiore alle esigenze evocate dai militari e alle stesse promesse iniziali del premier uscente, ma soprattutto non pienamente finanziata, secondo i media britannici.

Secondo i rapporti stampa il Piano Starmer su riarmo non convince, lascia al successore Andy Burnham buco nero da 5 miliardi.

Tutti i dettagli.

15 MILIARDI DI STERLINE PER LA DIFESA UK

Il 30 giugno il primo ministro britannico Starmer si è impegnato a stanziare ulteriori 15 miliardi di sterline (20 miliardi di dollari) con l’obiettivo di consolidarne la capacità di deterrenza.

In quello che con ogni probabilità sarà il suo ultimo importante annuncio politico, Starmer ha dichiarato che l’aumento della spesa previsto per i prossimi quattro anni va oltre una precedente bozza che aveva spinto il suo alleato, John Healey, a dimettersi da Ministro della Difesa questo mese, segnala Reuters.

In realtà il Dip non raggiunge i 28 miliardi di sterline richiesti dai vertici della difesa e rappresenta un aumento del 5% della spesa annuale per la difesa, che arriverà a 79 miliardi di sterline all’anno entro il 2029. Starmer lo presenterà ad Ankara in occasione di un vertice Nato il 7 e 8 luglio. Tuttavia, con il suo successore designato, Andy Burnham, che dovrebbe entrare in carica già il 20 luglio, Starmer ha riconosciuto che i nuovi governi potrebbero “sviluppare” il suo piano.

Il tutto mentre l’impegno consolidato a portare il bilancio per la difesa al 3,5% del Pil entro il 2035 (al 4,2%, sommando anche le spese “per la sicurezza”), non cancella per ora il mancato rispetto di quello a più breve termine sul 2030: anno in cui il Regno dovrebbe fermarsi al 2,7 contro il 3% già garantito a suo tempo in sede Nato.

LE RISORSE PREVISTE PER IL GCAP

Presentando il nuovo Piano di Investimenti per la Difesa, Starmer ha evidenziato che il Regno Unito investirà 8,6 miliardi di sterline nel programma del caccia stealth di sesta generazione Tempest, sviluppato nell’ambito del Global Combat Air Programme (Gcap), la partnership trilaterale che coinvolge anche Italia e Giappone.

Le risorse saranno destinate ai prossimi quattro anni e consentiranno di proseguire le attività di sviluppo del sistema di combattimento aereo.

A CHE PUNTO È IL PROGRAMMA CON ITALIA E GIAPPONE

Il programma Gcap ha preso il via con la convenzione firmata tra Regno Unito, Italia e Giappone a dicembre 2023, che ha previsto la nascita di una organizzazione governativa (Gigo) e di una alleanza industriale con una jv tra le aziende capofila (Leonardo per l’Italia, Bae Systems per il Regno Unito e Mitsubishi Heavy Industries per il Giappone), costituita nel dicembre 2024, operativa dal giugno 2025 con il nome Edgewing.

Nel quadro dello sviluppo del nuovo caccia di sesta generazione, si è registrato un ritardo nella firma del contratto tra i tre governi coinvolti nel programma e le industrie coinvolte. Edgewing avrebbe dovuto ottenere il primo contratto di progettazione entro la fine del 2025. Tuttavia la firma ha subito rinvii proprio a causa del ritardo nella pubblicazione del Piano di Investimenti per la Difesa britannico, che avrebbe dovuto includere i finanziamenti necessari per il programma. Il primo contratto, del valore di 686 milioni di sterline, è stato invece assegnato lo scorso aprile.

IL RAFFORZAMENTO DELLE CAPACITÀ AEREE E DEL DETERRENTE NUCLEARE

Oltre al finanziamento del Gcap, Starmer ha annunciato l’acquisto di 12 caccia F-35A, variante convenzionale del velivolo di quinta generazione.

Il piano prevede inoltre un incremento dei finanziamenti destinati al deterrente nucleare britannico, che saliranno a 64 miliardi di sterline così da finanziare i nuovi sottomarini Dreadnought e SSN-Aukus e una nuova testata nucleare.

LE NOVITÀ PER LA ROYAL NAVY

Nel complesso, il Dip prevede uno stanziamento di 1,5 miliardi di sterline per sviluppare un concetto più ampio di marina ibrida per la Royal Navy, combinando imbarcazioni autonome e intelligenza artificiale con navi da guerra e aerei. Il governo ha abbandonato i piani per la sostituzione dei cacciatorpediniere Type 45 della Royal Navy e acquisterà invece almeno sei “Common Combat Vessels” (navi da combattimento comuni) che fungeranno da centri di controllo per i sistemi senza equipaggio, con entrata in servizio prevista per gli anni 2030.

GLI INVESTIMENTI PER LE FORZE TERRESTRI

Inoltre, il Defence Investment Plan dedica risorse significative anche al rinnovamento delle capacità terrestri, come rileva Breaking Defense.

Il governo britannico investirà circa 2,2 miliardi di sterline per i nuovi veicoli blindati Boxer 8×8 e altri 1,1 miliardi per completare la produzione dei carri armati Challenger 3 aggiornati.

Sono inoltre previsti oltre 500 milioni di sterline per nuovi programmi dedicati ai Light Mobility Vehicles (Lmv) e ai futuri veicoli pesanti protetti, destinati a sostituire gli attuali Land Rover militari e ad affiancare una nuova piattaforma blindata 6×6.

DRONI E DIFESA CONTRO LE MINACCE AEREE

Una parte degli investimenti sarà destinata ai sistemi senza pilota.

Il piano stanzia 150 milioni di sterline per lo sviluppo di veicoli terrestri autonomi e altri 220 milioni per il Progetto Nyx, finalizzato alla realizzazione di droni armati autonomi destinati a operare insieme agli elicotteri d’attacco AH-64E Apache. Ulteriori 200 milioni di sterline saranno destinati al potenziamento delle capacità anti-drone.

DUBBI E CRITICITÀ INTORNO AL DIP

Nel frattempo, come racconta oggi l’Ansa, nel Regno Unito i media denunciano all’unanimità “il buco nero” da quasi 5 miliardi di sterline che il piano lascia in eredità al successore annunciato di sir Keir, Andy Burnham, destinato a rimpiazzarlo come leader laburista e a insediarsi a Downing Street come nuovo primo ministro nelle prossime settimane.

Il Dip prevede investimenti aggiuntivi per la difesa pari a 15 miliardi di sterline spalmati sui prossimi 4 anni, in modo da portare il bilancio delle spese militari totali del Regno a 300 miliardi complessivi nel quadriennio. Risorse che, nelle parole di Starmer, serviranno a rendere “il popolo britannico più al sicuro”, a scoraggiare le minacce di guerra imputate in primis alla Russia, a modernizzare le forze armate di Sua Maestà e a contribuire a rendere la Nato “più europea” pur senza rompere “il vincolo transatlantico con gli Usa”. Ma rispetto alle quali mancano in parte le coperture: come confermato in una dichiarazione scritta del Tesoro, firmata dalla cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves, in cui si precisa che “al momento” sono state individuate fonti di finanziamento solo per 10,2 dei 15 miliardi in più.

Come riporta Reuters, i vertici della difesa hanno affermato che nei prossimi quattro anni si prevede un deficit di finanziamento di 28 miliardi di sterline e, dato che l’aumento di 15 miliardi di sterline non è sufficiente a coprire l’intero importo, i critici sostengono che alcune attrezzature non verranno acquistate o subiranno ritardi, e che potrebbero esserci tagli alla formazione, alla manutenzione delle infrastrutture e alla logistica.

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