Astrobotic, Firefly e Intuitive Machines si aggiudicano ulteriori missioni lunari della Nasa.
Durante una presentazione online del 30 giugno, i funzionari dell’agenzia spaziale americano hanno annunciato la selezione di Astrobotic Technology, Firefly Aerospace e Intuitive Machines per missioni di atterraggio lunare senza equipaggio previste per la fine del 2028, nell’ambito del programma Artemis, che mira a riportare l’uomo sulla Luna.
Il valore complessivo dei tre contratti ammonta a 590,4 milioni di dollari. Dunque la Nasa ha selezionato altre tre aziende per l’invio di moduli di atterraggio robotici sulla Luna, nell’ambito degli sforzi per stabilire una base lunare entro la fine del decennio, sottolinea Bloomberg.
A marzo, l’amministratore della Nasa Jared Isaacman ha illustrato i piani dell’agenzia di investire oltre 20 miliardi di dollari nei prossimi sette anni per costruire una base sulla Luna dove gli astronauti possano vivere e lavorare. Il progetto prevedeva il lancio di una flotta di moduli di atterraggio, rover, droni, generatori di energia e altre apparecchiature fondamentali.
Come ricorda Reuters, tutte e tre le aziende hanno tentato allunaggi senza equipaggio dal 2024, ma solo il lander Blue Ghost di Firefly – con a bordo lo strumento italiano LuGRE (Lunar GNSS Receiver Experiment) – è riuscito ad atterrare intatto e in posizione verticale sulla superficie nel marzo 2025, diventando la prima azienda privata a raggiungere tale traguardo.
La missione Peregrine di Astrobotic è fallita in orbita terrestre poco dopo il lancio nel gennaio 2024 mentre il lander Nova-C di Intuitive Machines è arrivato sulla superficie il mese successivo, ma si è ribaltato, seguito da un altro tentativo nel 2025 in cui il lander si è nuovamente ribaltato, compromettendo gli obiettivi scientifici per la maggior parte del suo carico utile.
LA FASE UNO DEL PROGRAMMA PER LA BASE LUNARE DELLA NASA
Gli accordi annunciati ieri dall’agenzia statunitense sono componenti di quella che Carlos García-Galán, responsabile del programma Moon Base della Nasa, ha definito la “Fase 1” di un piano per la costruzione di un insediamento lunare permanente dove gli astronauti vivranno e lavoreranno. Si prevede che questa fase iniziale durerà fino al 2028 e costerà circa 10 miliardi di dollari.
Il piano Moon Base è integrato nel programma Artemis della Nasa. Con la missione Artemis II, ad aprile, l’agenzia ha inviato un equipaggio di quattro astronauti in orbita attorno alla Luna per testare le apparecchiature che saranno utilizzate per far atterrare l’uomo sulla superficie lunare già nel 2028.
Inoltre, il mese scorso la Nasa ha annunciato altri accordi nell’ambito della prima fase del programma Moon Base, tra cui la ridenominazione di tre missioni precedentemente appaltate in missioni specifiche per la “Base Lunare”. A maggio, l’agenzia ha anche assegnato ulteriori contratti – per un valore complessivo di oltre 1 miliardo di dollari – per la costruzione di veicoli per la superficie lunare e per il dispiegamento di droni sulla Luna, utili a mappare la posizione di una base lunare, forse già nel 2028.
Le fasi 2 e 3 – che prevedono la costruzione dei primi habitat pressurizzati sulla Luna e l’installazione di generatori di energia – delineano la visione della Nasa per continuare a sviluppare la sua base lunare negli anni 2030, sottolinea la Cnn. L’obiettivo finale è che gli astronauti vivano e lavorino in insediamenti “semi-permanenti”.
“La fase 1, ovvero raggiungere la superficie in modo affidabile, è un elemento centrale”, ha dichiarato García-Galán, durante un colloquio con Isaacman ospitato dall’agenzia spaziale. “Dobbiamo effettuare molti test in luoghi diversi per poter affermare di aver raggiunto l’obiettivo, perché installeremo su questi lander strumenti di altissimo valore”, ha aggiunto.
GLI ULTIMI CONTRATTI ASSEGNATI ALLE TRE AZIENDE
Nello specifico, Astrobotic ha ricevuto commesse per due voli del suo lander Peregrine, per un valore totale di 297,9 milioni di dollari. L’azienda di Pittsburgh specializzata in lander lunari e in fase di acquisizione da parte di Voyager Technologies invierà sulla Luna un lander entro quest’anno o all’inizio del 2027. Si tratterà di una versione aggiornata del lander Peregrine, la cui missione del 2024 si concluse senza successo.
Firefly ha ottenuto una commessa per il suo lander Blue Ghost del valore di 144,2 milioni di dollari. Intuitive Machines si è aggiudicata un ordine per il suo lander Nova-C del valore di 148,3 milioni di dollari.
MENTRE ACCELERA LA CORSA ALLA LUNA CON LA CINA
Il numero uno della Nasa Isaacman, che ha ridisegnato l’architettura del programma Artemis della Nasa lo scorso febbraio, prevede una serie di missioni lunari robotiche e con equipaggio che aiuteranno il settore privato statunitense ad acquisire esperienza nell’atterraggio lunare prima di stabilire una presenza umana permanente.
Tutto ciò rientra nel piano dell’agenzia spaziale per competere con la Cina, che punta a far sbarcare i propri astronauti sulla Luna entro il 2030, in una corsa contro il programma Artemis.
Negli ultimi trent’anni Pechino ha ampliato in modo significativo il proprio programma spaziale, investendo miliardi di dollari per ridurre il divario con Stati Uniti, Russia ed Europa. Nel 2019 Pechino ha ottenuto un primato mondiale facendo atterrare la sonda Chang’e-4 sul lato nascosto della Luna. Due anni dopo, nel 2021, la Cina ha fatto arrivare un rover su Marte.
D’altronde, a sostenere che potrebbero essere cinesi i prossimi esseri umani a camminare sulla Luna è proprio Isaacman. Intervenendo al convegno Ascend sulle tecnologie spaziali, a Washington, a fine maggio, l’amministratore capo della Nasa ha affermato: “la prossima volta che il mondo si sintonizzerà per guardare gli astronauti volare intorno alla Luna, probabilmente nel 2027, saranno taikonauti e l’America non sarà più la potenza esclusiva in grado di inviare esseri umani nell’ambiente lunare”.






