Diverse case automobilistiche – tra cui la tedesca Bmw, l’italiana Ferrari e l’olandese (ma di capitali italo-francesi) Stellantis – stanno progressivamente introducendo i cablaggi in alluminio nei loro veicoli, in sostituzione di quelli fatti di rame. È una decisione motivata soprattutto dalla necessità di contenere i costi, che peraltro non riguarda solo il settore automotive ma anche quello dei sistemi di condizionamento dell’aria, ad esempio: secondo l’agenzia Reuters, infatti, si tratta di una “tendenza industriale più ampia” che potrebbe incidere sul 2 per cento della domanda globale di rame già quest’anno, stando alle previsioni della banca JpMorgan.
QUAL È IL VANTAGGIO DELL’ALLUMINIO RISPETTO AL RAME?
Il rame viene soprannominato “il metallo dell’elettrificazione” per via della sua elevata conducibilità elettrica e termica: proprio per queste sue caratteristiche è oggi richiestissimo – ad esempio dalle aziende che costruiscono impianti energetici e data center -, tanto che i prezzi sono cresciuti fino a sfiorare i 15.000 dollari alla tonnellata, lo scorso gennaio.
Anche l’alluminio è un buon conduttore, seppur non altrettanto efficiente: la sua conducibilità elettrica è circa il 60 per cento di quella del rame. Ha il vantaggio di essere più leggero, però, e soprattutto più economico: una tonnellata di alluminio costa 3100 dollari, quattro volte in meno di una tonnellata di rame.
Ferrari e Bmw hanno detto a Reuters di aver scelto l’alluminio per i cablaggi delle loro automobili perché è più leggero del rame. Anche Stellantis avrebbe iniziato a sostituire un metallo con l’altro, ma non ha rilasciato comunicazioni ufficiali. Volkswagen, invece, non sembra avere piani in merito.
TRA PESO ED EFFICIENZA
Anche se è un conduttore migliore dell’alluminio, il rame è oltre tre volte più pesante e questa caratteristica lo svantaggia nelle applicazioni automobilistiche, specie se si parla di veicoli elettrici: semplificando, più un’automobile elettrica è leggera e maggiore sarà la sua autonomia di guida con una ricarica. Ecco perché Tesla – la prima casa automobilistica che ha puntato esclusivamente sui veicoli a batteria – utilizza l’alluminio già dal 2019, l’anno del lancio della Model Y.
La sostituzione del rame con l’alluminio, tuttavia, non è semplice. Non lo è perché la produzione dell’alluminio è molto energivora e dunque può comportare alte emissioni di gas serra, rendendo più complicato per le aziende raggiungere gli obiettivi di sostenibilità. E non è semplice soprattutto perché l’alluminio è meno efficiente del rame: concretamente significa che, a parità di elettricità condotta, i cavi in alluminio devono essere più spessi di un filo in rame, fino a 1,6 volte tanto.
L’ALLUMINIO ERODERÀ LA DOMANDA DI RAME?
L’alluminio è già molto presente nelle automobili, ad esempio nella carrozzeria e nel monoblocco del motore; è l’idea di impiegarlo in sostituzione dei cavi in rame a essere nuova. La tendenza è stata anticipata dalla Cina – il paese dominante lungo la filiera della mobilità elettrica, peraltro -, che già nel marzo del 2025 ha incoraggiato le aziende a passare da un metallo all’altro.
Secondo JpMorgan, la diffusione dell’alluminio potrebbe erodere il 2 per cento della domanda mondiale di rame nel 2026, e fino al 6 per cento nel 2030.
ANCHE PRYSMIAN PUNTA SULL’ALLUMINIO
Prysmian, società milanese che realizza cavi per le telecomunicazioni e per la trasmissione di energia, ha detto a Reuters di aver assistito a una graduale sostituzione del rame con l’alluminio da parte dei suoi clienti: attualmente i suoi prodotti sono fatti per il 40 per cento di alluminio (in termini di peso) e per il 60 per cento di rame. La quota dell’alluminio è cresciuta di tre punti percentuali negli ultimi cinque anni.






