La californiana Rocket Lab punta a sfidare Starlink di SpaceX e Amazon Leo nelle comunicazioni satellitari con l’acquisizione di Iridium.
Ieri l’azienda aerospaziale con sede a Long Beach, in California, ha annunciato un accordo da 8 miliardi di dollari per acquisire Iridium Communications, azienda pioniera nel settore della telefonia satellitare, puntando su un vantaggio competitivo simile a quello di SpaceX, che combina una costellazione di satelliti con i razzi proprietari per il loro lancio, segnala Reuters.
L’accordo unirà le capacità di lancio e produzione di satelliti di Rocket Lab con la costellazione in orbita terrestre bassa e le frequenze radio di Iridium, aprendo la strada allo sviluppo di nuovi servizi di comunicazione diretta con gli smartphone e intensificando la competizione con Starlink di SpaceX e con Amazon Leo.
Il mercato ha applaudito all’operazione: le azioni di Rocket Lab sono balzate del 10%, mentre quelle di Iridium, che quest’anno hanno già più che raddoppiato il loro valore, hanno registrato un’impennata di circa il 22%. L’annuncio dell’acquisizione ha avuto effetti anche sul comparto delle comunicazioni satellitari: le azioni di Viasat e AST SpaceMobile hanno registrato forti rialzi, con incrementi rispettivamente del 22% e del 19% nelle contrattazioni di giornata, riporta Bloomberg.
I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE
Rocket Lab acquisirà Iridium Communications per 54 dollari per azione attraverso una transazione mista in contanti e azioni che valuta l’azienda circa 8 miliardi di dollari.
Gli azionisti di Iridium riceveranno 27 dollari in contanti più azioni Rocket Lab, per un valore complessivo di 54 dollari per azione Iridium, con un premio del 24,1% rispetto all’ultima chiusura del titolo. Per finanziare l’acquisizione, Rocket Lab ha ottenuto impegni per un finanziamento ponte senior garantito da 3,6 miliardi di dollari, con durata di 364 giorni, da Deutsche Bank e Wells Fargo.
Il completamento dell’operazione è previsto per la metà del 2027.
L’OBIETTIVO
Con Iridium, Rocket Lab punta a integrare in un’unica realtà progettazione, produzione, lancio e gestione di costellazioni satellitari.
Come spiega Quartz, l’accordo darà a Rocket Lab il controllo della rete di 66 satelliti in orbita terrestre bassa di Iridium, dello spettro in banda L concesso in licenza a livello globale e di una base clienti di oltre 2,55 milioni di abbonati nei settori governativo, della difesa, dell’aviazione, marittimo e commerciale.
L’azienda ha spiegato che l’obiettivo è creare “un’azienda spaziale competitiva e verticalmente integrata che progetta, costruisce, lancia e gestisce le proprie costellazioni, fornendo capacità di comunicazione critiche a milioni di utenti in tutto il mondo”.
L’acquisizione consentirà infatti di combinare le capacità di lancio e produzione satellitare di Rocket Lab con la rete di satelliti in orbita terrestre bassa di Iridium e con il suo portafoglio di frequenze radio dedicate alle comunicazioni satellitari. Rocket Lab è oggi la seconda azienda statunitense dopo SpaceX per numero di missioni di lancio effettuate. Elemento chiave della strategia aziendale di lanciare le proprie costellazioni satellitari è Neutron, il suo razzo riutilizzabile di medio carico, il cui primo volo è previsto per il quarto trimestre del 2026, sottolinea ancora Reuters.
COS’È IRIDIUM
Iridium, fondata da Motorola alla fine degli anni Ottanta, è stata tra le aziende pioniere nello sviluppo delle reti globali di comunicazione satellitare in orbita terrestre bassa. Dopo il fallimento del 1999, la società guidata da Matt Desch ha rilanciato la propria attività, affermandosi come fornitore di servizi di comunicazione satellitare per clienti governativi e per i settori aeronautico, marittimo e industriale.
IL CONTRATTO CON IL PENTAGONO
Nell’ormai lontano 2019 Iridium ha annunciato la stipula di un contratto settennale da 738,5 milioni di dollari con il Dipartimento della Difesa Usa. Il contratto ha prolungato la collaborazione con il Pentagono, nell’ambito del programma EMSS (Enhanced Mobile Services), che Iridium ha vinto nel 2013. Una riconferma senza precedenti per la società con sede in Virginia, dal momento che il precedente contratto era di 400 milioni di dollari per soli cinque anni. Come parte del contratto, Iridium fornirà servizi voce, trasmissione e altri servizi globali sicuri tramite 66 satelliti in orbita terrestre bassa.
ALLA CONQUISTA DEL MERCATO DIRECT-TO-CELL
E oggi, uno degli elementi centrali dell’operazione con Rocket Lab è rappresentato proprio dalle licenze radio globali detenute da Iridium, considerate strategiche per lo sviluppo dei servizi di comunicazione diretta tra satelliti e smartphone.
“L’accordo con Iridium offre a Rocket Lab un punto d’appoggio nel mercato emergente della comunicazione diretta con i dispositivi”, grazie alla disponibilità dello spettro radio necessario per collegare telefoni cellulari direttamente dallo spazio ha dichiarato Peter Beck, ceo di Rocket Lab. “Si possono avere tutti i satelliti che si vogliono a terra e tutti i razzi che si vogliono negli hangar, ma se non si possiede lo spettro e i diritti di atterraggio necessari per fornire i servizi richiesti, allora è tutto inutile” ha aggiunto.
Beck non ha anticipato quali servizi saranno sviluppati sfruttando gli asset di Iridium, ma l’acquisizione apre la prospettiva di una futura rete satellitare in grado di collegarsi direttamente agli smartphone.
LA SFIDA A STARLINK E AMAZON LEO
Infine, l’operazione si inserisce in una fase di forte competizione nel mercato delle comunicazioni satellitari.
L’azienda di Musk gestisce una rete globale di dati e comunicazioni a banda larga ad alta velocità e bassa latenza, alimentata da oltre 10mila satelliti Starlink per banda larga e mobile in orbita terrestre bassa, che fornisce connettività a milioni di clienti privati, aziendali e governativi in 164 paesi, territori e altri mercati, al 31 marzo 2026. Comprende anche satelliti dedicati ai collegamenti diretti con gli smartphone attraverso il servizio Starlink Mobile.
Anche Amazon sta rafforzando la propria presenza nel settore. Ad aprile il colosso tech fondato da Jeff Bezos ha annunciato l’acquisizione di Globalstar per 11,6 miliardi di dollari con l’obiettivo di aumentare la concorrenza nei confronti di Starlink e sviluppare il mercato della comunicazione diretta con i dispositivi mobili. L’iniziativa satellitare del gruppo, Amazon Leo, è attualmente in fase di beta testing con clienti commerciali, mentre il lancio del servizio su larga scala è previsto entro la fine dell’anno.
Il consolidamento del settore era già accelerato negli ultimi mesi. Lo scorso settembre SpaceX ha annunciato un accordo da circa 17 miliardi di dollari per acquisire spettro radio dall’operatore satellitare EchoStar, seguito a novembre da un secondo accordo da 2,6 miliardi di dollari per ulteriori licenze.






