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La Germania prova a contrastare la crisi demografica con l’Ia

La Germania sta usando l’Ia per aumentare l’efficienza delle imprese, compensare la grave carenza di manodopera causata dall’invecchiamento demografico e rilanciare la produttività, con stime di crescita aggiuntiva fino a 323 miliardi di euro nel prossimo decennio.

La Germania stia puntando sull’IA come uno strumento pratico e quotidiano per affrontare due problemi enormi: la stagnazione della crescita economica degli ultimi anni e, soprattutto, la crescente scarsità di manodopera.

Lo sottolinea Bloomberg in un nuovo report, che attraverso casi reali di imprese di diverse dimensioni e settori e proiezioni economiche fa emergere un quadro interessante.

L’IA, sottolinea la testata finanziaria, non sostituisce le persone ma le aiuta a lavorare meglio, più velocemente e con meno stress, permettendo di mitigare l’impatto di una crisi demografica che rischia di diventare strutturale.

Il caso di un’impresa edile del Nord-Ovest

A titolo di esempio, Bloomberg riferisce quanto sta accadendo in un’azienda che costruisce case su misura nel nord-ovest della Germania.

Fino a poco tempo fa, gestire più di 250 fatture alla settimana richiedeva l’equivalente di quattro giornate lavorative intere, un’attività ripetitiva e pesante che sottraeva tempo prezioso ad altre operazioni.  Dopo l’introduzione dell’IA poco più di un anno fa, lo stesso lavoro viene sbrigato in metà tempo.

Il titolare, Gerrit Terfehr, tiene a precisare che l’obiettivo non è ridurre il personale, bensì riuscire a coprire le lacune create dalla cronica mancanza di lavoratori qualificati, che rappresenta probabilmente la sfida più grave per l’economia tedesca nei prossimi decenni.

“Stiamo cercando di usare l’IA ovunque per colmare i vuoti e togliere un po’ di carico ai nostri collaboratori», racconta Terfehr.

La cosa interessante è che il team ha accolto la tecnologia con favore proprio perché ne ha visto subito i benefici concreti, senza sentirsi minacciato.

Le stime di Bloomberg Economics

Da un punto di vista macroeconomico, le previsioni di Bloomberg Economics sono eloquenti.

Dopo un periodo prolungato di stagnazione, l’IA potrebbe contribuire con un aumento annuo compreso tra 0,2 e 0,7 punti percentuali alla crescita tedesca nel corso del prossimo decennio. In termini cumulativi, si parla di un possibile valore aggiunto fino a 323 miliardi di euro.

Ana Andrade, economista di Bloomberg, osserva che il 30% dei posti di lavoro è esposto all’IA, una quota che sale al 60% se si considerano applicazioni più avanzate. Questo significa che esiste uno spazio significativo per una vera inversione di tendenza sul fronte della produttività.

Naturalmente non è una garanzia automatica – molto dipenderà da come le imprese sapranno integrare queste tecnologie – ma appare comunque come la risposta più plausibile ai problemi strutturali del Paese.

La bomba demografica che minaccia l’economia tedesca

Al centro di tutto c’è la questione demografica, che il report definisce come un vero e proprio shock.

Entro il 2070 la popolazione in età lavorativa tedesca, oggi composta da circa 51 milioni di persone, potrebbe ridursi di un quarto. I baby boomer stanno andando in pensione, le nascite rimangono basse e l’immigrazione non riesce a compensare completamente il deficit.

In questo contesto, l’IA potrebbe quantomeno neutralizzare il freno dello 0,3% annuo derivante dalla contrazione della forza lavoro e, in uno scenario favorevole, superare anche gli effetti positivi attesi dagli ingenti investimenti pubblici in infrastrutture e riarmo.

Diversamente dalla Cina, che risponde all’invecchiamento della popolazione riempiendo le fabbriche di robot umanoidi alimentati dall’IA, la Germania procede in modo più graduale, aiutando i lavoratori in carne e ossa a essere più efficienti.

L’esperienza di Arte Clean

Un altro caso emblematico è quello di Arte Clean, in Renania Settentrionale-Vestfalia, attiva nei servizi di assistenza domiciliare per trattamenti medici come le iniezioni.

Prima dell’IA, un dipendente dedicava tra le 15 e le 20 ore settimanali solo alla pianificazione dei percorsi delle visite, tenendo conto di orari del personale, disponibilità e condizioni del traffico. Oggi uno strumento che costa appena 250 euro al mese ha ridotto questo tempo di circa un terzo e, soprattutto, continua a migliorare con l’uso. Il titolare Karsten Kalinowski sottolinea che “il modello impara a grande velocità”.

L’azienda sta inoltre sperimentando, insieme a MediFox Dan GmbH, un’app che permette di documentare le visite tramite input vocale, genera report automatici e organizza dati come i parametri vitali. Un’attività che oggi occupa circa un quinto della giornata di un operatore potrebbe tradursi in un aumento di ricavi fino a 12.000 euro al mese.

Si tratta di un ritorno sull’investimento impressionante, quasi del 5.000%, che permette all’azienda di accogliere più pazienti nonostante la mancanza di nuovi apprendisti per sostituire chi va in pensione.

L’adozione accelerata dalle imprese tedesche

I dati confermano che stiamo assistendo a un’accelerazione notevole. Un’indagine della Bundesbank indica che più di due imprese tedesche su tre utilizzeranno l’IA quest’anno, in netta crescita rispetto al 44% del 2025.

Un altro sondaggio condotto dal gruppo tech Bitkom rivela che il 31% delle aziende ritiene che l’IA possa concretamente aiutare ad alleviare la scarsità di personale qualificato.

I settori più colpiti dalla carenza di lavoratori, costruzioni e sanità in primis, hanno ovviamente il potenziale maggiore di guadagno, ma i benefici si stanno diffondendo anche altrove.

Deutsche Telekom, per esempio, impiega l’IA per espandere la rete in fibra ottica, programmando appuntamenti con i clienti e verificando la profondità degli scavi.

Nel frattempo, ricercatori a Dresda stanno esplorando applicazioni mediche innovative, come l’analisi delle variazioni di colore della pelle per individuare potenziali problemi di salute.

Vantaggi indiretti

Oltre al risparmio di tempo, l’IA porta con sé vantaggi indiretti importanti: facilita l’integrazione di lavoratori stranieri grazie a traduzioni e dettatura in più lingue, aiuta il personale a sviluppare nuove competenze e riduce lo stress su team già sovraccarichi.

Nell’impresa edile di Terfehr, gli operai possono ora dettare ordini di materiale e aggiornamenti di cantiere direttamente in russo, arabo o altre lingue; l’app registra e traduce tutto, lo carica automaticamente sul cloud e lo collega via GPS al cantiere specifico, sostituendo le vecchie e confuse chat WhatsApp.

Questo non significa però che sia tutto rose e fiori. Molte mansioni puramente manuali come accudire anziani o posare mattoni, non possono ancora essere automatizzate.

Come sottolinea Christoph Krause, che supporta le PMI nell’adozione dell’IA, “le aziende non possono usare la tecnologia come sostituto diretto di un dipendente qualificato”.

Inoltre, non tutte le imprese registrano finora un aumento chiaro e misurabile della produttività complessiva. I benefici potrebbero concentrarsi anche in settori dove la carenza di personale è meno drammatica, come la manifattura.

Nonostante queste limitazioni, gli esempi concreti mostrano che l’IA sta già funzionando come un’ancora di salvezza per un’economia che da troppo tempo arranca.

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