La casa automobilistica Stellantis – proprietaria, tra gli altri, dei marchi Fiat, Chrysler, Peugeot e Jeep – ha convertito in azioni i suoi investimenti nell’azienda statunitense di batterie Factorial Energy, di cui possiede adesso una quota del 9,5 per cento. Nel consiglio di amministrazione della società, inoltre, è stato inserito Jon Nelson, già a capo di Stellantis Financial Services.
I TEST SU STRADA CON LE BATTERIE DI FACTORIAL
Solo una settimana fa, peraltro, Stellantis aveva annunciato l’avvio dei test su strada di un veicolo sperimentale modello Dodge Charger Daytona dotato delle batterie allo stato solido di Factorial. Sono batterie particolari, diverse da quelle agli ioni di litio montate sulla maggior parte dei veicoli elettrici: semplificando molto, le batterie allo stato solido non contengono un elettrolita liquido ma solido, dunque non infiammabile; questa configurazione, inoltre, permette alla batteria di concentrare più energia in meno spazio e di velocizzare il passaggio della corrente elettrica al suo interno, abbattendo i tempi di ricarica.
Il problema principale delle batterie allo stato solido risiede però nella manifattura, che è costosa e complicata: è difficile, ad esempio, assicurare un contatto costante tra l’elettrolita solido e i due elettrodi (i poli della batteria, uno positivo e l’altro negativo).
Il programma di test tra Stellantis e Factorial – si legge nel comunicato – “aiuterà a mettere a punto e verificare ulteriormente le prestazioni e l’affidabilità del pacco batterie in condizioni di ricarica e di guida, oltre alla sicurezza del veicolo”. L’integrazione delle celle di batteria di Factorial nel pacco batterie del veicolo sperimentale ha richiesto la progettazione di una nuova architettura meccanica, brevettata da Stellantis.
LE PRESTAZIONI DELLE BATTERIE DI FACTORIAL
Factorial ha sviluppato una propria tecnologia sugli elettroliti solidi chiamata Fest, da Factorial Electrolyte System Technology. L’anno scorso l’azienda, assieme a Stellantis, ha validato celle con tecnologia Fest dalla densità di 375 wattora al chilo (superiore a quella delle batterie al litio di Tesla: 300 Wh/kg), una capacità di ricarica ultrarapida (dal 15 per cento di carica al 90 per cento in diciotto minuti) e prestazioni affidabili in un intervallo termico compreso tra i -30 gradi Celsius e i 45 °C.
TUTTO SU FACTORIAL: CHI L’HA FONDATA E CHI LA SOSTIENE
Factorial ha sede a Woburn, nel Massachusetts, ma possiede delle sedi anche in Germania, in Corea del sud e in Giappone. Le attività di ricerca, sviluppo e manifattura si svolgono però negli Stati Uniti.
L’azienda è stata fondata nel 2020 da Siyu Huang, Alex Yu ed Héctor Abruña. Huang è l’amministratrice delegata, Yu ricopre attualmente la carica di direttore tecnico, mentre Abruña è consigliere. I tre si sono conosciuti all’Università Cornell di New York, dove Abruña insegna Chimica: Huang ha conseguito qui un dottorato nel 2012, e Yu nel 2014.
Factorial è sostenuta da In-Q-Tel, una società americana di venture capital senza scopo di lucro ma finalizzata alla tutela della sicurezza nazionale degli Stati Uniti attraverso il supporto all’innovazione privata. Pur essendone indipendente, In-Q-Tel è comunque in stretti rapporti con la Cia, l’agenzia di intelligence civile del governo americano.
Oltre a quella con Stellantis, risalente al 2021 con un investimento di 75 milioni di dollari, Factorial ha ricevuto capitali anche da altre case automobilistiche come Mercedes-Benz (che possiede una quota dell’8,1 per cento) e Hyundai. Al di là del settore automotive, l’azienda dice di volersi concentrare sui mercati della difesa, della robotica e dei centri dati.
LA QUOTAZIONE SUL NASDAQ
L’8 giugno Factorial si è quotata sulla borsa statunitense Nasdaq con una valutazione di 1,3 miliardi. L’operazione le ha garantito proventi lordi per oltre 100 milioni, che verranno impiegati per sostenere la commercializzazione delle sue batterie.
Factorial pubblicherà i risultati del secondo trimestre del 2026 il 13 agosto prossimo.
LE RIVALI PRINCIPALI
Le rivali principali di Factorial nella commercializzazione delle batterie allo stato solido sono QuantumScape (finanziata da Volkswagen) e Solid Power (sostenuta da Bmw), entrambe statunitensi.




