“Le stagioni di una vita” è un romanzo biografico che racconta le figure di Domenico Gasparri – Generale dell’Arma dei Carabinieri scomparso nel 2017, padre di Maurizio – e del fratello Albino. Le vite parallele dei due fratelli, scritte dal nipote Francesco Puccio e pubblicate fuori commercio, coprono un secolo di storia tra emigrazione, riscatto sociale e impegno politico, a partire dal borgo di Roscigno Vecchia. Una storia italiana che, dopo la presentazione tenuta a Cava de’ Tirreni, il senatore Presidente della Commissione Esteri e Difesa ricorderà domani 18 giugno alle 17.30, nella Sala Koch di Palazzo Madama.
La scelta editoriale si distacca dalla preferenza dei politici verso le autobiografie o i saggi da usare come mezzo di propaganda. Il più recente è “Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia” di Giuseppe Conte. Prima abbiamo avuto l’irrefrenabile Matteo Renzi con “Palla al centro. La politica al tempo delle influencer” e il sequel “L’influencer. La politica al tempo delle ossessioni”, in cui accusa Giorgia Meloni di guardare sondaggi e social esattamente come lui, ma con impatto leggerissimamente superiore. Anche Elly Schlein sembra andare sulla scia della Premier con “L’imprevista. Un’altra visione del futuro”, dialogo-intervista con cenni quasi intimi, tra l’infanzia a Lugano addio, i roventi anni universitari a Bologna e dove sennò, le campagne di volontariato per Obama che ci sta sempre bene.
Ovviamente al top dei best e long seller c’è “Io sono Giorgia. Le mie radici, le mie idee”, l’autobiografia del 2021. Un caso editoriale la cui chiave è lo storytelling molto personale, memorabile la pallonata presa in faccia perché “cicciona”, che ha anticipato e accompagnato la scalata elettorale. Il privato è sempre stato politico, ancor più da quando il coming out dei fatti propri è una tendenza social. Tiratura e vendite alle stelle, edizioni su edizioni, record di copie, traduzioni in Spagna, Francia e Stati Uniti dove “Giorgia’s Vision” vanta la prefazione del Vicepresidente JD Vance. Un libro oggetto di studio in università e centri di analisi politica ma, come sempre per Meloni, anche un meme satirico, un fenomeno pop. Spinto anche dal viralissimo reel del discorso eponimo: Piazza San Giovanni, 2019, «Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana».
Un piatto ricco su cui si sono ficcati un po’ tutti. Da quando Io sono Giorgia è Presidente del consiglio si contano decine di tomi: dai volumi cofirmati come l’intervista con Alessandro Sallusti “La versione di Giorgia”, alle biografie non autorizzate. Da “Giorgia la figlia del popolo” di Italo Bocchino a “I potenti al tempo di Giorgia” di Luigi Bisignani e Paolo Madron. Fino al pacato, come nello stile dell’autore, “La sciagura. Giorgia Meloni e il suo governo disastroso” di Andrea Scanzi.




