Oltre 460 milioni in ricerca e sviluppo e 5,8 GW di rinnovabili.
Sono due dei principali risultati emersi dal report volontario di sostenibilità “Eni for 2025 – A Just Transition”, presentato lo scorso 8 giugno da Eni al Gazometro di Roma Ostiense. Il documento, giunto alla ventesima edizione, fotografa i risultati raggiunti nel corso del 2025 in materia di transizione energetica, tutela ambientale, innovazione, sviluppo delle persone e rapporti con i territori.
Alla platea hanno partecipato rappresentanti di associazioni, piccole e medie imprese coinvolte in iniziative come Open-es e Joule, sindacati, istituzioni, specialisti ESG del settore finanziario, organizzazioni non governative, associazioni dei consumatori e mondo accademico.
Tra i dati principali figurano anche diminuzione delle emissioni nette di gas a effetto serra dell’Upstream del 68% rispetto al 2018 e 81 milioni investiti in progetti di sviluppo locale che hanno coinvolto circa tre milioni di persone.
Tutti i dettagli.
IL REPORT “ENI FOR 2025 – A JUST TRANSITION”
Il report di Eni ha l’obiettivo di illustrare i risultati conseguiti e le azioni intraprese verso una transizione energetica definita dall’azienda come equa per persone e territori, fornendo agli stakeholder una rappresentazione del modello integrato adottato da Eni per raggiungere i propri obiettivi di sostenibilità.
LE PAROLE DI DESCALZI
“Eni affronta queste sfide con un modello industriale distintivo, che combina in modo pragmatico business tradizionali e nuove fonti energetiche e coniuga innovazione tecnologica, efficienza operativa e integrazione lungo la catena del valore” ha commentato l’ad della società Claudio Descalzi aggiungendo che “Il nostro modello aziendale mette al centro le persone, tutela la sicurezza di tutti coloro che lavorano in Eni e per Eni, contribuisce al benessere delle comunità in cui operiamo e a una sempre maggiore protezione dell’ambiente. Tutto ciò ci consente di affrontare con resilienza le discontinuità del contesto e di proseguire con coerenza nel nostro percorso di trasformazione”.
LE CINQUE DIRETTRICI DELLA STRATEGIA
Il report ripercorre i risultati del 2025 attraverso cinque direttrici che guidano l’integrazione della sostenibilità nel modello di business dell’azienda: la neutralità carbonica al 2050, la protezione dell’ambiente, la valorizzazione delle persone, le alleanze per lo sviluppo e la sostenibilità lungo la catena del valore.
Le informazioni sono accompagnate da casi di studio e interviste a organizzazioni ed enti esterni che collaborano con Eni, con l’obiettivo di contestualizzare la strategia aziendale all’interno delle dinamiche globali della transizione energetica.
EMISSIONI IN CALO E OBIETTIVI CLIMATICI
Dal documento emerge che il 2025 ha visto una riduzione del 31% delle emissioni nette di gas a effetto serra dell’Upstream rispetto al 2024 e del 68% rispetto alla baseline del 2018. Il risultato è in linea con il percorso che prevede l’azzeramento delle emissioni nette Scope 1 e Scope 2 delle attività Upstream entro il 2030 e dell’intera Eni entro il 2035.
Al raggiungimento di questo traguardo hanno contribuito il monitoraggio delle emissioni di metano e il conseguimento dell’obiettivo di zero routine flaring nelle attività operate dal gruppo.
LA CRESCITA DELLE RINNOVABILI E DEI BIOCARBURANTI
Nel settore delle energie rinnovabili, Plenitude ha raggiunto una capacità installata pari a 5,8 GW, registrando una crescita del 41% rispetto all’anno precedente. La società prosegue così il percorso verso il target di 15 GW previsto per il 2030. Nel corso dell’anno ha inoltre avviato in Texas il più grande impianto di accumulo a batterie del proprio portafoglio, con una capacità di 200 MW.
Sul fronte dei biocarburanti, Enilive ha ampliato la capacità di bioraffinazione attraverso la realizzazione di tre nuove bioraffinerie e l’avvio di altri due progetti in Italia e all’estero. L’obiettivo è raggiungere entro il 2030 una capacità di lavorazione di 5 milioni di tonnellate, rispetto agli attuali 1,65 milioni, per la produzione di HVO (Hydrogenated Vegetable Oil) e SAF (Sustainable Aviation Fuel).
IL RUOLO DELLA CATTURA DELLA CO₂
Nel 2025 è stata inoltre costituita, insieme al fondo di private equity GIP, una società dedicata alle attività di Carbon Capture & Storage. La nuova realtà avrà il compito di valorizzare i progetti di cattura e stoccaggio della CO₂ presenti nel portafoglio di Eni.
L’iniziativa si inserisce nel modello satellitare adottato dal gruppo, che punta ad attrarre capitali dedicati, valorizzare i singoli business e sostenerne la crescita.
OLTRE 460 MILIONI IN RICERCA E INNOVAZIONE
Tecnologia e innovazione continuano a rappresentare uno degli assi portanti della strategia aziendale. Nel 2025 la società ha destinato oltre 460 milioni di euro ad attività di ricerca e sviluppo, programmi di open innovation, soluzioni digitali avanzate e tecnologie di frontiera.
Gli investimenti hanno riguardato in particolare la fusione a confinamento magnetico, il supercalcolo, le tecnologie per la bioraffinazione, il riciclo chimico delle plastiche e le soluzioni per la cattura e lo stoccaggio della Co2.
OTTENUTA LA CERTIFICAZIONE PER LA PARITÀ DI GENERE
Infine, il report evidenzia anche le iniziative dedicate alle persone e alle comunità. Nel 2025 Eni si è classificata al primo posto nel Corporate Human Rights Benchmark e ha ottenuto la certificazione per la parità di genere UNI PdR 125:2022.
Nel corso dell’anno il gruppo guidato da Descalzi ha investito 81 milioni di euro in progetti di sviluppo locale finalizzati all’accesso all’energia, all’acqua e ai servizi sanitari, oltre che alla formazione, alla salute e alla diversificazione economica delle comunità. Le iniziative, realizzate insieme a partner, istituzioni, organizzazioni non governative, organizzazioni internazionali e comunità locali, hanno raggiunto circa tre milioni di persone nei Paesi in cui Eni opera.







