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Sulle vette della diplomazia

Un convegno alla Camera su “125 anni di scienza e amicizia tra Italia e Pakistan” mette in luce il ruolo cruciale della ricerca scientifica, della diplomazia ambientale e della tutela delle grandi montagne nella lotta al cambiamento climatico e nello sviluppo sostenibile.

 

La Sala Giacomo Matteotti della Camera dei Deputati ha ospitato il convegno “Italia e Pakistan: 125 anni di storia e collaborazione”. Promosso dall’associazione EvK2CNR, l’incontro ha riunito oltre venti relatori tra rappresentanti istituzionali, scienziati, imprenditori e alpinisti. Le relazioni tra Italia e Pakistan non sono solo una questione di protocolli diplomatici, ma una storia di esplorazioni e scoperte, un legame che affonda le radici nel passato ma guarda alle sfide globali del futuro. Il primo panel ha ripercorso tappe leggendarie: dalle missioni archeologiche di Giuseppe Tucci nello Swat alla storica conquista italiana del K2, fino all’eredità visionaria di Ardito Desio. Desio, come ricordato da Guglielmina Diolaiuti, fu non solo un geologo di fama ma un pioniere capace di trasformare le spedizioni in strumenti di cooperazione internazionale.

Oggi questa tradizione continua attraverso la glaciologia e lo studio della cosiddetta “anomalia del Karakorum”, fenomeno che vede alcuni ghiacciai della regione in controtendenza rispetto al ritiro globale, rendendo quest’area un laboratorio a cielo aperto fondamentale per comprendere l’evoluzione della criosfera e la futura disponibilità di risorse idriche. Il Pakistan è uno dei Paesi più vulnerabili agli effetti del riscaldamento globale. Durante il convegno, il Ministro pakistano per il Climate Change, Musadik Malik, ha lanciato un appello proponendo la creazione di una Virtual Green University, per formare le nuove generazioni sui temi dell’ambiente e della sostenibilità.

In questo contesto si inserisce il lavoro di EvK2CNR. Il progetto ARES (Autonomous Remote Environmental Station), operativo dal 2025 ad Arandu, è una stazione che monitora la qualità dell’aria e i gas climalteranti in condizioni estreme. Le montagne sono definite “sentinelle del clima” poiché – ha spiegato Paolo Bonasoni, Presidente di Proambiente – i dati raccolti su queste vette permettono di comprendere i cambiamenti su scala globale. L’impegno italiano si manifesta anche attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). Il Direttore Generale Marco Rusconi ha confermato il sostegno al nuovo programma “Air for Development”, che raccoglie l’eredità di “Water for Development” con il fine di potenziare il monitoraggio ambientale e la resilienza delle comunità montane.

Il convegno ha esplorato infine la “diplomazia dello sport”, con le testimonianze degli alpinisti Stefano Ragazzo e Silvia Loreggian, e di Syed Zain Abbas Naqvi, giocatore pakistano della nazionale italiana di cricket.

In conclusione, il Sottosegretario agli Affari Esteri, Maria Tripodi (nella foto), ha sottolineato come la rete di relazioni costruita da ricercatori e istituzioni sia la base per affrontare le grandi sfide ambientali. Come dichiarato da Agostino Da Polenza, Presidente di EvK2CNR: “Esiste una comunità che continua a costruire ogni giorno nuove opportunità. Da questa rete nasceranno le risposte alle sfide sociali e ambientali del futuro”. A Da Polenza è stata conferita la Tamgha-e-Pakistan, onorificenza che premia oltre quarant’anni di impegno nel costruire “ponti di fiducia” tra i due popoli. Spirito che si riflette anche nella formazione professionale: in collaborazione tra EvK2CNR e Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane, decine di guide locali sono state qualificate, portando alla nascita della Karakorum Mountain Guide Association per un turismo sostenibile e di qualità.

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