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Perché anche Parigi molla l’americana Palantir per la francese ChapsVision

In Francia i servizi segreti interni hanno scelto l'azienda francese ChapsVision per sostituire il colosso americano Palantir. La decisione si inserisce nella strategia di alcuni paesi europei per ridurre la dipendenza da tecnologie straniere nei settori considerati critici e rafforzare la sovranità digitale nazionale. Tutti i dettagli.

Dopo la Germania, anche la Francia dice addio ai software di analisi dati di Palantir,  la controversa società californiana di data mining, con profondi legami con i servizi segreti e le agenzie militari statunitensi.

La Direzione Generale per la Sicurezza Interna (DGSI) ha deciso di interrompere l’utilizzo della piattaforma statunitense co-fondata da Peter Thiel, mentre il governo francese aumenta gli investimenti nell’intelligenza artificiale nazionale e promuove campioni europei come Mistral e ChapsVision. Un mese fa c’era stata l’agenzia di intelligence interna della Germania a optare per un sistema di analisi dei dati sviluppato dalla società francese di intelligenza artificiale ChapsVision, preferendolo alla soluzione proposta dall’americana Palantir.

Sempre questo, anche una commissione parlamentare britannica ha raccomandato la fine dell’accordo dell’Nhs con la società guidata da Alex Karp (nella foto), ricorda Bloomberg.

Queste decisioni si inseriscono nel contesto delle crescenti tensioni transatlantiche sull’accesso alle tecnologie avanzate di IA e del dibattito europeo sulla dipendenza dai fornitori americani.

Tutti i dettagli.

LA DGSI PRONTA A LASCIARE PALANTIR

La Direzione Generale per la Sicurezza Interna (DGSI) ha scelto l’azienda francese ChapsVision per “sostituire il gigante americano Palantir”, ha dichiarato il Primo Ministro Sébastien Lecornu in un video online pubblicato alla vigilia dell’apertura di VivaTech, la più grande conferenza tecnologica del Paese.

I servizi segreti interni francesi avevano iniziato a utilizzare il software della società americana dopo gli attentati terroristici islamisti del 2015, con l’obiettivo di supportare gli analisti nell’elaborazione di grandi quantità di informazioni. Nonostante il rinnovo del contratto per altri tre anni avvenuto nel 2025, le autorità francesi hanno ora avviato un percorso per sostituire la piattaforma statunitense.

PREFERITA CHAPSVISION COME ALTERNATIVA FRANCESE

L’agenzia di intelligence francese ha rescisso quindi il contratto decennale con Palantir per collaborare con la startup francese ChapsVision, nel tentativo di affrancarsi dai fornitori di tecnologia stranieri per i servizi governativi critici.

ChapsVision fornisce software ad aziende e governi per aiutarli ad analizzare grandi quantità di dati, una tecnologia simile a quella di Palantir, segnala Sifted. Lanciata nel 2019, l’azienda è cresciuta rapidamente, raggiungendo oltre 1.000 dipendenti e registrando un fatturato di quasi 200 milioni di euro nel 2024.

Come già detto, il mese scorso, anche l’agenzia di intelligence interna tedesca (DGSI) ha annunciato di aver scelto ChapsVision al posto di Palantir, nel tentativo di ridurre la dipendenza del paese dagli strumenti statunitensi.

LA REPLICA DI PALANTIR

Impassibile al momento Palantir. La società con sede a Denver ha dichiarato in un comunicato che il contratto con la DGSI “rimane pienamente in vigore” e che la collaborazione con le autorità francesi “prosegue nel rispetto degli impegni contrattuali esistenti e in piena conformità con i più elevati standard di sicurezza, protezione dei dati, conformità normativa e trasparenza”.

Palantir “condivide l’ambizione delle autorità francesi di rafforzare le capacità tecnologiche nazionali ed europee”, ha concluso.

IL TIMORE DELLE DIPENDENZE STRATEGICHE

La scelta della DGSI si inserisce dunque in una più ampia strategia francese volta a ridurre la dipendenza dalle tecnologie americane considerate critiche.

Sempre il primo ministro Lecornu ha annunciato anche un investimento pubblico da 655 milioni di euro nell’intelligenza artificiale francese, sostenendo che Parigi non può più accettare “dipendenze strategiche” nel settore digitale. Secondo Lecornu, la Francia non dovrebbe “dipendere dalla buona volontà di alcuni partner, capaci di chiudere il rubinetto dell’accesso” alle tecnologie di IA.

Le preoccupazioni francesi si sono intensificate dopo la decisione di Washington di imporre ad Anthropic la sospensione dell’accesso internazionale ai modelli di intelligenza artificiale più avanzati Fable e Mythos per ragioni di sicurezza nazionale, evidenzia Bloomberg. Una mossa che ha alimentato il dibattito in Europa sulla vulnerabilità derivante dall’affidamento a tecnologie sviluppate oltreoceano.

MONTANO I TIMORI SU PALANTIR IN EUROPA

La decisione francese arriva mentre cresce il dibattito europeo sul ruolo di Palantir nei servizi pubblici.

Nel Regno Unito alcuni parlamentari hanno chiesto al governo di valutare la rescissione del contratto tra il Servizio sanitario nazionale britannico (NHS) e la società americana, sostenendo che una dipendenza eccessiva da pochi fornitori statunitensi potrebbe lasciare servizi essenziali “in balia di attori stranieri”.

Anche il sindaco di Londra Sir Sadiq Khan ha bloccato un contratto da 50 milioni di sterline tra la Polizia Metropolitana e Palantir, citando preoccupazioni relative agli appalti, agli aspetti etici e ai possibili rischi reputazionali, ricostruisce oggi il Telegraph.

MACRON SPINGE SULLA LEADERSHIP EUROPEA NELL’IA

Come sottolinea sempre la testata britannica, la decisione su Palantir è arrivata mentre Emmanuel Macron ha sfruttato il vertice del G7 di questa settimana a Évian-les-Bains per presentare la Francia come la risposta europea al dominio americano e cinese nell’intelligenza artificiale.

Nel corso del vertice, Macron ha organizzato un incontro dedicato all'”implementazione sicura, rapida ed efficace” dell’IA, con la partecipazione dei vertici di OpenAI, Anthropic, Google DeepMind e Mistral.

Anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha rilanciato il tema della sovranità tecnologica europea, dichiarando: “Vogliamo la nostra IA”. Von der Leyen ha sottolineato la necessità per l’Europa di sviluppare tecnologie, infrastrutture e capacità autonome senza dipendere integralmente dai grandi gruppi tecnologici stranieri.

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