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La Spagna gioca d’azzardo coi siti di scommesse che piacciono tanto ai Trump

La possibilità che il governo spagnolo metta al bando i siti di scommesse Polymarket e Kalshi in cui Trump Jr e il cerchio magico del tycoon hanno puntato parecchio rischia di passare come l'ennesimo affronto di Sanchez alla Casa Bianca in un momento in cui i rapporti tra Washington e Madrid sono già tesissimi

Potrebbe diventare l’ennesimo sgarbo destinato ad allontanare ulteriormente i due lembi dell’Atlantico la decisione – data per imminente dal Wall Street Journal – del governo spagnolo di bloccare le ben note piattaforme dove si scommette su praticamente ogni cosa (persino sul ritorno di Gesù entro il 2027) Polymarket e Kalshi.

LA SPAGNA SCOMMETTE CONTRO I SITI DI SCOMMESSE POLYMARKET E KALSHI

Secondo il quotidiano economico, benché queste piattaforme più volte al centro della cronaca negli ultimi mesi per alcune vittorie sospette ed eclatanti da parte del cerchio magico trumpiano (emblematico il caso di Gannon Ken Van Dyke, sergente maggiore in servizio a Fort Bragg, che ha puntato 33mila dollari su Polymarket scommettendo “Maduro out entro il 31 gennaio” essendo con ogni probabilità a conoscenza delle operazioni militari in corso nell’area) permettano di giocare d’azzardo non avrebbero mai ottenuto tali licenze.

Per questo il Ministero dei Diritti Sociali, Consumo e Agenda 2030 che si occupa anche dei diritti dei consumatori ha richiesto in via cautelare il blocco preventivo delle piattaforme mentre porta avanti le indagini necessarie ad accertare possibili violazioni della legge spagnola, procedura che dovrebbe richiedere circa 3-4 mesi.

I TRUMP (E CHI STA LORO VICINO) AMANO POLYMARKET E KALSHI

Il problema, però, è che Polymarket, il cui valore oggi è di 15 miliardi di dollari contro 1 miliardo di due anni fa, vede sedere il primogenito del presidente Trump nell’Advisory Board. Un ingresso tutt’altro che casuale dato che Trump Jr. ha investito alcune decine di milioni attraverso il suo fondo 1789 Capital (curiosamente la cifra non è stata divulgata). Fra gli azionisti figurano anche il Founders fund dell’ideologo trumpiano Peter Thiel, fondatore di Paypal e Palantir, e Intercontinental Exchange, azionista di riferimento del Nyse, la borsa di New York.

Come ricordava Reuters in un articolo dello scorso agosto, il piccolo Donald aveva salutato l’acquisto spiegando su X che “I mercati delle previsioni hanno completamente cambiato il modo in cui le persone seguono le notizie”, mostrando una curiosa tendenza a confondere i piani. E, ancora: “Polymarket smaschera la manipolazione mediatica e le cosiddette opinioni degli ‘esperti’ permettendo alle persone di scommettere su ciò che credono realmente accadrà nel mondo”.

Trump Jr. dal 13 gennaio del 2025 è pure “strategic Advisor” di Kalshi la cui valutazione è di 22 miliardi e in cui hanno scommesso tra i tanti paperoni americani anche Andreessen-Horowitz, società di venture capital che punta pure su OpenAi, il finanziere Charles Schwab (protagonista di un siparietto allo Studio Ovale in cui il presidente disse che aveva guadagnato 2,5 miliardi solo in un giorno grazie alle puntate giuste), Sequoia Capital, fondo di Doug Leone, sostenitore anche economico di Trump e di un altro trumpiano “di ferro”, Henry Kravis, fondatore del gruppo di private equity Kkr.

Truth Social, il social media di proprietà di Trump attraverso la Trump Media & Technology Group ha registrato una consociata, Truth Predict, allo scopo di entrare a sua volta nel settore, questa volta direttamente con un’azienda nel portafogli.

UN NUOVO FRONTE TRA MADRID E WASHINGTON?

La decisione spagnola rischia insomma per passare come l’ennesimo affronto di Sanchez a Trump in un momento in cui i rapporti tra Washington e Madrid sono già tesissimi sia per le prese di posizione di posizione del governo spagnolo nei confronti di Israele, alleato strettissimo degli americani, sia per la decisione di negare l’uso agli americani delle basi militari in Andalusia per le operazioni contro l’Iran.

La stessa decisione potrebbe presto dover essere presa pure dall’Italia. Perché appunto nonostante sia palese che su queste piattaforme la gente scommetta vincendo e perdendo denaro, non c’è ancora una equiparazione giuridica al gioco d’azzardo tradizionale. Anche per via del loro funzionamento che scimmiotta i mercati tradizionali, con contratti derivati basati su eventi. Non a caso, guai a chiamarli genericamente siti di scommesse: la definizione ufficiale è mercati predittivi. Ma pare un discrimine utile solo a imbellettare la propria facciata.

Attualmente, collegandosi dal nostro Paese ai siti in questione è possibile consultarli, sfogliando le scommesse in atto e le quotazioni, senza avere la possibilità di puntare, in una sorta di modalità di “sola lettura” che potrebbe però essere intesa come incentivo a scommettere. In caso di ban da parte di Madrid sarà interessante osservare se ci saranno contromosse americane. Si accettano scommesse.

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