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Ecco come la Cina accelera verso la Luna con la missione Shenzhou-23

Ieri tre astronauti cinesi sono arrivati alla stazione spaziale Tiangong e uno di loro resterà in orbita per un intero anno, una tappa chiave del programma con cui Pechino punta a portare esseri umani sulla Luna entro il 2030.

Destinazione Luna: lancio riuscito per Shenzhou-23.

Domenica la Cina ha lanciato la missione spaziale con equipaggio Shenzhou-23, dal cosmodromo di Jiuquan, nel nord-ovest del Paese, alla volta della stazione spaziale Tiangong. Il paese è formalmente escluso dalla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) dal 2011, quando gli Stati Uniti hanno vietato alla Nasa di collaborare con Pechino, spingendola a sviluppare un proprio progetto di stazione spaziale.

Inoltre, la missione cinese porterà il primo astronauta in orbita per un anno, un passo fondamentale nel piano di Pechino di portare l’uomo sulla Luna entro il 2030. Si tratta di una delle missioni spaziali più lunghe di sempre, ma inferiore al record di 14 mesi e mezzo stabilito da un cosmonauta russo nel 1995.

L’identità dell’astronauta che resterà un anno in orbita sarà annunciata successivamente, a seconda dei progressi della missione, ha reso noto nel fine settimana l’Agenzia spaziale cinese per l’equipaggio. A bordo della navicella si trovano il comandante Zhu Yangzhu, lo specialista del carico utile Li Jiaying e il pilota Zhang Yuanzhi.

Tutti i dettagli.

SUCCESSO PER IL LANCIO DEL LONG MARCH 2-F

Il razzo vettore Long March 2-F è decollato con successo il 24 maggio dal centro di lancio di Jiuquan, nella Cina nord-occidentale, trasportando i tre astronauti alla stazione spaziale Tiangong.

La navicella Shenzhou-23 è stata immessa in orbita e il lancio è stato “un completo successo”, ha dichiarato l’Agenzia Spaziale Cinese per l’Equipaggio (Cmsa) in un comunicato.

COSA FARÀ LA MISSIONE SHENZHOU-23

La missione Shenzhou-23 vedrà l’equipaggio condurre una serie di esperimenti in diversi campi, tra cui la vita nello spazio, la medicina, la fisiologia umana, la fisica della microgravità e le nuove tecnologie.

Un esperimento chiave sarà la permanenza di un anno in orbita di uno dei membri dell’equipaggio per studiare gli effetti di una lunga permanenza in microgravità, nell’ambito dei preparativi della Cina per future missioni lunari e, potenzialmente, marziane.

GLI OBIETTIVI

All’AFP Richard de Grijs, astrofisico e professore alla Macquarie University in Australia, ha affermato che le principali sfide riguarderanno gli effetti a lungo termine sull’uomo, tra cui la perdita di densità ossea, l’atrofia muscolare, l’esposizione alle radiazioni, i disturbi del sonno e l’affaticamento comportamentale e psicologico. Ha inoltre sottolineato l’importanza di sistemi affidabili di riciclo dell’acqua e dell’aria e la capacità di gestire potenziali emergenze mediche lontano dalla Terra.

L’esperto ha evidenziato anche che la Cina sta acquisendo costantemente esperienza operativa per l’occupazione prolungata della stazione spaziale Tiangong e che le missioni di un anno rappresentano un passo importante verso le future ambizioni lunari e potenzialmente nello spazio profondo.

“Un anno in orbita spinge sia l’hardware che gli esseri umani in un regime operativo diverso rispetto alle missioni Shenzhou più brevi delle fasi precedenti del programma”, ha affermato.

Finora, gli equipaggi di Tiangong tendevano a rimanere in orbita per sei mesi prima di essere sostituiti.

CHI VINCERÀ LA CORSA ALLA LUNA

La missione Shenzhou-23 fa parte dell’obiettivo cinese di far atterrare astronauti sulla Luna entro il 2030, in una corsa contro il programma Artemis della Nasa.

Negli ultimi trent’anni la Cina ha ampliato in modo significativo il proprio programma spaziale, investendo miliardi di dollari per ridurre il divario con Stati Uniti, Russia ed Europa. Nel 2019 Pechino ha ottenuto un primato mondiale facendo atterrare la sonda Chang’e-4 sul lato nascosto della Luna. Due anni dopo, nel 2021, la Cina ha fatto arrivare un rover su Marte.

D’altronde, a sostenere che potrebbero essere cinesi i prossimi esseri umani a camminare sulla Luna è anche il numero uno della Nasa.

Intervenendo al convegno Ascend sulle tecnologie spaziali, a Washington, l’amministratore capo della Nasa Jared Isaacman ha affermato: “la prossima volta che il mondo si sintonizzerà per guardare gli astronauti volare intorno alla Luna, probabilmente nel 2027, saranno taikonauti e l’America non sarà più la potenza esclusiva in grado di inviare esseri umani nell’ambiente lunare”.

 

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