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Sorpresa: la Francia castra i diritti dei passeggeri aerei?

La presidenza cipriota dell’Ue ostaggio degli interessi della Francia? Estratto dal Mattinale Europeo

I negoziatori del Parlamento europeo e la presidenza cipriota del Consiglio dell’Ue oggi non si dovranno occupare solo dell’accordo di Turnberry. Un altro trilogo importante è in programma, quello sulla revisione delle regole sui diritti dei passeggeri nel settore aereo. Un potenziale accordo rischia di saltare a causa dell’intransigenza della Francia, che insiste per abbassare il livello di protezione dei passeggeri sulle compensazioni dovute dalle compagnie aeree in caso di ritardi. “Il Consiglio ha continuato ad assumere posizione politica che mira a indebolire i diritti. Sono i francesi che stanno spingendo per abbassare le compensazioni pecuniarie e far salire le soglie orarie”, ci ha spiegato una buona fonte. Coincidenza, dentro il segretariato del Consiglio a gestire il dossier è un esperto distaccato nazionale della Francia, che avrebbe molta influenza sulla presidenza cipriota dell’Ue. Essendo una procedura di conciliazione con tempi dettati dai trattati, per Cipro è un rischio seguire la posizione intransigente della Francia. La riforma dei diritti dei passeggeri potrebbe deragliare definitivamente. Secondo la procedura di conciliazione, se entro il 15 giugno non ci sarà un testo condiviso nel comitato di conciliazione, l’atto sarà considerato non adottato.

IL PARLAMENTO IN POSIZIONE DI FORZA SUI DIRITTI DEI PASSEGGERI

Per una volta il Parlamento europeo si trova in posizione di forza sulla riforma dei diritti dei passeggeri. In caso di fallimento dei negoziati nella procedura di conciliazione, l’attuale normativa rimarrebbe in vigore, comprese le compensazioni (da 250 a 600 euro in caso di cancellazione, da 125 a 300 euro in caso di ritardo). Su pressione della Francia, la presidenza cipriota aveva chiesto agli altri Stati membri di sostenere nel trilogo una riduzione di fatto delle tutele: in caso di riprotezione su un altro volo, la compensazione minima sarebbe scesa da 250 a 83 euro. Gran parte degli altri paesi hanno rigettato questa proposta. Anche per il Parlamento europeo sarebbe stata inaccettabile, a meno di non voler essere accusato di tradire i consumatori europei. La posizione dei deputati prevede un rafforzamento dei diritti complessivi dei passeggeri. Una delle richieste è di obbligare le compagnie a fornire moduli pre-compilati, per facilitare la richiesta di rimborso. Secondo le stime della Commissione, dal 2006 a oggi solo il 48 per cento di chi aveva diritto alla compensazione l’ha effettivamente ottenuta. Un altro contenzioso riguarda la lista delle circostanze eccezionali che esentano le compagnie aeree dall’obbligo di compensare i passeggeri.

I DEPUTATI PRONTI PER UN “NO-DEAL”

“Il Parlamento non può fare passi indietro dall’attuale legislazione che ha protetto i cittadini da più di 10 anni”, ha detto ieri il vicepresidente della commissione Trasporti, Virginijus Sinkevičius, uno dei negoziatori del Parlamento europeo sui diritti dei passeggeri aerei. Sinkevičius ha accusato i ministri degli Stati membri di “nascondersi dietro ai rappresentanti qui a Bruxelles” rifiutando di negoziare seriamente con il Parlamento. “Se vogliono ridurre i diritti dei passeggeri, devono dirlo ad alta voce”. “Il Parlamento non ha paura di un ‘no deal’”, ha avvertito il relatore del Parlamento, Andrey Novakov: “Non accetteremo un accordo che peggiora i diritti che sono attualmente in vigore in Europa”. Secondo Novakov, “il gruppo di paesi che si oppone alla posizione del Parlamento è guidato dalla Francia. Ci sono altri dietro, ma la principale forza è la Francia”.

 

(Estratto dal Mattinale europeo)

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