Lufthansa riduce le perdite, ma il conto vero deve ancora arrivare. E rischia di essere salato. Tra crisi geopolitiche, caro carburante e tagli già avviati, il gruppo tedesco si muove su un crinale sottile: numeri in miglioramento nel breve, ma prospettive più incerte e il rischio di una sforbiciata agli utili.
I CONTI MIGLIORANO, MA IL CONTESTO SI COMPLICA
Il primo trimestre 2026 consegna a Lufthansa un set di conti in chiaro recupero. I ricavi salgono dell’8% a 8,7 miliardi di euro, mentre la perdita operativa (Ebit rettificato) si riduce a 612 milioni dai 722 milioni dello stesso periodo del 2025. Ancora più evidente il miglioramento sul risultato netto, sceso a -665 milioni rispetto ai -885 milioni dell’anno precedente.
Il miglioramento, pari a circa 110 milioni sul risultato operativo, riflette una domanda che resta sorprendentemente robusta nonostante lo scenario globale complesso. Il traffico cresce, seppur moderatamente (+1%), mentre il coefficiente di riempimento supera l’82%, in aumento di oltre 3 punti percentuali. Il gruppo beneficia anche di uno spostamento dei flussi: meno Medio Oriente, più hub europei.
“Stiamo realizzando ciò che ci eravamo prefissati e mantenendo quanto promesso”, ha rivendicato l’amministratore delegato Carsten Spohr, sottolineando come la domanda resti “resiliente anche in tempi di crisi”.
A sostenere i conti contribuiscono anche le attività meno esposte al traffico passeggeri: il cargo e la manutenzione. Lufthansa Cargo ha registrato un Ebit di 83 milioni di euro, in crescita rispetto ai 62 milioni dell’anno precedente, mentre Lufthansa Technik si è mantenuta stabile a 158 milioni, confermandosi un pilastro della redditività del gruppo.
IL MACIGNO DEL CARBURANTE (1,7 MILIARDI IN PIÙ)
Se il trimestre mostra segnali incoraggianti, il vero nodo è nei costi, in particolare quelli energetici. Lufthansa mette in evidenza un dato che pesa come un macigno: +1,7 miliardi di euro di costi aggiuntivi legati al carburante nel 2026.
La bolletta complessiva salirà a circa 8,9 miliardi di euro, di cui 8,7 miliardi per carburante fossile e circa 200 milioni per carburanti sostenibili. Un incremento quasi interamente attribuibile all’escalation della crisi iraniana e alle tensioni nello Stretto di Hormuz, che stanno comprimendo l’offerta globale di petrolio.
Il gruppo è coperto per circa l’80% del fabbisogno grazie a operazioni di hedging, cioè contratti che fissano in anticipo il prezzo del carburante. Ma il restante 20% resta esposto alla volatilità dei mercati. E proprio qui si concentra il rischio maggiore, anche perché – avverte la compagnia – una riduzione della disponibilità di carburante nella seconda parte dell’anno non può essere esclusa.
“L’attuale chiusura dello Stretto di Hormuz sta provocando una carenza di forniture di cherosene e quindi un significativo aumento dei prezzi”, spiega Lufthansa, parlando apertamente di “onere rilevante” per la struttura dei costi.
GUIDANCE CONFERMATA, MA CON PIÙ OMBRE
Nonostante tutto, Lufthansa ha deciso di confermare la guidance per il 2026, prevedendo un risultato operativo significativamente superiore ai circa 1,96 miliardi del 2025. Ma è una conferma tutt’altro che rassicurante.
Il gruppo stesso ammette che il profilo rischio-opportunità “si è spostato verso i rischi”. E soprattutto, come evidenziato anche da Bloomberg, i profitti annuali saranno probabilmente inferiori alle attese iniziali.
A chiarirlo è il cfo del gruppo Till Streichert: “Il nostro utile annuale sarà probabilmente inferiore a quanto inizialmente previsto”. Tuttavia, ha aggiunto, “sulla base delle attuali tendenze delle prenotazioni ci aspettiamo di poter compensare in larga misura i maggiori costi del carburante in modo progressivo, soprattutto nella seconda metà dell’anno”.
IRAN, GEOPOLITICA E CARBURANTE: IL VERO FATTORE DI RISCHIO
Il cuore del problema è geopolitico. La guerra in Medio Oriente e le tensioni tra Iran, Stati Uniti e Israele stanno ridisegnando le rotte, comprimendo l’offerta energetica e facendo schizzare i prezzi del jet fuel.
Per Lufthansa il conflitto rappresenta “un rischio crescente” per i risultati finanziari. Spohr parla senza mezzi termini di “sfida enorme per il mondo, per il trasporto aereo globale e per la nostra azienda”.
Paradossalmente, la crisi genera anche effetti positivi di breve periodo: più traffico sugli hub europei e maggiore domanda su alcune rotte. Ma è un equilibrio fragile.
LE CONTROMISURE: PREZZI, TAGLI E DISCIPLINA
Per assorbire l’impatto del carburante, Lufthansa ha già delineato una strategia su più fronti. L’obiettivo è compensare i maggiori costi attraverso aumento dei ricavi, ottimizzazione della rete e taglio delle spese. In questo quadro, il gruppo sta passando al setaccio tutte le leve disponibili: “La situazione attuale impone di esaminare con rigore tutte le leve disponibili per ridurre i costi, migliorare l’efficienza e mitigare i rischi”, ha spiegato Streichert.
In concreto significa biglietti più cari, revisione del network e accelerazione delle misure di ristrutturazione. Non solo: il gruppo ha già iniziato a ridurre la capacità.
Lufthansa ha infatti tagliato circa 20.000 voli nella stagione estiva, mentre sul mercato globale le compagnie stanno riducendo milioni di posti disponibili. La compagnia tedesca, insieme ad altri vettori, ha cancellato migliaia di partenze e ridimensionato l’offerta per contenere i consumi di carburante.
La cura dimagrante non riguarda solo i voli. Lufthansa ha già avviato un piano di lungo periodo di riduzione dei costi che passa anche dal personale. Il gruppo ha infatti annunciato il taglio di circa 4.000 posti di lavoro amministrativi entro il 2030, concentrati soprattutto in Germania, nell’ambito di un più ampio programma di efficientamento e digitalizzazione. Secondo le stime, l’intervento potrebbe arrivare a coinvolgere fino al 20% delle funzioni non operative, segno di una pressione sui costi che non è più solo congiunturale ma persistente.
Non è tutto. Il gruppo ha avviato anche interventi strutturali: riduzione dei costi amministrativi, razionalizzazione della flotta, chiusura di attività meno efficienti e trasferimento di capacità verso compagnie interne più competitive.
Un percorso già intrapreso da molte compagnie globali, segno che il settore si sta preparando a una fase più dura.
TAGLI GIÀ IN CORSO (VOLI E LAVORO)
I numeri confermano che la cura è già iniziata e riguarda l’intero settore. Lufthansa ha ridotto voli e capacità, contribuendo a un calo globale dell’offerta di circa 2 milioni di posti in un solo mese, insieme ad altri grandi vettori.
Nel dettaglio, il gruppo tedesco ha cancellato migliaia di partenze, mentre altre compagnie stanno adottando strategie analoghe, tra riduzione delle frequenze e utilizzo di aeromobili più efficienti per contenere i consumi.
PERCHÉ IL TITOLO SALE IN BORSA
Nonostante lo scenario carico di incognite, il mercato ha premiato Lufthansa. Il titolo è salito di oltre il 6% a Francoforte dopo i conti trimestrali.
Le ragioni sono diverse. Innanzitutto, il miglioramento dei risultati è stato superiore alle attese. In secondo luogo, la conferma della guidance – pur cauta – è stata interpretata come un segnale di fiducia in un contesto in cui altri concorrenti hanno rivisto al ribasso le prospettive.
Infine, il mercato scommette sulla capacità del gruppo di trasferire i maggiori costi sui prezzi e di beneficiare dello spostamento dei flussi di traffico verso l’Europa.
ITA AIRWAYS E TAP: LO SGUARDO RESTA STRATEGICO
Sul fronte strategico, il gruppo non perde di vista il dossier delle acquisizioni. Su Ita Airways, Spohr ha ricordato che la finestra per un eventuale aumento della quota si aprirà a giugno, senza però novità immediate.
Intanto, il contributo della compagnia italiana migliora: il risultato operativo è cresciuto di 70 milioni, anche se penalizzato dagli effetti valutari.
Sul fronte Tap Air Portugal, vettore di bandiera portoghese e snodo chiave nei collegamenti con il Sud America, Lufthansa conferma la propria linea: “Il nostro interesse non è cambiato”, ha detto Spohr, sottolineando l’importanza strategica della regione per il gruppo.
Lufthansa migliora, ma il vero test arriverà nei prossimi mesi.







