Nuovo intervento della Federal Communications Commission sul ban americano a droni e dispositivi di rete nel giro di poche settimane: adesso l'autorità consente pure di proseguire con la distribuzione degli aggiornamenti per i dispositivi nella lista nera. Perché?
Rischia di diventare un ridicolo balletto il nuovo ban voluto dagli Usa per apparenti motivi di sicurezza che presto si abbatterà su router e droni prodotti all’estero e, in particolare, di fabbricazione cinese. Già sul finire del 2024 infatti il
Wall Street Journal aveva scritto che il bersaglio reale di possibili norme protezionistiche fosse TP-Link (all’epoca il marchio più venduto su Amazon, detenendo il 65 per cento del mercato, con le industrie a stelle e strisce costrette a spartirsi le briciole).
La Federal Communications Commission statunitense con riferimento ai dispositivi di rete, dopo essersi resa conto che non esistono aziende americane con una filiera completamente radicata negli Usa, era dovuta intervenire introducendo deroghe ad hoc a due produttori, prima salvando i prodotti
Netgear e poi
Amazon. Ora è
nuovamente corsa a ritoccare la normativa per allargarne le maglie.
LA FCC ALLARGA DI NUOVO LE MAGLIE DEI SUOI BAN
Infatti la Federal Communications Commission contrariamente a quanto previsto in un primo tempo, ha deciso di concedere la distribuzione di aggiornamenti software e firmware ai prodotti finiti all’indice hi-tech. Come per le deroghe che permettono la distribuzione dei router realizzati all’estero, anche questa nuova concessione ha un termine: il 1° gennaio 2029 dopodiché o la fabbrica che li distribuisce avrà impiantato la filiera su suolo americano o sarà costretta a interrompere pure il supporto all’utenza mediante le patch che correggono errori e migliorano la user experience.
UNA DISPOSIZIONE BOOMERANG
Mentre la prima deroga ha avuto come scopo quello di non chiudere il mercato ai nuovi dispositivi, questo secondo intervento potrebbe avere una duplice finalità. Anzitutto, come appare evidente, evitare che l’assenza di patch non renda più facile la vita agli hacker, agevolando il medesimo fenomeno che si voleva invece combattere.
LA FCC TEME CLASS ACTION?
La seconda motivazione potrebbe inoltre risiedere nel timore di class action: costringere infatti le aziende a far cessare dall’oggi al domani un supporto alla propria utenza che sarebbe invece potuto continuare poteva portare al fiorire di numerose cause da parte dei consumatori che, dopo aver acquistato un dispositivo, non possono più godere degli aggiornamenti per aumentarne la longevità, spingendoli di fatto ad abbandonarlo nel dimenticatoio prima del tempo.