Dopo Netgear, la Federal Communications Commission ha deciso di salvare anche i router di Amazon, evitando così situazioni di monopolio di fatto ma rendendo ancora più evidente la fuga in avanti compiuta, evidentemente, senza considerare le conseguenze. Ma andiamo con ordine.
I FATTI E IL BAN DEI ROUTER VOLUTO DAGLI USA
Nelle scorse settimane la Federal Communications Commission ha improvvisamente bandito tutti i router sviluppati al di fuori dei 50 Stati americani. “Malintenzionati hanno sfruttato le falle di sicurezza nei router di fabbricazione estera per attaccare le abitazioni americane, interrompere le reti, consentire lo spionaggio e facilitare il furto di proprietà intellettuale”, la giustificazione della FCC . In particolare l’ente federale ha citato tre attacchi informatici, denominati Volt, Flax e Salt Typhoon, diretti contro le infrastrutture statunitensi tra il 2024 e il 2025 e, secondo quanto rivelato dalle rispettive inchieste, operati da soggetti riconducibili al governo cinese.
Soltanto dopo, però, l’ente federale ha realizzato che non esistano allo stato attuale società statunitensi che realizzano al cento per cento i propri prodotti negli Usa, come vorrebbe la rigidissima normativa introdotta in via emergenziale. E allora sono iniziati gli allentamenti, che però non hanno riguardato le maglie regolatorie – a riprova che, come sostenuto da diversi osservatori, la nuova legge avrebbe soprattutto finalità economiche, imponendo con la forza alle industrie hi-tech di investire negli States per realizzare là la propria filiera, ex novo – ma permessi temporanei che consentono di continuare a produrre in via straordinaria all’estero.
DOPO NETGEAR, SEMAFORO VERDE ANCHE AI ROUTER AMAZON
La prima azienda a beneficiare della deroga temporanea fino al 1° ottobre 2027 è stata Netgear: una decisione che presso la stampa di settore statunitense ha suscitato più interrogativi che approvazione, dal momento che se la decisione era realmente collegata a non meglio precisati motivi di sicurezza nazionale riusciva difficile comprendere come fosse possibile fare strappi alla regola. Non solo: a seguito di questa decisione Netgear, che ha gran parte della propria filiera in Asia, si sarebbe così ritrovata in una situazione privilegiata rispetto alle rivali tagliate fuori dal mercato ex lege.
Nel frattempo, la Federal Communications Commission ha però alzato la paletta verde anche nei riguardi di Amazon che sarà assoggettata al medesimo regime di favore temporale: potrà quindi continuare a vendere modelli come Eero, Eero Pro, Eero Max, Eero PoE, Eero Outdoor ed Eero Signal sul mercato statunitense per il prossimo anno e mezzo, dopodiché però scatterà il ban di qualsiasi apparecchiatura dovesse presentare componenti extra-Usa.
“Siamo lieti di annunciare che il governo degli Stati Uniti ha riconosciuto eero ( elenco di approvazione fcc.gov ) come fornitore di router affidabile e sicuro”, il commento del marchio riconducibile al colosso dell’e-commerce fondato da Jeff Bezos.
LA FCC INTENSIFICA LA LOTTA ALLE APPARECCHIATURE DI RETE
Nel frattempo, la Fcc ha ulteriormente ampliato il novero di apparecchiature che subiranno le medesime restrizioni territoriali fin qui previste per i router a hotspot Wi-Fi portatili e dispositivi CPE LTE/5G. La connettività negli Stati Uniti, insomma, dovrà essere made in Usa, senza eccezioni. Fino alla prossima deroga.





