La piattaforma di aste online eBay ha rifiutato l’offerta di acquisto presentata nei giorni scorsi dalla catena di negozi di videogiochi GameStop, definendola “né credibile né attraente”.
LE RAGIONI DI EBAY
In una lettera all’amministratore delegato di GameStop, Ryan Cohen, il consiglio di amministrazione di eBay ha respinto l’offerta – dal valore di 55,5 miliardi di dollari – dopo aver valutato l'”incertezza” relativa al piano di finanziamento e i rischi operativi connessi. La valutazione di GameStop, cioè del potenziale acquirente, è nettamente inferiore a quella di eBay: 12 miliardi di dollari contro 46 miliardi.
E ADESSO?
Come scrive Bloomberg, il rifiuto di eBay “apre la strada a una potenziale battaglia per il controllo della società volta a sostituire il consiglio di amministrazione di eBay con uno favorevole all’accordo”. GameStop possiede una quota di eBay di circa il 5 per cento e Cohen aveva già fatto sapere di essere pronto a sottoporre il suo piano direttamente agli azionisti qualora il board avesse respinto l’offerta.
IN COSA CONSISTE L’OFFERTA DI GAMESTOP
GameStop ha offerto, per l’acquisizione di eBay, un prezzo di 125 dollari ad azione – diviso a metà tra contanti e azioni -, cioè un premio del 20 per cento rispetto al prezzo di chiusura di venerdì 1 maggio. La società ha spiegato di aver ottenuto dalla banca statunitense Td Bank l’impegno non vincolante a fornire circa 20 miliardi di finanziamento tramite debito.
L’amministratore delegato della nuova società sarà Cohen, che ha promesso risparmi per 2 miliardi all’anno entro dodici mesi dalla chiusura dell’operazione: a suo dire, l’integrazione delle attività permetterà a eBay di beneficiare della rete di negozi GameStop, che conta quasi 1600 punti vendita fisici negli Stati Uniti.
Lo scorso gennaio GameStop ha presentato un pacchetto retributivo per Cohen che gli garantisce opzioni su oltre 171 milioni di azioni qualora riesca a portare il valore di mercato di GameStop a 100 miliardi di dollari. La capitalizzazione di mercato della società è decisamente più bassa rispetto al picco raggiunto durante la fase “meme stock” del 2021, ma comunque superiore al valore del periodo precedente.
I NUMERI DI EBAY E GAMESTOP
Il business di GameStop è in crisi ormai da decenni perché la vendita dei videogiochi si è spostata sulle piattaforme online; in risposta, la società ha cercato di riposizionarsi sul mercato delle action figure e delle carte collezionabili. Nei dodici mesi precedenti al 31 gennaio scorso ha riportato entrate per 3,6 miliardi di dollari.
Anche eBay sta puntando molto sul segmento del collezionismo per reagire alla concorrenza sia dei giganti dell’e-commerce, come Amazon, sia delle piattaforme di rivendita dell’usato più piccole, come Vinted. Nel 2025 le entrate sono ammontate a 11,6 miliardi di dollari.
Secondo Cohen, eBay potrebbe sfruttare la rete di negozi di GameStop negli Stati Uniti per consentire ai clienti di verificare l’autenticità dei collezionabili acquistati online, oltre che come centri logistici per la spedizione dei prodotti venduti sulla piattaforma.
SIMILI, MA NON UGUALI
I modelli di business di GameStop ed eBay sono in parte sovrapponibili, ma non coincidono del tutto. GameStop, infatti, si concentra sulla rivendita nei propri negozi di prodotti acquistati all’ingrosso; eBay, invece, guadagna con le commissioni sulle transazioni effettuate sulla propria piattaforma e con le pubblicità, senza avere spese di magazzino.







